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Hot Girls Wanted: Turned On

In 2015, the words "Netflix" and "Porn" went hand in hand for the  documentary film  Hot Girls Wanted , The extr...

lunedì 28 febbraio 2011

Arrestato pedofilo recidivo

Avrebbe mostrato, ai ragazzi, filmati pornografici. Poi, Facebook, strumento che utilizzava per sollevare interrogativi che partendo anche da molto lontano, portavano comunque sempre al sesso. In un’occasione si era soffermato, con un giovane interlocutore, sui “rapporti sessuali delle balene”.
«Spesso quello che viene raffigurato come “un orco”è una persona di cui tutti apparentemente si fiderebbero, che conosce tutti gli stratagemmi per conquistare la fiducia di genitori e bambini». 
La famiglia è colpita da un grave lutto, lui si avvicina regala anche dei libretti “per meditare, per superare il trauma”. E alla fine ottiene di poter tenere in casa i bambini mentre i genitori sono al lavoro. 
Caramelle, regalini, la guida dell’auto. Usava praticamente di tutto, per poter ottenere la fiducia dei ragazzi, dei bambini. Ieri mattina l’hanno arrestato con l’accusa di pedofilia, per atti di libidine nei confronti di un bambino di nove anni. E’ il figlio di una vicina di casa. 
Lui, secondo la ricostruzione della squadra Mobile della questura di Brescia, avrebbe approfittato di un lutto per conquistare la fiducia, per far capire che lui voleva solo fare del bene. Loro, i vicini, del resto non sapevano che era già finito in carcere per il medesimo tipo di reato. «Sono stato per parecchio tempo in Cina», aveva raccontato. Invece era stato arrestato a Bologna.

Nell'attuale ordinanza di custodia cautelare in carcere si fa riferimento a una sola vittima. Ma dalle indagini è emerso che gli episodi dubbi” potrebbero essere parecchi. «Stiamo lavorando — ha spiegato ieri il dirigente della squadra Mobile della questura di Brescia, Riccardo Tumminia — anche su episodi che non hanno avuto, fino a questo momento, rilevanza penale. Vicende che però contribuiscono a rendere più credibile il quadro accusatorio». E ha quindi parlato della «diffida a frequentare l’oratorio, da parte di un parroco che aveva notato i comportamenti sospetti».

Lo vedevano regalare caramelle in quantità industriale, cercare solo la compagnia dei bambini. Proprio l’oratorio era diventato un “terreno di caccia”nelle molteplici forme di coinvolgimento che questo luogo può avere. Così, per esempio, l’arrestato non mancava mai alle gite in montagna ed era sempre pronto a “tastare i muscoli ai ragazzi a dorso nudo.  Il suo comportamento, a un certo punto apparve sospetto anche ai genitori che stavano viaggiando con i figli in un pellegrinaggio a un santuario mariano. Venne richiamato dopo essere stato visto troppe volte “mano nella mano”. I ragazzi un po’ più grandicelli, poi, venivano invitati alla “drive school”. Li portava sul Monte Maddalena e in un piazzale li invitava a sbizzarrirsi nei testacoda.
«Poi diceva loro — mi ripagherete in natura».
Nella ricostruzione della polizia c’è un giorno in cui i due piccoli, nove anni lui e sei lei, entrano nella casa dell’orrore. La bambina viene mandata in un’altra stanza, la musica si alza fino a non lasciare sentire nulla. Nessuno vede, nessuno sente cosa succede. Ma nei giorni successivi, il bambino non mangia, non è attento a scuola. I genitori si rivolgono a un poliziotto. Ieri mattina l’arresto.


Abusa di un bimbo di 9 anni Arrestato pedofilo recidivo 28 febbraio 2011



venerdì 25 febbraio 2011

Spose bimbe, una su 5 nei paesi in via di sviluppo

Sono almeno 70 milioni i ragazzi nel mondo cui oggi è negata l’istruzione e sono perciò più sottoposti ai rischi di sfruttamento, di abuso e di violenza. La denuncia arriva dall’Unicef che oggi a Roma ha diffuso il rapporto 2011 sulla condizione dell’infanzia nel mondo, dal titolo ’Adolescenza: il tempo delle opportunità'. Investendo di più negli 1,2 miliardi di adolescenti tra i 10 e i 19 anni d’età presenti nel mondo, suggerisce il rapporto, si possono interrompere cicli radicati di povertà e disuguaglianza. «Senza istruzione», ha spiegato Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia, «gli adolescenti non possono sviluppare le conoscenze e le capacità di cui hanno bisogno per affrontare i rischi di sfruttamento, che risultano più alti proprio nel secondo decennio di vita». 

Il rapporto evidenzia poi la gravità della situazione che si trovano a vivere le adolescenti più povere: con circa il triplo di probabilità di sposarsi prima dei 18 anni rispetto alle coetanee che vivono nei Paesi ricchi, queste ragazze sono esposte ai rischi di gravidanza precoce, alta mortalità materna e malnutrizione, nonchè di violenza domestica, abusi sessuali e Aids. Nei paesi in via di sviluppo (Cina esclusa), una ragazza adolescente su cinque è sposata o convivente: è quanto afferma il "Rapporto Unicef sulla condizione dell'infanzia nel mondo 2011" presentato oggi a Roma. "Questo tasso - secondo l'organizzazione per i diritti dell'infanzia - aumenta fino al 28% in Asia meridionale, la regione in cui si registra la maggiore incidenza del fenomeno, e addirittura fino al 59% nel Niger". Il matrimonio precoce (che riguarda le nozze o l'unione in cui uno o più sposi abbiano dai 19 anni in giù) è più comune in Asia meridionale e in Africa sub-sahariana. Secondo nuovi dati, provenienti da 31 paesi di queste due regioni, dimostrano che la maggior parte dei matrimoni precoci si verifica tra i 15 e i 18 anni. In Africa, inoltre, il 25% delle donne tra i 20 e i 24 anni ha partorito prima dei 18 anni. In Asia meridionale questa percentuale scende al 22%, ma risulta marginalmente più elevata rispetto all'America Latina e ai Caraibi (18%). 

La disoccupazione, che nel 2009 ha toccato 81 milioni di giovani, resta - stando ai dati del dossier di Unicef - una grande sfida in molti Paesi del mondo. Il messaggio dell’agenzia delle nazioni Unite alla comunità internazionale è chiaro: «Poichè i giovani sono una risorsa produttiva indispensabile per lo sviluppo delle economie nazionali è necessario valorizzare il loro potenziale investendo di più in istruzione e formazione professionale». Se l'88% degli adolescenti vive ormai nei paesi in via di sviluppo, almeno 150 milioni di loro sono ancora sfruttati lavorativamente. "Attualmente circa 150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni sono impegnati nel lavoro minorile, e l'incidenza di questo fenomeno risulta maggiore nell'africa sub-sahariana'', riferisce l'Unicef che rilancia alcune sue stime secondo le quali ''in tutto il mondo sono più di un milione i bambini detenuti dalle forze dell'ordine''. 

Negli ultimi vent’anni, secondo l’Unicef, si sono avuti miglioramenti notevoli nel campo della lotta alla mortalità infantile (in calo del 33%), dell’istruzione femminile, della sanità e dell’accesso ai servizi fondamentali. Ma non basta. «L’adolescenza rappresenta un punto di svolta«, ha concluso Lake, «un’opportunità per consolidare i progressi compiuti nell’ambito della prima infanzia, che altrimenti rischierebbero di venire cancellati».



PORNO GENERATION 5

C'è chi si prostituisce per pagare le tasse universitarie, chi per mantenersi durante gli studi e chi, addirittura, per sfuggire al mondo del precariato.
Per le studentesse italiane, insomma, vendere il proprio corpo per denaro sarebbe ormai tutt'altro che tabù, stando a quanto riportato da Studenti.it.
Già nel 2006, sostiene il sito, il 21 per cento delle ragazze italiane usava il proprio corpo per pagarsi gli studi, come avveniva del resto anche in Francia e in Inghilterra. Ma se allora la prostituzione era vissuta come «un espediente temporaneo», in attesa di un "vero" lavoro, oggi, in alcuni casi lo ha sostituito.
In tempi di crisi, precariato e disoccupazione dilagante, insomma, sono sempre di più le ragazze che, dopo aver cercato disperatamente un impiego, si "rassegnano" e scelgono di diventare escort perché, dicono, «è l'unico lavoro che mi dà da vivere e mi permette di pagare l'affitto».
Per capire meglio se la prostituzione sia «frutto della necessità, della disperazione, della reale mancanza di alternative» o, semplicemente, «una scelta che oggi si fa in modo sempre più leggero», il sito ha lanciato un sondaggio, chiedendo ai propri lettori: "E' giustificabile prostituirsi se non si trova lavoro o non si hanno soldi per studiare?".
Il 64 per cento degli utenti ha risposto "No, perché c'è sempre un'alternativa", mentre il 16 per cento lo ha definito legittimo perché "lo fanno tutti" e il 21 per cento ha scelto una soluzione possibilista, affermando che "dipende dalle situazione". Il 37 per cento, dunque, ritiene che (almeno in alcuni casi) la prostituzione sia un'opzione da considerare.
«Se il passaparola è il sistema a cui ci si affida una volta entrate nel giro, all'inizio le studentesse usano il web per trovare i primi contatti. Nei forum specializzati e non (ad esempio olx.it), gli annunci di richiesta e di offerta sono tantissimi e la frase chiave spesso è "Un aiuto economico in rose per una studentessa"» scrive il sito.
Il passaparola prevale sempre, invece, quando a prostituirsi sono le studentesse più piccole: quelle delle superiori. Spesso, non lo fanno per necessità, ma solo per potersi permettere qualche vestito o accessorio in più.
«Dalle testimonianze di chi si prostituisce e di chi sfrutta il fenomeno, ma anche dai risultati dell'indagine, la sensazione che si ha è che la prostituzione spesso non venga vissuta come un espediente mortificante, a cui ci si piega per reali necessità. E' invece un modo facile e veloce per poter guadagnare tanto e pagarsi gli studi senza fatica, bypassare il problema del precariato o accedere a beni e servizi di lusso inaccessibili con le sole risorse di cui si dispone» conclude il sito.



Sempre più studentesse e giovani precarie scelgono la prostituzione per mantenersi 24 FEBBRAIO 2011



CRESCE Il PEDOPORNO IN GIAPPONE

In Giappone, malgrado il possesso di materiale pornografico per uso personale non è perseguibile per legge, i casi di reato per pornografia infantile sono aumentati del 45% nel 2010, battendo tutti i record mondiali.

Le indagini, nell’anno 2010 hanno portato alla scoperta di 1.342 casi di produzione e vendita di foto e video pornografici che vedevano protagonisti dei bambini. Il numero di bambini e adolescenti coinvolti nella realizzazione di questo materiale, che è stato quantificato con 618 vittime, ha avuto un incremento del 52,6% rispetto all’anno precedente. Le autorità giapponesi hanno affermato che questo è il numero più alto mai registrato per i casi di pornografia infantile nel paese.

Tra le vittime, 93 bambini della scuola elementare e 33 bambini in età prescolare.
Colpisce il fatto che il 60% dei casi di pedopornografia sono stati individuati tramite Internet. La legge attualmente in vigore in Giappone, vieta esclusivamente la realizzazione e la vendita di foto e video e la detenzione di materiale pedopornografico a scopo commerciale, ma non la realizzazione e il possesso per uso personale.
Giappone e Russia sono le uniche potenze, tra i paesi industrializzati membri del G8, a non proibire la detenzione per uso personale di video e foto pornografiche con protagonisti i bambini. Il possesso di materiale pedopornografico, permesso dalle leggi giapponesi e da quelle russe, è vietato invece in oltre 70 paesi.

Pornografia infantile, record da scandalo per i casi in Giappone 24 FEBBRAIO 2011


Japan child porn cases surge to record high 

PORNO BAMBINI

Mentre l’insegnante di una scuola elementare umbra è dedita a cercare su internet materiale per la redazione di un libro i suoi alunni, tutti bambini tra i 9 e i 10 anni e anch’essi dotati di computer, nell’aula di informatica della scuola si dedicano alla visione di siti pornografici. 
E’ la storia che emerge dalla relazione del procuratore regionale della Corte dei conti umbra Agostino Chiappiniello sull’attività svolta nel 2010 dalla magistratura contabile, presentata giovedì mattina in occasione della solenne cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.

Completamente disinteressata Nella relazione della Corte emerge la responsabilità dell’insegnante «per essersi completamente disinteressata della vigilanza sui bambini ad essa affidati, avendo detta insegnante svolto, proprio durante le lezioni di cui era responsabile, delle ricerche in internet per la redazione di un libro per finalità esclusivamente personali». Insomma, mentre l’insegnante si dedicava a tutto tranne che all’insegnamento, i computer in dotazione ai suoi bambini di quarta elementare erano impiegati per fini decisamente poco didattici.

Immagini oscene All’insegnante, secondo quanto scritto nella relazione, è stato contestato il «danno da disservizio in quanto, nonostante la convenuta avesse una classe di quarta elementare in condizioni di accedere ad Internet per soli fini didattici, la stessa non teneva, come avrebbe dovuto, una condotta attenta all’utilizzo dei pc, consentendo agli alunni di avere libero accesso a siti pornografici». Una condotta che la Corte ha giudicato «omissiva» e che ha determinato la messa in circolazione di immagini «oscene» da parte di bambini di soli 9 o 10 anni. Il danno, infine, deriva dal disservizio conseguente alla chiusura dell’aula di informatica dopo le (ovvie) denunce da parte dei genitori.

Bambini guardano siti porno mentre la maestra non li controlla: i genitori denunciano, chiusa l’aula 24/2/11

PORNO PUBBLICITA'

Una bellissima ragazza, di spalle, si solleva il vestito e mostra un “lato B”di tutto rispetto. È l’immagine in bianco e nero che pubblicizza una linea di abbigliamento fino ad ora piuttosto sconosciuta, quella di Silvian Heach.
La campagna era già stata ampiamente criticataper il modo di rappresentare il corpo femminile, utilizzato non per la sua bellezza ma solamente per la sua capacità provocatoria ed erotica. E fin qui si potrebbe parlare di semplice moralismo, ma cosa succede quando questo manifesto pubblicitario a “luci rosse” compare nelle strade e davanti alle finestre?
Il risultato potrebbe essere buffo se la finestra in questione fosse quella di una caserma, ma che dire se la signorina con il sedere in bella mostra compare davanti ad una scuola elementare? Bisogna immaginarsi quindici bambini di sei anni, intenti ad imparare l’ABC con davanti agli occhi, tutto il giorno, la pubblicità sessista della signorina che ha caldo e, sorridendo beata, alza la gonna.
Non è pura immaginazione. È quello che succede giornalmente a Milano alla scuola elementare di viale Puglie, appartenente all’istituto comprensivo Renzo Pezzani. Il cartellone incriminato con le fotografie in bianco e nero scattate da Terry Richardson, è stato esposto proprio di fronte alle finestre della scuola.
Le proteste presentate da alcuni genitori ai vigili urbani, non hanno avuto alcun risultato, in quanto il Comune ha risposto che l’autorità competente è l’istituto dell’Autodisciplina pubblicitaria. L’Arav Fashion, l’azienda che produce l’abbigliamento Silvian Heach, dal canto suo risponde che, trattandosi di un servizio fotografico di Terry Richardson, siamo di fronte ad una vera opera d’arte, un’espressione artistica non censurabile.
Le maestre e i genitori spiegano, invece, di non voler essere moralisti a tutti i costi, ma di pretendere solamente il rispetto dovuto alla delicatezza dell’età dei bambini, che già parlottano tra di loro di quella signorina scosciata, e chissà che idea si faranno del ruolo della donna nella nostra società.
Maurizio Cadeo, assessore al decoro urbano, chiede ai proprietari degli impianti di vigilare su ciò che viene loro proposto dai Centri Media. Ci si dovrebbe quindi autocensurare su contenuti pubblicitari poco consoni alla location scelta. L’unica azione che il comune può attuare per contrastare eventuali anomalie, è la revoca dell’autorizzazione all’impianto pubblicitario.
Quello che è certo è che Terry Richardson, autore delle servizio fotografico, riesce sempre a far parlare di sé nel bene e nel male. Considerato un guru della fotografia, tanto da ricevere il prestigioso incarico per il calendario Pirelli 2010, l’artista è rinomato per le sue immagini provocanti e con continui rimandi sessuali talvolta quasi perversi.
E tanto per non farsi mancare nulla, sempre lo scorso anno, è stato accusato da diverse modelle di averle costrette a rapporti sessuali utilizzando il proprio ascendente e il proprio potere.


Pubblicità porno alle scuole elementari 25 febbraio 2011



PEDO SOCIAL NETWORK

Sempre al centro del ciclone il social network più usato al mondo, Facebook.
Il giornale Daily Mail, che non è nuovo ad attacchi del genere nei confronti del servizio di Mark Zuckerberg, ha pubblicato lo scorso Venerdì unduro articolo cartaceo che si intitola: 'Quante sono le vittime delle sex gang a causa di Facebook?'
In uno degli articoli il Daily Mail parla di predatori del sesso su Internet che utilizzano Facebook e social network come Bebo per adescare bambini nella zona di Torbay nel Devon in UK dove sono successi circa 20 casi.

Una banda di pedofili inneggia i minori a compiere atti di pedofilia e secondo il Daily Mail utilizzano Facebook per comunicare tra di loro. L'accuse di favoreggiare la pedofilia sono dure tanto da aver fatto scattare una reazione di Facebook che ha intenzione di aprire un'azione legale nei confronti del quotidiano britannico.

Facebook ha chiesto al Daily di correggere il tiro e cambiare le parole e scrivere delle scuse, cosa che non ha fatto sia sul sito che nella versione cartacea in quanto il Daily Mail ritine che le accuse fossero infondate perchè attualmente oggetto di indagini da parte degli inquirenti.
I legali e portavoci di Facebook hanno sostenuto che non è possibile affermare che il loro servizio favorisce volontariamente la pedofilia e che aspettano dal Daily Mail una chiara presa di posizione e rettifica di quanto scritto prima di cominciare una disputa legale.
Il fenomeno del child grooming è preoccupante indipendentemente da tutto e va combattuto anche offline.

In 3 anni 50 ragazzi adescati, allarme in scuole Inghilterra sud


I social network nuovo territorio di caccia per i pedofili. E allora bisogna istruire anche i genitori. In Gran Bretagna 16mila famiglie hanno ricevuto una circolare dai toni pesanti, in cui le scuole avvertono che i loro figli potrebbero essere vittime di pedofili su Facebook e altri siti.

Secondo la polizia britannica, almeno 20 studenti, ma probabilmente il numero sale a 50, sono stati adescati sui popolari siti di social networking negli ultimi tre anni. Le vittime - scrive il Mail on Sunday - sono state imbottite di alcol e droghe prima di essere molestate o stuprate. Alcune di loro avevano a malapena 12 anni.


La mail "esplosiva" è stata inviata ai genitori di 14 scuole superiori del Devon, nel sud dell'Inghilterra, da Torquai a Paingnton e Teignbridge: "La sicurezza di vostro figlio non è mai stata così importante come in questi tempi cruciali". Uscire da soli per questi teen-ager è sconsigliato. Fuori da scuola si deve andare dritti a casa. Un consigliere di Torbay, municipio che fa capo a Torquai, ha creato ulteriore ansia, invitando i ragazzi a non uscire da soli, ma a gruppi di "due-tre" persone.



La polizia ha rivelato di indagare su "una serie di abusi di giovani" e le autorità intendono "rafforzare la consapevolezza del potenziale pericolo". Le vittime - la maggior parte delle quali sono ragazze, ma anche ragazzi, di età compresa tra i 12 e i 15 anni - frequentavano tre delle 14 scuole messe in allerta e ieri la polizia ha annunciato di avere arrestato un uomo di 19 anni, accusato di abusi sessuali su un minore. La polizia del Devon e della Cornovaglia dà inoltre la caccia a un altro presunto pedofilo.

Gb/ Vittime di pedofili su Facebook, 16mila genitori avvertiti 18 feb.



Filma il marito mentre stupra la figlia


Aveva osservato e filmato il marito mentre stuprava la figlia di 4 anni per poi far circolare il video su Internet ad uso e consumo di altri pedofili.
Per questo, Hollie Beston, una mamma americana di Burien (Seattle), è stata condannata a 26 anni di carcere.
Il marito, Brian, che aveva fisicamente commesso la violenza, era già stato condannato all’ergastolo nel giugno scorso, per abusi e sfruttamento sessuale di minore, oltre che per pedopornografia. Entrambi i coniugi, durante il processo, si erano dichiarati colpevoli.
I Beston erano stati arrestati nell’ottobre 2009 dopo che un uomo di San Diego, condannato a 42 anni di prigione per abuso di minore, aveva parlato di loro all’Fbi. Il pedofilo californiano, Richard Hockaday, aveva raccontato di averli conosciuti su Craigslist, fingendosi una madre single che cercava altri genitori per sperimentare le proprie fantasie.
Tra Hockaday e i Beston era cominciata una lunga “corrispondenza”: la coppia di Seattle, in 3 mesi, gli aveva inviato circa 50 immagini pedopornografiche della figlia e tramite una web-cam lo aveva fatto assistere allo stupro compiuto dal padre. Hockaday aveva anche chiesto ai Beston di poter violentare a sua volta la bambina, ma pare che questo non sia avvenuto.

Filmava il marito mentre stuprava la figlia: condannata a 26 anni 24 febbraio 2011

Hollie Beston Gets 29 Years For Filming Her Hubby Raping Their 4-Year-Old Daughter 23 Feb 2011


La caramella dell'amore

Arriva la caramella dell'amore. Dopo il Viagra e le altre pillole, la cura della disfunzione erettile diventa piu' discreta: non piu' imbarazzanti pillole spesso difficili e fastidiose da ingoiare, ma caramelle da sciogliere in bocca. 'Il loro arrivo e' previsto in maggio', ha detto Andrea Lenzi, dell'universita' di Roma La Sapienza. La caramella dell'amore si basa sulla molecola vardenafil, stesso principio attivo alla base di una delle pillole attualmente in commercio.

Arriva la caramella dell'amore 25 febbraio

Sesso, addio Viagra & C. ecco la caramella dell'amore 25 febbraio 2011




giovedì 24 febbraio 2011

PORNO GENERATION 4


Gli adolescenti cominciano a frequentare i siti pornografici a 14 anni. L'abitudine diventa decisamente diffusa a partire da 25 anni per toccare l'apice fra 35 e 44 anni e poi ridursi gradualmente. E' quanto emerge dall'indagine presentata oggi ad Abano Terme dalla Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità (Siams).

 

 

Commissionata dalla stessa società scientifica e condotta da un'agenzia specializzata in indagini sulle utenze Internet, l'indagine si basa su un campione di 28.000 frequentatori di siti pornografici. ''I dati dimostrano che già a 14 anni, quando non hanno ancora maturato una sessualità legata all'affettività, i ragazzi si collegano a siti che mostrano immagini molto avanzate'', ha osservato il presidente della Siams, Carlo Foresta.
Dei circa 27 milioni di utenti Internet, a frequentare i siti pornografici in Italia sono 7,8 milioni, pari al 28,9%. Un dato che pone l'Italia al quarto posto in Europa, dopo Germania (34,5%), Francia (33,6%) e Spagna (32,4%).
Nella grande maggioranza i frequentatori più assidui dei siti pornografici sono uomini (73,4%). In alcuni casi si comincia anche prima di 13 anni (3,9%), i contatti aumentano fra 14 e 18 anni (5,9%) e salgono decisamente fra 25 e 34 anni (22,1%). Il picco si raggiunge fra 35 e 44 anni (25,4%) e poi l'abitudine comincia a ridursi: scende al 20,1% fra 45 e 54 anni e tocca il 12% negli uomini di oltre 55 anni.

Pornografia on line per 7.8 milioni in Italia 24 febbraio

 

 

I giovani si beffano dei sistemi di parental control, accedendo spesso a siti porno soprattutto mentre fanno i compiti. Il dato è stato rivelato da un recente rapporto di BitDefender, che su un campione di genitori di 5 nazioni diverse ha individuato un tratto comune: il 95% ha scoperto che i propri figli accede alla pornografia online.
"Mediamente un bambino comincia a cercare siti web di contenuti per adulti intorno agli 11 anni", si legge nel comunicato ufficiale. "[…] nonostante il 97% degli intervistati (genitori, NdR.) utilizzi un software di controllo genitori per bloccare l'accesso a siti per adulti, il 12% dei ragazzi e delle ragazze adolescenti riesce a sboccare o disinstallare questo software".
"Una delle scoperte più importanti di questo studio riguarda il controllo genitori: anche se i genitori capiscono l'importanza di un software del genere e la necessità di monitorare l’attività dei propri figli adolescenti sui social network e su internet, in generale i ragazzi trovano sempre un modo per accedere a contenuti per adulti", ha sottolineato Sabina Datcu, Specialista di analisi e comunicazione di e-threats di BitDefender e autrice dello studio. 

Questo, secondo BitDefender, manda un messaggio molto chiaro ai genitori: le iniziative per proteggere i bambini dall'esposizione a materiali espliciti a sfondo sessuale a disposizione in Internet non sono mai state così importanti.

E dire che l'87% ha affermato che darebbe la possibilità ai ragazzi di accedere a contenuti espliciti a partire dai 19 anni. Nessuno ha sufficiente pazienza.

 

Genitori disarmati contro il porno, ma non i giovani 23 febbraio 2011

 

Un consumo eccessivo di pornografia online cominciato nella prima adolescenza può scatenare l'anoressia sessuale: il problema sta emergendo adesso e riguarda nella maggioranza dei casi giovani di 20-25 anni che non riescono più a provare desiderio ne' ad avere un'erezione, anche se non hanno alcun problema fisico.
''Abbiamo pensato di mettere in relazione i dati sulla frequentazione di pornografia online con alcuni disturbi che colpiscono una fascia di età molto giovane e sempre più frequenti negli ultimi anni'', ha spiegato Foresta a margine del convegno della Siams. I dati relativi al consumo di siti pornografici sono stati commissionati dalla societa' scientifica ad un'azienda specializzata nell'analisi sul traffico online e si basano su un campione di 28.000 utenti maschi.
''Dall'analisi - ha detto ancora Foresta - emerge che la frequentazione dei siti pornografici comincia molto precocemente, tra 15 e 16 anni, e avviene quotidianamente anche per 3-4 anni, anche con la possibilità di una sessualità attiva online, attraverso le chat''. Tutto questo interrompe la maturazione di una sessualità legata all'affettività e crea una sorta di assuefazione anche alle immagini più violente. 
L'anoressia sessuale, come la definiscono gli esperti, si manifesta gradualmente: ''all'inizio con scarse reazioni ai collegamenti ai siti pornografici, poi con un generale calo di desiderio e alla fine diventa impossibile avere un'erezione''.

 

 

Anoressia sessuale: è questa la grave conseguenza che ha nei più giovani l’abitudine a fruire quotidianamente di tutto il materiale spinto presente sul web. Con la conseguenza che si distacca l’idea della sessualità dal rapporto affettivo, a scapito dei rapporti di tutti i giorni.
Coloro i quali nell’adolescenza fruiscono con continuità, anche quotidiana, di questo tipo di siti, hanno presentato un disinteresse verso la sessualità, con calo del desiderio e disturbi di vario tipo.
Il rimedio è abbandonare questo tipo di abitudini e iniziare a leggere libri che sottolineano l’importanza dell’affettività.
Il bombardamento pornografico a cui il web ci ha abituati nuoce gravemente alla salute

Rischio anoressia sessuale da overdose di siti porno 24 febbraio 2011

Sesso: overdose da porno e si rischia l'anoressia sessuale 24 Febbraio 2011



Sex.com è Il dominio web più costoso della storia di Internet

Sex.com è Il dominio web più costoso della storia di Internet, ammesso dai responsabili del Guinness World Records nell'olimpo dei grandi primati mondiali.

Venduto alla fine dello scorso anno dalla società Escom LLC, l'evocativo quanto succulento dominio sex.com era stato valutato 13 milioni di dollari. Una cifra che non si era poi di molto discostata da quella sborsata dalla stessa Escom.

Il trasferimento di proprietà dell'attraente dominio era stato affidato all'intermediario Sedo.com, che aveva già gestito le transazioni degli asset relativi ad altri siti succulenti come vodka.com, pizza.come russia.com.

 

Lo staff di Sedo.com si è ora dichiarato entusiasta di aver contribuito alla nascita di un record da Guinness dei primati. Il lavoro di ricerca di un compratore - alla fine Clover Holdings Ltd - aveva richiesto due anni, pieni di rischi e complesse procedure d'analisi.



Il sito venne registrato nel 1994 da Gary Kremen con Network Solutions, ed in seguito passò in mano all'affarista Stephen M. Cohen[1], ma vi fu una vertenza legale tra i due che durò cinque anni e che vide la sentenza favorevole a Krenen nel novembre 2000, che con un risarcimento di 65 mila dollari[1]. Nel 2003 Krene citò in giudizio Network Solution, diventata allora VeriSign[1].

Nel 2006 il dominio venne venduto per 14 milioni di dollari ad Escom LLC[2], ma nel 2010 questa non riuscì a far fronte ai debiti contratti dalla società DOM Partners LLC[2]; sex.com venne allora messo all'asta con una base di partenza di 1 milione di dollari[2], nonostante comunque possibili implicazioni di ritorno finanziario in quanto legate all'allora proposta del dominio simile .xxx[2]. L'asta, prevista per il 18 marzo 2010, venne bloccata poiché i creditori della società rifiutarono di vedere il dominio liquidato, presentando istanza di fallimento per l'azienda[3].
Sedo, l'azienda incaricata della vendita, ha comunicato nell'autunno 2010 che il dominio è stato venduto per 13 milioni di dollari.[4]. Cifra record che fa di Sex.com il dominio più costoso di tutti i tempi. Le trattative di cessione del dominio sono state accompagnate da una procedura di insolvenza. La vendita include anche i marchi e i loghi legati al dominio. L'ultimo acquirente, la Clover Holdings LTD, è una società che ha sede nell'arcipelago indiano di Saint Vincent e Grenadine con un indirizzo email ufficiale legato ad un servizio di privacy.
Sulla vicenda di sex.com sono stati scritti due differenti libri, Sex.com del giornalista Kieren McCarthy (Quercus, 2007) e The Sex.Com Chronicles dell'avvocato Charles Carreon (BookSurge Publishing, 2008).

Sex.com Wikipedia

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