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School sex crimes up by 255 per cent, porn culture to blame

Reports of sex offences in schools continue to rise, according to police figures obtained by a Tes investigation

giovedì 31 marzo 2011

Botox a otto anni in regalo dalla mamma

Quando si dice un regalo che resta. Per anni, prima di poterlo usare. Un po’ come i gioielli che ci regalavano da bambine, ben prima che avessimo l’età per poterli usare, ma da ritrovare nel portagioie da adulte, quando in molti casi ci sembrano ormai troppo datati e poco adatti a noi. Non è ad un gioiello però che ha pensato la mamma di una bambina di otto anni per il suo compleanno. Anziché regalarle un bel vestitino per la festa con i compagnetti di scuola, invece di prenderle un gioiello da conservare o un giocattolo da usare subito, le ha regalato del botox.
La protagonista involontaria di questa strana vicenda è Britney, figlia di una estetista di San Francisco che ha regalato alla sua bambina alcune sedute con iniezioni di botulino ogni tre mesi. Forse è stata una mossa per inseguire un po’ di popolarità? La mamma che si è attirata le critiche di tutto il mondo per questo gesto ha rincarato la dose precisando che avrebbe voluto avere da bambina le medesime opportunità che sta offrendo a sua figlia. Poi rivela che la sua prima puntura di botox le è stata regalata già un anno fa. Si difende dicendo che tutto questo non è affatto illegale. E che sua figlia diventerà una grande star, cominciando da piccola a preservare la sua bellezza. L’infanzia rubata.


Costringevano le bimbe a prostituirsi

A CORIGLIANO CALABRO (CS) 
Minorenni italiane avviate alla prostituzione dall'età di 12 anni, a beneficio di uomini benestanti della zona tra i 50 e i 70 anni: è lo scenario scoperto dai carabinieri di Corigliano Calabro, nel Cosentino, che hanno arrestato otto persone per i reati di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile. Il tenente colonnello Vincenzo Franzese, Comandante del Nucleo Operativo dei carabinieri di Cosenza.

Le indagini, iniziate nell'agosto del 2010, hanno permesso di scoprire che a volte l'avvio alla prostituzione era favorito dalle condizioni di indigenza delle famiglie.In alcuni casi da vittime si trasformavano in sfruttatrici, avviando alla prostituzione le sorelle minori per trarne profitto. 

Scoperto anche un tariffario delle prestazioni sessuali: si andava dai 250 euro per le vergini per scendere a 50 per quelle che avevano avuto più rapporti. Una delle vittime, che si rifiutava di avere rapporti, ha subito una violenza di gruppo.

Costringevano le bimbe a prostituirsi con uomini benestanti di 50 e 70 anni 31 marzo 2011 



Pornotopia Playboy, architettura e sessualità

È noto ormai che nel bel mezzo della Guerra Fredda, il giovane Hugh Hefner creò quella che sarebbe presto diventata la più importante rivista per adulti del mondo, Playboy. Ciò che la maggior parte del pubblico ignora invece sono i dettagli del suo lavoro pioneristico come creatore delle “case di piacere”. Playboy non è stata solo una rivista piena di donne seminude, ma un impressionante progetto comunicativo e architettonico, il cui principale scopo era quello di offrire una valida alternativa al tradizionale nucleo famigliare americano. Playboy fornì uno strumento per mettere insieme la nuova generazione votata alla finanza e al profitto, con il piacere. Questa è forse l’essenza di Playboy. “Se vuoi cambiare un uomo, cambia la sua casa.” Beatriz Preciado ci guida nel mondo di Playboy, una Disneyland per adulti, fatta di magioni, ville, letti girevoli, caverne tropicali, videocamere di sorveglianza, piscine, ispirata dalle rivoluzionarie utopie sessuali del marchese De Sade e di Ledoux, che funziona come la prima serie di bordelli multimediali nella storia: una moderna pornotopia installata nella cultura di massa contemporanea attraverso la sua ostentata e sfarzosa architettura. Il mondo di Playboy è un esempio perfetto dei cambiamenti che occorsero durante la Guerra Fredda, quando i mezzi di comunicazione di massa cominciarono a occuparsi sempre più spesso di sesso e droghe e dove l’architettura si prestava alla rappresentazione dell’identità maschile.

Ciao bunga bunga, è Mr. Playboy l’architetto del piacere 27 marzo 2011



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lunedì 28 marzo 2011

POP PORNO Subliminal Manipulation of Your Mind


Excerpt from Propaganda, Parables, and Perception by adampants2008

POP PORNO (MUTATIS MUTANDE)

The Truth Behind the Fantasy of Porn





Ex Porn Star Shelley Lubben shares her emotional personal story and gives a bold truthful behind the scenes look at the porn industry in a briefing at the Nation's Capitol. 


Learn more about the hardcore truth at www.shelleylubben.com

Shocking Truth

domenica 27 marzo 2011

"Tigre, Tigre" Storia vera di una bambina sedotta da un pedofilo

La piccola Margaux cresce a Union City nel New Jersey, suo padre, di origine portoricana, ha soldi se lavora se no no, beve troppo, la ama e non ama. La mamma entra ed esce dagli ospedali psichiatrici, tenta il suicidio, la ama e non l'ama. La bambina ha 7 anni quando in piscina vede un vecchio con gli occhi azzurri, pettinato come i Beatles «con tutte quelle rughe e i capelli che stavano diventando grigi e la pelle cascante del collo», che diversamente dagli altri adulti, ha l'aria di saper accogliere e capire i bambini; e infatti è lei ad avvicinarlo, a chiedergli di giocare. Si chiama Peter, vive con una compagna e i due bambini di lei, non ha che la sua pensione di ex reduce, ha una casa piena di animali e di colori, dove invita la bambina e la sua mamma. In quella casa, Margaux, lungo una frenetica infanzia e una disperata adolescenza, è costretta a restare bambina nel corpo abusato che deve mantenersi impubere, e nella mente che deve continuare a vivere di pensieri infantili, mentre la devastano fantasie oscene e pornovideo. Non crescere, non diventare donna, è il solo modo che lei ha di non perdere Peter e il suo ruolo di creatura adorata, fiabesca, asservita; mentre lui, inesorabilmente, di anno in anno, si disintegra, smette di portare la dentiera, perde i capelli, non riesce più a guidare la moto, è piegato dai dolori di schiena. Soprattutto a poco a poco non la desidera più. Per 15 anni Margaux si sperde in tre vite: la ragazzina che va a scuola, che litiga con i genitori, che si infiamma dei coetanei, che ha le amichette; la preda che anela alle ore trascorse, magari piangendo, nelle viscide, esaltanti attenzioni del suo predatore; e Nina, «un vera dea del sesso», il personaggio inventato attraverso cui lei può immaginare perversioni, dire scurrilità, subire, ma anche pretendere, ogni sorta di abusi. Qualcuno, anche il padre, sospetta che in quel legame tra una bambina e un vecchio che ha tappezzato la sua stanza delle sue foto, che gira continuamente video su di lei, ci sia qualcosa di malsano: ma quando per due anni a Margaux proibiscono di frequentare quella casa, lei smette di mangiare, vomita, non va più a scuola. È la mamma a riportarla nell'antro dell'orco, certa che Peter sia una brava persona, e pazienza se ogni tanto lui e la ragazzina scompaiono, o litigano come una coppia, insieme hanno imparato a vivere il loro segreto occultandolo del tutto, o quasi. La loro storia pedofila, però, non è altro che l'anello di una cupa, inesorabile catena: a nove anni, la zia di Margaux è stata violentata e la mamma ha subìto molestie dallo stesso uomo; Peter bambino si è venduto a un uomo, adolescente è stato aggredito sessualmente da due coetanee, adulto una bambina gli si è infilata nel letto, gli sono state sottratte le figlie che aveva molestato, infine è finito in prigione per le violenze a bambine avute in affidamento. A 16 anni Margaux è ancora vergine e nell'ultima vertigine dell'odissea di una bambina troppo precocemente iniziata al sesso, è lei a pretendere «di completare finalmente il cerchio che era iniziato quando avevo otto anni». Sei anni dopo, Peter si suicida, buttandosi in un burrone: ha 66 anni, Margaux ne ha 22 e ha da poco cominciato l'accidentato cammino di una vita tutta sua, una vita qualsiasi. «Nella speranza di trovare un senso a quanto era accaduto ho cominciato a buttar giù la storia della mia vita...».


Una Lolita vera e disperatamente acerba incontra a 7 anni il suo Humbert Humbert ultracinquantenne, che le strega 15 anni della sua fragile vita: una ninfetta, plagiata e corrotta, che oggi, diventata adulta, si impone di ripercorrere la disperazione e il bisogno, la follia e la nostalgia, l'innocenza e la colpa del tempo immobile e incancellabile in cui lei fu rinchiusa, si rinchiuse, dentro la prigione. Il rifugio di quella tragica ragnatela che ancora le stringe il cuore. Come fosse stata una nebbia, uno sballo, «una specie di estasi. E quando è finita, per chi ci è passato, è come smettere di farsi di eroina: per anni non può fare a meno di inseguire il fantasma di quelle sensazioni».

Margaux Fragoso oggi ha 34 anni, è sposata e madre di una bimba, è laureata in letteratura inglese e specializzata in scrittura creativa all'università di Binghamton nello Stato di New York: è un'apprezzata poetessa: «...c'è chi mi chiama regina/ ma altri sanno il mio vero nome,/ cacciatore, diavolo, ladra di inutili pezzi,/ non ho un nome solo, ma molti, qualcuno inventato, qualcuno verdeggiante di verità./ Sto sorgendo alla vita su questo mare di evocazioni./ Sono lo spazzino, il violatore della tomba,/ Se fossi un uomo, sarei il peggior terrore di una madre».

Se ora questa giovane donna che le fotografie mostrano con un viso infantile, inquieto, come sperduto, può violare il buio della tomba in cui fu sepolta la sua infanzia, e frugare nella spazzatura dei putridi ricordi che furono la luce della sua adolescenza, è perché ha il dono di una scrittura lucida e poetica; il che le consente di evocare ogni orrore chiuso nella sua memoria, saldato al suo corpo, con una precisione e una crudeltà che rendono sopportabile, ma forse non per tutti, certe immagini di pura pornografia pedofila. È comunque una storia che spezza il cuore, che toglie il fiato, non solo perché quella bambina, che potrebbe essere qualunque bambina caduta nelle mani irriconoscibili, invisibili, di uno dei tanti molestatori della porta accanto o della sua stessa porta, ci mostra i suoi patimenti, ma soprattutto perché contro la nostra volontà, attraverso i suoi ricordi, anche per noi il mostro diventa un mago, un giocoliere, un incantatore, un uomo speciale in grado di trasformare il mondo opaco di un'infanzia solitaria, in un paese delle meraviglie, rutilante di fantasie, e colori, e avventure, e sorprese, un mondo di cui la piccola insignificante e insicura Margaux è la regina, la dea, la padrona, la despota. In cambio di tutto questo splendore bieco che le viene donato e imposto, bastano le sue mani, la sua bocca, la sua fragilità, la sua sottomissione, anche il suo disgusto. La fine dell¿innocenza che si trasforma in meccanica, cinica sapienza, è l'indispensabile merce di scambio per sentirsi amata, per amare. Ciò che fa di Tigre, tigre (dai versi di William Blake) un libro (Mondadori) diverso e tanto più ossessivo e tragico degli altri, e sono tantissimi, che in forma di romanzo, di inchiesta, di studio, di memoria, si addentrano nel labirinto della pedofilia, è il talento autopunitivo e liberatorio con cui la vittima, ancora più vittima perché anche carnefice, riesce a raccontare una specie di truce favola nera in cui lei si perde e annienta, una volta Cappuccetto Rosso, una volta lupo, nello scambio di ruoli che il suo torturatore è riuscito a imporle.



SODOMA Le 120 giornate che hanno distrutto Berlusconi

Il Sanbittèr servito da Karima al presidente del Consiglio. La danza del ventre, i centri estetici, i dubbi del dirigente di Ps Capecelatro, che sta per andare in pensione e non vuole che l'impiccio finisca addosso a uno dei suoi. Il questore che telefona in pigiama, i concorsi di bellezza di provincia, «Amò» e «tesorino», l'affidamento alla figlia di Lele, i gioiosi trenini delle feste, l'agenda telefonica di Michelle («Berluscone»), le gemelline irrequiete, la caparra dell'Olgettina, il fisioterapista ludico e di corte, il cagnolino di Iris, gli sfoghi della Minetti, l'entusiasmata autocombustione di Fede, lo zelo laconico del ragionier Spinelli... Che personaggi, che storia pazzesca: un ciclo di potere nelle mani di una ragazza di 17-18 anni, il Drago e l'immobiliare Dolcedrago, le pastiglie per i capelli della Polanco, il culo flaccido del premier, le manette scherzose, il carosello di mini-minor, la concussione, la prostituzione, per giunta minorile, l'infermieristica erotica, le mamme voraci, i papà pure, l'«Albikokka», la tirannia dell'intimità, la nemesi di Famiglia cristiana, la manifestazione delle donne, lo stock di croci con i diamanti e quella pagina del Saggio sulla libertà di John Stuart Mill che il Procuratore Bruti Liberati ha voluto leggere ai giornalisti dopo aver chiesto il rito abbreviato per il capo del governo.

Il bunga bunga, d'accordo, ha saturato l'immaginario. Ma cos'altro resterà fra vent'anni del Rubygate, cioè del più vasto, prolungato, spassoso e insieme spaventoso scandalo dell'età repubblicana? Questo anche viene da chiedersi dopo aver letto in bozza le 350 pagine di Sodoma, sottotitolo Le 120 giornate che hanno distrutto Berlusconi di Leonardo Coen e Paolo Colonnello (Baldini Castoldi Dalai editore, euro 18,50); là dove «distrutto» è un participio passato forse temerario, anche considerati i precedenti in materia; mentre de Sade e Pasolini, richiamati nel titolo insieme al profeta Isaia, idealmente aspettano come tutti che il 6 aprile, Santa Virginia, si apra il processo del secolo. Sotto il segno della giustizia, va da sé, ma anche sotto l'ala nera della commedia, genere di riferimento nazionale insieme al melodramma.

Perché è vero che la storia è ancora pienamente inconclusa, ma al di là del verdetto e della sua sicura incidenza sugli equilibri politici, ciò che i due autori definiscono «Sodoma» vive ormai di vita propria: e quindi per necessità di ordine cronologico e mentale, pignoleria di documentazione e gusto dei particolari, gli storici del domani dovranno per forza riaprire questo libro. Che è crudo, nella sua dilagante essenzialità, come crude e orientate sulla fredda angolarità dei fatti sono in genere le carte giudiziarie: senza un palpito, senza un sorriso, senza un dubbio, senza un richiamo alle dinamiche e agli arzigogoli della storia e del mito. Un racconto il cui pregio principale è quello di mostrare l'inchiesta dal di dentro, giorno per giorno, ma disvelando assai più di quanto possa capire un diligente lettore di quotidiani le strategie processuali della Procura di Milano. La prosa tiene le distanze. Le esigenze inquisitorie sacrificano sentimenti, risentimenti, idiosincrasie, siparietti, pezzi di vita e di quotidiana umanità sull'altare delle risultanze. Ignari e intercettati, i personaggi si muovono fin troppo esplicitamente verso un esito che fin dall'inizio appare chiaro quanto può esserlo ciò che nasce da capricciose debolezze in un mondo dove quasi tutto si può acquistare.

Sul sesso, va da sé, ciascuno la pensi un po' come gli pare. Eppure l'esperienza porta a considerare che c'è sempre un granellino di verità che inceppa la macchina pornocratica, e allora le bugie, che notoriamente hanno le gambe corte, si mettono a correre a rotta di collo e di solito è uno spettacolo buffo e pietoso, un cartone animato di tristi pagliacci arrivati chissà da dove.







Abusi su una bimba di 9 anni


Un uomo di 40 anni è stato arrestato la scorsa notte dagli uomini della squadra mobile di Viterbo con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Secondo quanto accertato dagli investigatori avrebbe abusato di una bimba di nove anni. Le violenze erano iniziate tre anni fa, quando la piccola aveva solo sei anni. Nei confronti dell'uomo, al termine delle indagini condotte dalla sezione contro i reati sui minori della questura di Viterbo, è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Pedofilia, abusi su una bimba di 9 anni arrestato un quarantenne 27 marzo 2011



venerdì 25 marzo 2011

Mille bimbi violentati su portale giappone

Sono 166.423 i visitatori che dal 17 marzo stanno trafficando (detenzione, divulgazione e produzione) materiale pedopornografico su un server giapponese.

Lo denuncia l'associaizone Meter secondo cui ''lo spazio e' stato aperto subito dopo il terremoto dell'11 marzo, sfruttando la disattenzione della polizia e, in generale, dell'opinione pubblica, a causa della tragedia che ha colpito il Sol Levante''. Il portale coinvolge 1.003 bambini di tutto il mondo con un'eta' variabile dai 2 ai 12 anni. La scoperta e' stata denunciata al compartimento di polizia Postale di Catania.




Pedofilia: Meter, mille bimbi violentati su portale giappone Sito web aperto dopo terremoto 25 marzo



Pedofilia, 97 indagati in 28 nazioni

97 indagati in 28 Nazioni,9 dei quali in Italia, e un romano arrestato in flagranza di reato. E' il bilancio di un'operazione contro la pedofilia su Internet compiuta dalla polizia postale in collaborazione con i loro colleghi brasiliani e il coordinamento del Cncpo di Roma. Dalle indagini e' emerso un continuo scambio di immagini e video di abusi sessuali su bimbi tramite un programma web di file sharing. L'arrestato e' un impiegato di 41 anni, di Roma, che deteneva oltre 14.000 file.

Pedofilia, 97 indagati in 28 nazioni 25 marzo



giovedì 24 marzo 2011

Nicaragua, la prostituzione minorile dilaga

MANAGUA - Il tema dello sfruttamento della prostituzione minorile venne alla ribalta negli anni Novanta per la tragicità delle condizioni in cui migliaia di bambine e bambini erano costretti a vivere e a mantenersi nei paesi del Sud Est Asiatico, principalmente in Thailandia. L'America Latina invece, nonostante studi indichino che il fenomeno sia presente già da tempo, solo recentemente ha iniziato ad essere considerata un centro importante della lotta contro lo sfruttamento della prostituzione dei minori. In particolare, in paesi come il Costa Rica e il Nicaragua, bambini, bambine e adolescenti sono facilmente oggetto di traffici oltre frontiera, venduti a turisti stranieri o costretti a vendere il proprio corpo, nella più totale indifferenza.


Tutto avviene sotto occhi inermi. A Managua un numero imprecisato di bambine, bambini e adolescenti, ogni giorno sono vittime dello sfruttamento e della vendita del loro corpo a scopo sessuale, sotto gli occhi inermi della popolazione e delle moltissime Ong che coraggiosamente combattono questa pratica. Il problema ha radici profonde nella cultura e nel machismo Nicaraguense, che vede le donne e i bambini, e ancor di più le bambine, come subordinati alla volontà e alla presenza dell'uomo, come fosse una sua proprietà. Una cultura che, alla stessa maniera, condanna e re-vittimizza le ragazze, le quali per necessità o sopravvivenza si trovano a dover vendere il loro corpo. Tutto ciò fa sì che l'impunità sia fortissima, non solo per i clienti, ma anche per chi favorisce la prostituzione, come proprietari di bar e night club.

Due visioni contrapposte. C'è una netta contrapposizione tra come il diritto internazionale affronta il tema dello sfruttamento sessuale di minori a fini commerciali, e come questo delitto è concepito in Nicaragua. Mentre il diritto riconosce che le bambine coinvolte in questo genere di attività sono vittime di abuso, e condanna chi trae profitto da quest'attività, in Nicaragua queste stesse bambine sono viste come poco di buono, che fanno questo mestiere non per necessità ma perché lo scelgono e lo desiderano. Al contempo, i loro clienti invece di venir perseguiti e condannati, sono guardati con gratitudine e rispetto e considerati persone buone e generose che aiutano delle povere ragazze e le loro famiglie. 

Molte facce.  A Managua lo sfruttamento sessuale di minori ha anche molte facce. Sono moltissime le strade e le piazze in cui ragazze e ragazzi si riuniscono per cercare clienti, in particolare lungo le principali arterie di comunicazione autostradale che passano da Managua, come la Panamericana. Nello stesso tempo, innumerevoli sono i casi di minori che intrattengono relazioni sessuali con adulti a cambio di beni materiali necessari alla sussistenza loro o delle loro famiglie. Nella zona del Mercato Orientale ragazze e ragazzi che vivono per strada ricorrono alla prostituzione per comprare la droga. Il turismo sessuale è un altro tassello che si aggiunge a una situazione già di per sé molto complessa.

La famiglia.  E' senza dubbio il fattore che maggiormente contribuisce al coinvolgimento delle bambine nel business del sesso. Se non sono gli stessi genitori a mandarle per la strada a guadagnarsi da vivere, a detta delle stesse ragazze e degli operatori sociali che lavorano in questo campo, i fattori che le spingono verso il mondo della prostituzione sono la mancanza di mezzi economici, la disoccupazione, il bisogno di denaro, il consumismo e l'abuso sessuale perpetrato in casa (giacché per altro limita fortemente la loro autostima e il rispetto di sé). 

La mancanza dei servizi. Un altro dei fattori principali che contribuisce allo sviluppo della prostituzione minorile in questo paese è la mancanza di servizi di base da parte dello Stato. Un esempio su tutti è l'istruzione. L'educazione è obbligatoria e gratuita per tutti i bambini Nicaraguensi dal 2007, e nonostante ciò molti nei quartieri più poveri di Managua, e ancora di più nelle zone rurali, abbandonano la scuola. Questo in primo luogo perché non ci sono incentivi che convincano i genitori che mandare a scuola i loro figli sia una scelta migliore che mandarli a lavorare per strada perché contribuiscano all'economia domestica. In secondo luogo perché molte famiglie non possono permettersi di acquistare uniformi, libri e quaderni, che non sono forniti dallo Stato.

Società civile e Ong. Il ruolo della società civile e delle Ong è quindi fondamentale perché nel loro piccolo sopperiscono alla mancanza di servizi. Il loro lavoro è però fortemente ostacolato dalla mancanza di fondi per la cooperazione e dall'opposizione del governo alle organizzazioni della società civile. Il prossimo Novembre sono previste le elezioni e Daniel Ortega, attuale presidente e capo del partito di governo, il Frente Sandinista di Liberacion Nacional (FSLN), si presenta come candidato alla presidenza per la terza volta, contrariamente a quanto stabilisce la Costituzione, che proibisce a un Presidente di essere eletto più di 2 volte. 

Soluzioni.  La soluzione al problema dello sfruttamento sessuale di minori in Nicaragua deve necessariamente realizzarsi a due livelli, nel breve e nel lungo periodo. Nel breve periodo, sono necessari più fondi per sostenere il lavoro delle numerose Ong che si prendono cura dei bambini e delle bambine coinvolte. Nel lungo periodo invece deve prevedere un cambio di mentalità a livello della società, di modo che vengano a mancare quelle convinzioni maciste e adultiste che fanno si che le violazioni dei diritti di questi bambini continuino e si perpetuino.




Quindicenne bolognese stuprata nel parco

Una quindicenne bolognese ha denunciato di essere stata violentata da un conoscente, un giovane di origine straniera poco piu' vecchio di lei, con il quale stava passeggiando in un parco. Lo stupro, sul quale sta indagando la squadra Mobile, sarebbe avvenuto lunedi'. La ragazzina, che vive una situazione familiare complessa ed e' in affido alla nonna, quando e' tornata a casa non ne ha parlato con nessuno, ma il giorno dopo ha raccontato tutto all'educatore che la segue.


Quindicenne bolognese stuprata nel parco 24 marzo



Usa, pastore molestatore: “Sesso orale vi curerà da omosessualità”

Un pastore evangelico della Victory Fellowship Church di Council Bluffs (Iowa), il trentunenne Brent Girouex, è stato arrestato per molestie sessuali verso alcuni adolescenti che si rivolgevano a lui per chiedere consigli su come gestire le proprie tendenze omosessuali. Ha confessato infatti di aver molestato almeno 6 giovani, alcuni per un centinaio di volte. In particolare, l’assistente spirituale li adescava sostenendo ad esempio che l’eiaculazione faceva sparire “anche i cattivi pensieri” (tra i quali l’omosessualità). Concetti come questi garantivano, piuttosto che la “cura” dall’omosessualità, la reiterazione nel tempo dei rapporti. Durante gli amplessi, il pastore ha affermato inoltre di pregare.
Ad accusare l’uomo, un ragazzo vittima di abusi fin da quando aveva 15 anni, cui sono seguite le segnalazioni di altri giovani alla stessa chiesa. Alla fine l’uomo si è consegnato alle forze dell’ordine e ora rischia fino a 5 anni di carcere.

Usa, pastore molestatore: “Sesso orale vi curerà da omosessualità” 24 marzo 2011



Apple sfida Mikandi per il Porn App Store


Apple continua a difendere il suo marchio App Store e dopo le accuse provenienti da Microsoft, che crede che si tratti di un nome troppo generico per uno store online, e la recente citazione in giudizio ai danni di Amazon per il suo Amazon App Store dedicato ad Android, adesso è il turno di MiKandi, alla quale si chiede di cessare l’utilizzo del termine App Store.
L’App Store di MiKandi contiene applicazioni pensate per soli adulti ed è disponibile sul sistema operativo mobile di Google, ovvero Android. L’azienda con sede a Steattle autodefinisce il prodotto come “il primo App Store mondiale per adulti”, e ha ricevuto una richiesta nel corso di questo mese da parte di Apple, proprio nel tentativo di fargli cambiare il marchio.
MiKandi ha momentaneamente deciso di ignorare la richiesta di Apple, in attesa dei risvolti della querelle tra Microsoft e l’azienda di Cupertino, relativa al marchio App Store.
Piccola curiosità: durante lo scorso anno MiKandi è stata al centro di un commento velato da parte del CEO di Cupertino, Steve Jobs, riferito al fatto che su Android ci fosse un “porno store“. Jobs si riferiva appunto a MiKandi, anche se non aveva citato direttamente il nome. Quello stesso giorno, l’azienda registrò ben 10.000 download dello in sole 12 ore.


Apple sfida Mikandi per il Porn App Store 


martedì 22 marzo 2011

Adescava bambini negli oratori: preso 48enne

Si spacciava per allenatore di basket e gli faceva regali

I carabinieri della Compagnia di Porta Magenta di Milano hanno arrestato un 48enne incensurato accusato di aver baciato e palpeggiato un ragazzino di 12 anni e di aver tentato di violentare un 14enne. I militari sospettano però che l'uomo, che si faceva chiamare Michele De Angelis, sia un vero e proprio pedofilo solito adescare bambini e ragazzini nelle aree giochi degli oratori, e di cui carpiva la fiducia regalando gadget sportivi e magliette delle squadre di calcio, spacciandosi inoltre per allentatore di basket di una importante squadra spagnola e millantando conoscenze tra noti cestiti italiani. Il 48enne, le cui iniziali sono M.P., nato in India ma adottato da una famiglia italiana, celibe e residente in zona Gratosoglio a Milano, è stato rintracciato e bloccato ieri alla Stazione Centrale. Secondo le indagini, l'uomo, molto attivo nei parchi giochi soprattutto in zona Lorenteggio, avvicinava anche i famigliari dei bambini che addocchiava con più interesse cercando di guadagnarne la fiducia. Le vittime dell'orco potrebbero purtroppo essere molte, anche perché l'uomo che poteva permettersi di non lavorare grazie all'eredità lasciatagli dai suoi genitori prima di morire, era solito viaggiare anche in altre città. Per ora si sa che è stato a Torino, Padova, Venezia e a Ferrara, "località che raggiungeva in treno per lasciare meno tracce possibili" spiegano i carabinieri, sottolineando che l'uomo non risulta intestatario di nulla, nemmeno dei telefoni cellulari di cui è stato trovato in possesso e che risultano tutti intestati a cittadini cinesi. Persino per affittare gli appartamenti dove viveva e che continuava a cambiare, pagava sempre in contanti. Sul pedofilo, leggermente claudicante per via di un'operazione al ginocchio ma sempre in giro in bicicletta, ora proseguono le indagini che sono state estese a tutta Italia e a tutte le polizie, per capire dove l'uomo possa aver colpito. I carabinieri stanno ora approfondendo ad esempio un inquietante episodio accaduto a Pescara, dove l'uomo avrebbe abusato di un bambino nomade di 8 anni che potrebbe essergli stato "consegnato" dalla madre in cambio di denaro.

Pedofilia/ Milano, adescava bambini negli oratori: preso 48enne 



Abusa delle figlie dei vicini Arrestato per pedofilia

Un algerino di 45 anni, residente in città, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su una bambina di meno di 10 anni e per molestie nei confronti della sorella di qualche anno più grande. Le bimbe sono figlie di una coppia di vicini di casa, che si fidavano dell'uomo e lasciavano che le piccole lo frequentassero. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita ieri mattina dagli investigatori della squadra Mobile che in poco tempo hanno condotto le indagini. La denuncia nei confronti dell'uomo è stata presentata dalla mamma delle bambina che, insospettita da alcuni comportamenti anomali, è riuscita a farsi raccontare quello che era successo. Ruolo prezioso della moglie dell'arrestato: contattata dalla mamma delle bambine, ha messo alle strette il marito, gli ha fatto contestazioni precise e è riuscita a registrare una confessione. La registrazione ha agevolato il lavoro degli investigatori.

Abusa delle figlie dei vicini Arrestato per pedofilia 22/03/2011


Porn made for women, by women

Anna Arrowsmith (aka Anna Span) has been a porn director for 12 years. This made her recent campaign as the Liberal Democrat candidate for Gravesham rather controversial. "Not my cup of tea", said Nick Clegg about her occupation. But what she has been doing is not mainstream pornography, but independent porn made for women.
"I have fought long and hard for women's right to sexual expression and consumption, as well as for freedom of speech," she wrote in the Observer. But Gail Dines, author of Pornland: How Porn Has Hijacked Our Sexuality, challenged her in the Guardian: "What are you doing that is different from what every other pornographer is doing?"
The best way to answer that question is probably by watching Arrowsmith's films. And not just hers. Because a number of women, tired of mainstream porn and tired of criticising it without offering an alternative, are making the porn films they want to watch.
These films don't include horny schoolgirls, naughty nurses, nymphomaniac nannies or desperate housewives. Nor do they include Mafiosi, multimillionaires drinking cognac, pimps, drug dealers or super-sized sex machines. Because these women, as filmmakers and consumers, place themselves far away from mainstream porn.
"It is a prejudice to say that women don't like porn," says Erika Lust, another fem porn director. "Sex images make you hot, but pornography has been made by and for men. In mainstream porn everything is about male pleasure and women are objects. Oral sex for men can last forever, but when women's turn comes it lasts 10 seconds. Female orgasms are not an issue in most of the films. And women are shown mostly as prostitutes, which is sad."
Lust has directed three porn films and written three sex books. Her website explains: "We produce adult movies. We publish erotic books and magazines. Our works speak about sex, lust and passion. We enjoy exciting you and exciting your mind. We make love, not porn. And we do all this with a feminine, aesthetic and innovative approach."
After working for 10 years as a TV producer and director, Petra Joy has moved on to directing "art-core" films. She says: "Women have a lot of catching up to do. We had the sex toy revolution first - no more giant cucumbers but a gold-plated mini vibrator perfect for clit stimulation - and now the second wave is the porn revolution: porn that is made by and for women, that focuses on female pleasure and features male sex objects."
These directors are just three among many. Their films have different styles: Lust's are urban and modern, Joy's are visual and sensory and Arrowsmith's are a bit more hardcore. But there are similarities that show how this new branch of the porn industry works.

First of all, they are educated. Lust read political sciences at Lund University, Joy has a master's degree in film history at the University of Köln and Arrowsmith studied fine art at Central Saint Martins. They do this because they chose it, and not because they don't have other options. They are all independent producers and distribute their films mostly over the internet. They pay particular attention to aesthetics, music, locations, actors and stories. And most importantly, they think about what women need to enjoy porn.

Joy says: "Women enjoy seeing a curve of arousal and like to understand why these people are having sex and how they got turned on. Women want to see credible female performers, women of all sizes and looks who genuinely enjoy themselves rather than porn clones with fake nails, hairs and boobs faking it for the camera."
Lust adds: "To get excited women want to see something that looks like us. We want to see independent women exploring their sexuality, who are not afraid, but are not sex heroines either. We want to see attractive men who share our lifestyles, our ideas."
These directors make sure they only work with people who want to perform in erotic films, and that what you see is real pleasure. Lust says: "I want people with an open sexuality who want to work here. I don't want anybody doing this because they don't have another choice. During the shooting I want them to have good sex and it's my job to find the images. For me it is a tense moment, because things happen only once and it's a moment of hard work. Is not a party behind the camera."
In 2006, Alison Lee created the Feminist Porn Awards, which this year takes place on 13-15 April in Toronto. She says: "We wanted to celebrate people who were making porn in a feminist way and help to expose them to a greater audience. For our sixth anniversary we are expecting lots of stars and a super-fun event. We are also hoping to have a stronger focus on websites and online porn than we have in the past."
Lust, Joy and Span have previously won awards in different categories. This year Lust is nominated for her last film, Life, Love, Lust, and Span for Sex Experiments: Bisexual Scenes and Sex Interviews.
These director's films are also featured on Dusk!, the Dutch porn channel that since 2007 has broadcast fem porn 24/7 and is available to 1.2m viewers. Martijn Broersma says he started the channel with the aim of providing a service that nobody else was offering.
"Nowadays women talk more about their own [sexual] likes and dislikes," he said. "With this revolution in mind, it was logical that women needed their own erotic TV channel."
And while independent fem porn keeps growing, mainstream porn is in crisis. Patrick Kwasniewski specialised in gender and queer studies at the University of Klagenfurt and is currently researching his thesis on feminist porn. He says: "The development of this branch of the industry is profiting from the internet: the more direct ways to reach consumers, easier ways of self-distribution, having a more focused target and producing highly profiled films. Whilst the mainstream industry faces loss of profits through not changing their traditional ways of production or distribution and producing very repetitive films that have more and more troubles on the market, especially when there's so much for free on the internet."
Joy adds: "The industry is slowly waking up to the fact that it is not just VOD [Video on Demand] that caused the drop in porn DVD sales, but that even males are bored of films that always show the same performers in the same studios going through the same sexual positions in the same running order and looking bored whilst faking it. People are hungry for more authenticity, variety and joy."
Being part of this industry that refuses to change hasn't always been easy for female porn directors. Male members of the porn industry don't necessarily like their presence. Lust says: "Pornographers are usually middle-aged straight guys, with a similar cultural background. They don't like it when I say that I make porn for women. They say their porn is for everybody and I am the 'tight' one. But I just can't have an intellectual discussion with them, because they don't measure up. What I'm doing is criticising the kind of porn they have been making for years and offering an alternative."
There are no reliable figures on female porn audiences, but there are some academic studies that provide some information. Verena Chiara Kuckenberger is responsible for gender at the University of Graz, and she did a study on women's porn that included audience research.
She says: "Research suggests that women are not as interested in pornography as men are. But this assumption has to be seen in a broader context – there are certain scripts for male and female sexuality and one of these says that women don't find pleasure in looking as man do. But who looks and who gets looked at is a question of power as well. Historically the gaze is male, while women are objects that are being looked at.
"For women to admit to experiencing pleasure in watching pornography means overcoming stereotypes about female sexuality. There are women who do not want to consume pornography, but at the same time there is a potential female audience for porn and I would say it is bigger than it has been assumed so far and it is increasing as our society overcomes gendered stereotypes in general."
Keeping all this in mind, I asked Arrowsmith how she feels about the controversy about her work. She said: "I have received very good responses from the press, the readers and the general public. Now, I want to join together my political work and the work I do in the porn industry. I'm going to start campaigning for sex workers' rights and encouraging women to fight for what they deserve."


Porn made for women, by women 22 March 2011



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