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Hot Girls Wanted: Turned On

In 2015, the words "Netflix" and "Porn" went hand in hand for the  documentary film  Hot Girls Wanted , The extr...

sabato 31 marzo 2012

La morte di Oksana Makar, 18enne ucraina stuprata e bruciata viva



Oksana Makar, una 18enne ucraina stuprata violentemente tre settimane fa, è morta a causa delle ferite riportate. Lo hanno riferito le autorità sanitarie di Donetsk, dove era ricoverata. Il caso della ragazza ha scatenato proteste contro corruzione e favoritismo in Ucraina. Makar è stata violentata da tre giovani il 9 marzo nella città meridionale di Mykolaiv. Gli uomini hanno poi cercato di soffocarla, l'hanno lasciata nuda in un cantiere abbandonato e le hanno dato fuoco. La ragazza era miracolosamente sopravvissuta e ha lottato per la vita per quasi tre settimane. Ha riportato ustioni su oltre il 50% del corpo, nonché gravi danni ai polmoni. I medici hanno inoltre dovuto amputarle il braccio destro per fermare la cancrena.
Proteste sono state organizzate in tutto il Paese dopo che due dei sospettati, i cui genitori avevano connessioni con importanti funzionari locali, erano stati rilasciati. Le manifestazioni e proteste dell'opinione pubblica hanno spinto le autorità ad arrestare i due nuovamente. Il ministro dell'Interno ucraino, Volodymyr Polishchuk, ha fatto sapere oggi che dopo la morte di Makar tutti e tre i sospettati saranno accusati di omicidio e stupro.


venerdì 30 marzo 2012

PORNO-CAPITALISMO


IL WELFARE DEL PIACERE

«Juliette non incarna, in termini psicologici, la libido non sublimata né una libido regredita, ma il piacere intellettuale della regressione, l'amor intellectualis diaboli, il gusto di distruggere la civiltà con le sue stesse armi» (Horkheimer e Adorno, "Juliette, o illuminismo e morale", in “Dialettica dell’Illuminismo”).

LHistoire de Juliette ou les Prospérités du vice, secondo Horkheimer e Adorno, è l’opera di De Sade che meglio rappresenta il rovesciamento della morale illuministica e della società borghese: nel rifiuto della metafisica, nell’esaltazione della ragione, nella volontà di dominio dell’uomo sulla natura, si compie in realtà un distacco, una scissione, una estraniazione dal mondo naturale che porta ad una alienazione della ragione, ovvero l’innaturale accettazione di una realtà artificiale, privata dei suoi caratteri irrazionali, che si manifestano paradossalmente proprio in questa assurda pretesa di razionalità totalitaria. Questa dialettica dell’illuminismo, il rovesciamento della ragione in follia, si manifesta nella società stessa come un totale rovesciamento di valori, un deserto etico in cui prosperano il vizio e l’immoralità come agire controllato e finalizzato dell’uomo alienato, rinchiuso dal potere economico borghese nella gabbia della razionalità, libero solo di annichilirsi, con l’aiuto dei suoi simili, alla ricerca disperata di quella naturalità che gli viene negata

Secondo Riccardo De Benedetti, la prosperità del vizio e le dissolutezze estreme narrate da De Sade hanno posto le basi ideologiche del moderno “welfare del piacere”. «Il programma del Divin Marchese si è effettivamente realizzato in molti modi, è diventato una forma di vita, un modello di civiltà, perseguibile, in più di un caso rivendicabile e perfettamente coinvolto nella contrattazione tra le più diverse parti della società… In definitiva, il sadismo si è liberato della camicia di forza entro la quale lo avevano collocato la storia e le sue vicissitudini del suo creatore e si è presentato nuovamente sulla scena sociale e filosofica come un’opzione perseguibile e frequentabile. È’ diventato una sorta di legittima istanza…in grado di prendere la parola e fuoriuscire dal maledettismo degli infernetti bibliotecari. Anzi, il monocolo vizioso e onanistico di chi si ostina a compulsare i testi e a sfogliare le pagine del Divin Marchese come se stesse affrontando la ricerca della pietra filosofale del piacere ha lasciato lo spazio al monoscopio fosforescente delle televisioni al plasma e dei dvd o degli schermi del computer, a diffusione di massa… Un Sade a dimensione di iPod. Dalle stanze laterali dell’erudizione viziosa si è piazzato in salotto, nel media center delle nostre abitazioni» (Riccardo De Benedetti, “La Chiesa di Sade. Una devozione moderna”, Medusa, Milano 2008). 

La pornoteologia sadiana oggi vive nelle immagini che corrono di telefonino in telefonino, dal carcere di Abu Graib a Youtube, da una chat per soli uomini a blog che raccolgono per intero il catalogo delle perversioni, in quegli inferi per nulla segreti che sono i siti Internet, veri e propri giorni infernali a portata di un clic. Immagine emblematica su tutte: quella (autentica) d’una vagina trasformata in cerniera lampo, offerta da una disinibita coppia di scambisti a caccia di partner sulla rete. Si assiste, secondo De Benedetti, ad una vera e propria socializzazione del vizio, in misura proporzionale ad una visione puramente contrattualistica dei rapporti interpersonali: «Sembra quasi che il diritto al vizio stia concludendo il rosario dei diritti umani». L’autore parla di «carnaio delle segrete sadiane, finalmente alla luce del sole, o forse direttamente nelle quotazioni di borsa delle multinazionali del divertimento». Si pensi al turismo di massa, che spesso inquina e distrugge, o a quello sessuale, con il suo indotto basato sullo sfruttamento di miserie inenarrabili. Ma anche, ad esempio, al commercio di organi, che alcuni vorrebbero rendere legale, oppure alle “giuste battaglie per il suicidio assistito”.

PORNO-CAPITALISMO

«Il cerchio si è chiuso: il progresso illuministico è approdato all’assoluta ‘positività’ della realtà estraniata dell’uomo; l’incontestabilità delle relazioni economiche e culturali instaurate dalla produzione capitalistica, diventa il ‘feticcio’ nei confronti del quale l’uomo singolo e il genere sono sottomessi come a un’autorità divina, che esce fuori del loro consapevole controllo» (Carla Maria Fagiani, Sintesi della Dialettica dell'Illuminismo di Adorno e Horkheimer, Il Giardino dei Pensieri - Studi di storia della Filosofia, Maggio 2000).

De Benedetti fa notare come la pornoteologia di origine sadiana si sia legata ad un altro filone del pensiero moderno, l’utilitarismo, nato con Jeremy Bentham alla fine del Settecento. Più o meno negli stessi anni in cui Sade finiva in manicomio, si formava questa corrente di pensiero per dare man forte al nascente capitalismo. Fino al punto di diventarne uno dei suoi pilastri, insieme all’idea smithiana della mano invisibile (del Dio mercato) come suprema e provvidenziale regolatrice degli utilitaristici interessi umani. 

Sade e Bentham condividevano la stessa visione materialista-illuminista di uomo ridotto a fascio di sensazioni. Le stesse che oggi si possono provare davanti a un hot dog o ad una “velina”. Per entrambi, l’uomo è “ciò di cui riesce a godere”. Mentre il politico, sempre secondo lo stesso criterio, doveva occuparsi di redistribuire equamente il piacere, in base al principio benthamiano della “massima felicità per il maggior numero” di cittadini. 

Dietro Bentham c’era la forza di un porno-capitalismo capace di razionalizzare la ricerca del piacere teorizzata da de Sade e in seguito da tutti i suoi devoti. Il che spiega la vittoria finale (per alcuni completamento) di Bentham su Sade. Scrive l’autore: «In realtà lo sventramento dei corpi, la violazione sistemica dei limiti funzionali del corpo umano, lo sfregio generalizzato del legame umano, conseguente alla negazione della procreazione attraverso la sodomia generalizzata, si presenta come la premessa indispensabile di qualsiasi godimento. Si viene delineando così uno scenario il cui unico freno, nella nostra società, è rappresentato dall’accorta regia valorizzatrice del mercato che dà il suo via libera solo dopo essersi accertato del favorevole rapporto tra investimento e profitto».

«Sade immaginava un’utopia sessuale dove ciascuno aveva il diritto di possedere chiunque: esseri umani, ridotti ai loro organi sessuali, diventano allora rigorosamente anonimi e intercambiabili. La sua società ideale riaffermava così il principio capitalista secondo cui uomini e donne non sono, in ultima analisi, che oggetti di scambio. Incorporava egualmente e spingeva fino ad una nuova e sorprendente conclusione la scoperta di Hobbes, secondo cui la distruzione del paternalismo e la subordinazione di tutte le relazioni sociali alle leggi di mercato avevano spazzato via le ultime restrizioni alla guerra di tutti contro tutti, così come le illusioni pacificatrici che la mascheravano. Nello stato di anarchia che ne derivava , il piacere diventava la sola attività vitale, come Sade fu il primo a capire - un piacere che si confonde con lo stupro, l’assassinio e l’aggressione sfrenata. In una società che avrebbe ridotto la ragione a un semplice calcolo, questa non saprebbe imporre alcun limite al perseguimento del piacere, né alla soddisfazione immediata di un qualsiasi desiderio, per quanto perverso, folle, criminale o semplicemente immorale esso sia. In effetti, come condannare il crimine o la crudeltà, se non a partire dalle norme o criteri che trovano la loro origine nella religione, nella compassione o in una concezione della ragione che respinge le pratiche puramente strumentali? Ora, nessuna di queste forme di pensiero o di sentimento hanno un posto logico in una società fondata sulla produzione delle merci» (Christopher Lasch “The Culture of Narcissism”, Climats, 2000).

L'egocentrismo sensista (l'esaltazione del corpo, concepito come macchina di piacere e deprivato di qualsiasi spiritualità) e l'autoreferenza etica (l'emancipazione del soggetto dagli imperativi della morale tradizionale) nascono nei salotti dei nobili, per divenire solo in un secondo tempo patrimonio di altri ceti sociali. 

Nel passaggio dal libertinismo aristocratico al liberismo borghese si pone un problema politico fondamentale: com'è possibile, una volta caduti i vincoli della morale tradizionale, far derivare l'armonia sociale dall'interesse egoistico degli individui? La risposta dell'utopia borghese si appella alla Mano Invisibile del Dio mercato: nel gioco del laissez-faire, i vizi privati si trasformano in pubbliche virtù, dall'egoismo dei singoli nasce la ricchezza delle nazioni. Mentre la risposta libertina rovescia questo ottimismo: Sade smaschera l'illusione dell' "egoista benefattore", tracciandone una cruda caricatura nei suoi romanzi "neri"; per lui, questa società non può essere che il luogo dell'immoralità assoluta. 

Liberato dalla Rivoluzione (nel 1790), dopo 15 anni di prigionia, Sade assiste allo spettacolo della nuova società di massa, disordinata e violenta; così trascrive nelle pagine di “Justine” gli eccidi, le libertà proclamate come diritti, i patrimoni che nascono dal nulla grazie allo sfruttamento e alla corruzione; descrive l'altra faccia dell'uguaglianza: sparite le gerarchie tradizionali, chiunque può aspirare a conquistare, con qualsiasi mezzo, la sovranità. Di questo scrive il Marchese, più che di sesso: nelle sue opere l'erotismo si riduce a rappresentazione di dettagli pornografici, così esagerata e ossessiva da configurare una meccanica corporale più che delle perversioni sessuali; noiose e ripetitive, le sue 120 giornate evocano la fabbrica più che il bordello. 

La differenza fra etica borghese ed etica libertina rinvia esclusivamente ad un'opposta prospettiva temporale: l'industriale rinuncia al piacere immediato per reinvestire il prodotto, il libertino sa che la modernità ha sguinzagliato i mostri d'un desiderio senza fine che non potrà mai essere appagato, che svuota il presente di ogni senso, quindi sceglie di stordirsi nel piacere per ottenere l'unica liberazione possibile dalla tirannia del desiderio: lo stato di apatia che solo l'eccesso può regalare. Ecco perché, nell'orgia sadiana, i corpi di vittime e carnefici "funzionano" come dispositivi inanimati, pezzi intercambiabili di un macchinario di cui anche le vittime (come nei racconti di Kafka) celebrano l'efficienza. 

I veri crimini di Sade, furono due: smascherare l'ipocrisia industriale e anticipare la sfida di quella "concorrenza sleale" che oggi vediamo incarnata dall' "industria del crimine" (la criminalità organizzata è doppiamente dannosa: perché accumula ricchezze sporche e perché riesce a ripulirle, rivelando come le ragioni dell'agire criminale siano in fondo le stesse di quelle dell'agire normale). Insomma: un Sade un po' Al Capone e un po' sovversivo, convinto, come gli anarchici, che fondare una banca sia un delitto peggiore che rapinarla.

Diventa d’un tratto più facile cogliere i legami metafisici essenziali che uniscono, dall’origine, seppure in modo evidentemente incosciente, i due momenti teorici dell’idea porno-capitalista: da una parte l’esortazione falsamente “libertaria” ad emancipare l’individuo da tutti “i tabù” storici e culturali, che sono supposti fare da ostacolo al suo funzionamento come pura “macchina desiderante”; dall’altra, il progetto liberale di una società omogenea di cui il Mercato auto-regolatore costituirebbe l’istanza contemporaneamente necessaria e sufficiente per ordinare il profitto di tutti (il movimento browniano degli individui “razionali”), finalmente liberati da ogni altra considerazione oltre a quello del loro interesse ben compreso. 

Quello che Lasch definisce “individuo narcisistico moderno”, con la sua paura di invecchiare e la sua immaturità così caratteristiche - di cui l’americano delle classi medie non ne è stato che la prefigurazione beffarda - non è, in definitiva, nient’altro che l’espressione psicologica e culturale del compromesso porno-liberale divenuto col tempo storicamente realizzabile, trovando nella metamorfosi del capitalismo contemporaneo le sue condizioni pratiche di possibilità.

RIVOLUZIONE SESSUALE: ORIGINI






giovedì 29 marzo 2012

Software anti-pedopornografia


Un software contro la pedopornografia in rete, capace com'è di scandagliare un milione di foto in appena una settimana. Si chiama PhotoDNA ed è stato messo a disposizione alle forze di polizia di 19 Paesi, Italia inclusa, per intercettare le immagini che testimoniano dell'abuso sessuale su un minore e quindi risalire alla matrice unica da cui provengono. Sviluppato da Microsoft Research in collaborazione con il Dartmouth College, PhotoDNA utilizza una tecnica matematica, detta Robust Hashing, per creare l'impronta digitale di una foto, rendendo così possibile rintracciare i suoi duplicati, anche se sono stati manipolati, ridimensionati o modificati. Il software opera scomponendo l'immagine in tanti elementi distintivi e ricavandone una firma o, meglio, un tratto unico che la rende identificabile. Un po' come avviene con il DNA delle persone, attraverso il quale è possibile risalire all'identità di un certo individuo e alle sue parentele, così il programma consente di identificare come appartenente ad un unico ceppo, tutta una seria di immagini. 


Questa nuova arma contro la pedopornografia è stata presentata oggi a Roma dalla Polizia Postale e da Microsoft. Uno strumento necessario per contrastare un fenomeno in forte espansione, come testimoniano i numeri dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni relativi alla situazione in Italia, dal 2006 ad oggi: oltre 420 persone arrestate, 7584 individui denunciati,  6548 perquisizioni, 179 siti web oscurati, 1086 siti internet inseriti nella black list e 361.787 costantemente monitorati.

Dunque, PhotoDNA riesce a scandagliare 1 milione di foto in meno di una settimana. "In questo modo da una foto 'madre', contraddistinta dal suo DNA, riusciamo ad intercettare rapidamente le foto 'figlie' e viceversa, guadagnando tempo prezioso per lo svolgimento delle indagini e agevolando la collaborazione all'interno della Virtual Global Task Force, una task force internazionale di cui facciamo parte anche noi", spiega Carlo Solimene, investigatore cibernetico e direttore della Divisione Investigativa della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

La nuova tecnologia di corrispondenza delle immagini facilita il collegamento tra le segnalazioni dei servizi on line e le indagini delle forze dell'ordine, accelerando l'identificazione delle vittime e riducendo i tempi per giungere ad assisterle. "Il dato da cui si parte", dice Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni, "è sempre l'immagine che ritrae l'abuso, dietro l'immagine, infatti, c'è il reato e l'obiettivo investigativo è prima di tutto riuscire a dare un nome alla vittima per aiutarla".

Grazie all'enorme mole di materiale fotografico che è in grado di processare, PhotoDNA permette anche la gestione di un maggiore numero di casi contemporaneamente. PhotoDNA è integrato nel CETS (Sistema Child Exploitation Tracking System), un programma utilizzato da Australia, Brasile, Belgio, Canada, Regno Unito, Stati Uniti e  Italia,  per aumentare l'efficienza delle attività investigative, per la raccolta delle prove e la preparazione dei casi contro i soggetti sospetti di pedopornografia. L'obiettivo è  contrastare un tipo di crimine che si avvantaggia delle enormi potenzialità offerte dalla rete per nascondersi e propagarsi, arrivando a stroncarlo del tutto.

"Complici la crescita del numero delle persone che ogni giorno si collegano a internet e il diffondersi di tendenze tecnologiche come i social network, il fenomeno della pedopornografia è in aumento sia in Italia che nel resto del mondo", dice Apruzzese. "PhotoDNA è un esempio di quelle che devono essere le nuove strategie per contrastare con efficacia la criminalità; si tratta del risultato di una sinergia tra pubblico e privato, una collaborazione tra forze dell'ordine e realtà aziendali che, di fronte alle nuove sfide lanciate dalla criminalità, dobbiamo ormai ritenere imperativa".

Software anti-pedopornografia verifica 1 mln di foto in 7 giorni 29 marzo 2012


martedì 27 marzo 2012

Santorum: "Il porno danneggia il cervello"


"Il porno causa danni al cervello, sia agli adulti che hai ragazzi". Non si placa la polemica negli Stati Uniti dopo le dichiarazioni di Rick Santorum, candidato alle primarie repubblicane per la corsa alla presidenza Usa. L'industria pornografica statunitense ha sollevato un polverone contro quella che ritiene essere una violazione della libertà di espressione.  Ma Santorum non indietreggia e anche oggi rilancia: "Il voto è sui valori, non sull'economia". E fra questi valori c'è sicuramente la crociata contro il porno.
LE FRASI DI SANTORUM - Sul sito di Santorum qualche giorno fa era apparso un messaggio in cui si parlava di un'America affetta da una vera e propria ‘pandemia pornografica’: "L’amministrazione Obama - scriveva Santorum - ha chiuso gli occhi verso chi vuole preservare la nostra cultura dal flagello della pornografia e si è rifiutato di rafforzare le leggi contro le oscenita".
Il candidato repubblicano (ultracattolico e ultraconservatore) sottolineava come gli ultimi studi rivelassero che il porno causerebbe danni al cervello, sia agli adulti che ai ragazzi. Proprio per questo, nel caso in cui venisse eletto, Santorum si impegnerebbe in leggi che proibiscano la distribuzione di materiale pornografico su internet, sui canali tv via cavo o via satellite, negli alberghi e nei punti vendita al dettaglio.
LA REAZIONE DELL'INDUSTRIA DEL PORNO - Chiaramente certe affermazioni non sono andate giù all'industria del porno, uno dei motori pulsanti dell'economia del Paese che sta attraversando un momento di per sé non certo facile.  "E’ ridicolo - ha detto Steven Hirsch, a capo di una società porno di Los Angeles, capitale del cinema hard - oltre che ironico. Proprio i repubblicani parlano di minore interferenza da parte del governo, ma quando si tratta di pornografia vogliono più controllo da parte del governo. Qualcosa non funziona".

Santorum: "Il porno danneggia il cervello". Bufera 19 marzo 2012


I siti pedoporno si camuffano


In base al rapporto annuale della Internet Watch Foundation (IWF) i pedofili starebbero utilizzando nuovi metodi per distribuire online materiale pedopornografico: i siti contenenti abusi sessuali sui minori sarebbero "camuffati" da normali negozi online. 

In sostanza, i siti sembrano apparentemente del tutto normali, ma chi vuole contenuti particolari può raggiungere una sezione specifica in cui è possibile fruire dei materiali illegali. Questa tecnica, riscontrata per ben 600 volte nel 2011, sembra essere parecchio diffusa. Per il momento, questi siti "mascherati" non sono ancora stati individuati nel Regno Unito, ma l'IWF si dice pronta a qualsiasi evenienza. 

Il rapporto, inoltre, sottolinea che il numero dei siti che vende immagini o video di abusi sessuali su minori è in diminuzione. Se negli ultimi due anni l'IWF ha individuato 998 fonti di materiale illegale, nel 2011 sono rimasti attivi 440 siti. Non solo. Il pedoporno viene rimosso dalla Rete con maggiore velocità: in Gran Bretagna i materiali sugli abusi sessuali su minori vengono eliminati entro 60 minuti dalla prima notifica, mentre quelli "ospitati" al di fuori del paese scompaiono in dieci giorni.


Pedoporno, i siti si camuffano 26 marzo 2012


In Italia è boom di video di ragazze minorenni nude


Sul sito di Repubblica è disponibile un 'inchiesta che cerca di affrontare il mondo dell'adolescenza in questi anni, raccontandone le fragilità e i pericoli, tra esibizionismo via Internet e sbronze già a dodici, tredici anni. “È la generazione degli anni zero. Ragazzini che si confrontano sempre prima con i disagi degli adulti. Da un lato l'alcol, un problema per 400 mila minori. Dall'altro internet che li espone a nuovi pericoli: sono in molti a rischiare di cadere nelle rete della pedopornografia”, questa la presentazione del viaggio nel mondo dell'adolescenza.
Ragazzine che si spogliano in webcam o filmandosi con il cellulare per poi ricattare (o essere ricattate), bullismo che nasce nei corridoi delle scuole per poi finire su Internet: oltre alla difficoltà di vivere anni significativi e problematici, agli adolescenti di oggi manca spesso la consapevolezza delle loro azioni, soprattutto quando si tratta di diffondere immagini con telefonini e web."I ragazzi non si rendono conto che quei video e quelle foto possono finire nel giro della pedopornografia e chi li diffonde commette un reato”, spiega a Repubblica la psicologa Barbara Forresi di Telefono Azzurro. 


Sexting, ovvero l'invio di foto e video a sfondo sessuale. Secondo i dati presentati, si tratta di un fenomeno in crescita in tutta Europa e avviene non solo tra amici o fidanzati ma spesso anche tra sconosciuti, senza che chi compie certe azioni abbia chiaro in mente quali possano essere i pericoli.


Le notizie su ricatti a base di foto erotiche o su azioni di bullismo che finiscono su YouTube arrivano spesso alle prime pagine dei giornali. Qualche giorno di cronaca, un'intervista ai genitori poi non se ne parla più. I problemi ovviamente rimangono, soprattutto perché sono legati a un contesto culturale dominante, quello dei corpi esposti, dello sfruttamento dell'immagine femminile (e delle discriminazioni di genere) di un orizzonte in cui il riferimento è il consumo, di qualsiasi cosa, persone comprese.
Unito a questo c'è un sistema educativo che si muove più lentamente di quanto non facciano i ragazzini che si trovano così nelle mani strumenti dalle potenzialità enormi come la Rete, senza la consapevolezza necessaria a usarli con attenzione e con conoscenza dei possibili rischi.

Video ragazze minorenni nude: in Italia è boom. Per soldi o esibizionismo 26/03/2012


giovedì 15 marzo 2012

Tre casi di violenza sessuale nel giro di pochi giorni


Aveva conosciuto uno dei suoi violentatori su Facebook la ragazzina di 13 anni sequestrata e violentata a Cerignola da due ragazzini di 14 anni, alla presenza di tre tredicenni. I due quattordicenni, su disposizione del tribunale per i minorenni di Bari, sono stati collocati oggi in comunita'. I tredicenni non sono imputabili a causa dell'eta'.
Secondo le indagini della polizia, dopo i primi contatti sul social network, il quattordicenne e la ragazzina, il 2 febbraio scorso,si danno appuntamento per conoscersi. Durante l'incontro, il 14enne tenta di andare subito al sodo, provocando l'irrigidimento dell'amica. Il 18 febbraio c'e' l'incontro 'chiarificatore', al quale partecipano l'altro 14enne e i tre tredicenni. Durante l'incontro ciascun adolescente ha un ruolo preciso: uno fa da vedetta, l'altro copre le via di fuga, l'altro ancora riprende le scene (i baci tra la tredicenne e il 14enne adescatore) con il telefonino. Ottenuto il filmato, i due indagati 14enni hanno minacciato la vittima di pubblicare il video su Youtube se non avesse acconsentito alla loro richiesta di avere rapporti sessuali, anche completi, con tutti e due. "La ragazzina - ha spiegato il dirigente del commissariato di Cerignola, Giampaolo Patruno - per paura di veder violata la propria dignita', ha acconsentito". 

I rapporti completi sono stati consumati solo dai due ragazzi di 14 anni. Teatro della violenza e' stata una casa disabitata alla periferia di Cerignola. "Per fortuna - ha proseguito Patruno - la vittima ha trovato poi il coraggio di confidarsi con un'amica maggiorenne che l'ha aiutata a parlare con i genitori". La ragazzina e' stata quindi accompagnata in commissariato dove ha raccontato ad una poliziotta tutto quello che le era accaduto.

"Si tratta di un episodio molto triste, perche' parliamo di una violenza subita da una giovanissima a Cerignola ad opera di suoi coetanei", ha detto il dirigente della squadra mobile di Foggia, Alfredo Fabbrocini.
A Peschiera del Garda arrestati per violenza su una tredicenne due marocchini Due marocchini di 29 e 31 anni sono stati arrestati con l'accusa di violenza sessuale a Peschiera del Garda, nel veronese. Due giorni fa, intorno alle 16.30, i due hanno bloccato due ragazzine, di 13 e 11 anni, davanti ad un supermercato. Uno degli stranieri ha iniziato a palpare un seno della tredicenne, pronunciando parole incomprensibili, mentre la cuginetta piu' piccola e' svenuta per lo choc. Alla reazione della vittima, che ha colpito il marocchino ad una mano, i due si sono dati alla fuga. Ma la ragazzina ha iniziato ad inseguirli chiamando contemporaneamente il 112. Intervenuti sul posto con cinque macchine, i carabinieri della compagnia di Peschiera del Garda hanno arrestato i due marocchini per violenza sessuale.  

Aggressione e violenza su una ragazza di 20 anni a Cantu' 
Una ragazza di 20 anni e' stata aggredita e violentata nella notte tra sabato e domenica a Cantu', nel Comasco, ma lo si e' appreso solamente nelle ultime ore. All'aggressione, denunciata ai carabinieri, ha assistito una coetanea con la quale la giovane era uscita verso l'una di notte per andare a prendere le sigarette ad un distributore automatico. Secondo il racconto delle ragazze, poco dopo essersi allontanate dalla tabaccheria hanno notato un uomo che le ha seguite, prima a passo normale, poi ha accelerato e si e' messo a correre, raggiungendo una delle due, che e' stata bloccata e violentata. L'altra, nel frattempo, e' riuscita a dare l'allarme, ma quando sono arrivati i carabinieri l'aggressore era gia' fuggito. La violenza si e' consumata in una zona piuttosto isolata della cittadina brianzola. La giovane vittima dello stupro e' stata trasferita in ospedale a Milano dove l'hanno raggiunta i familiari.

Tre casi di violenza sessuale nel giro di pochi giorni  14-03-2012


L'allenatore pedofilo chiede la castrazione chimica


«È più forte di me, non so resistere. Vi chiedo la castrazione chimica, non c’è altro modo». Si difende così davanti al giudice Gianluca Mascherpa, 49 anni, l’istruttore di pallavolo arrestato tre giorni fa con l’accusa di violenza sessuale aggravata per una serie di contatti online che manteneva conragazzine tra gli 11 e i 15 anni fingendosi un coetaneo.
A suo carico c’è anche il tentativo di adescare almeno due delle sue allieve dell’associazione di pallavolo, che era andato a incontrare all’uscita da scuola e in oratorio, e a cui inviava sms. Le due ragazzine, che avevano raccontato dell’interessamento dell’uomo, hanno insospettito i genitori che hanno reclamato con il presidente della squadra, il quale ha poi avvisato i carabinieri.
Mascherpa, già arrestato in passatore per episodi di violenza sessuale molto gravi, era molto accorto nei suoi atteggiamenti e contattava le ragazzine tramite nickname attraverso phone-center e non con un computer personale. 

A tradirlo è stata però l’ abitudine di controllare i suoi profili sui social network con lo smartphone. L’uomo si presentava come un quindicenne, e poi, mostrando solo la foto del profilo, quella di un ragazzino, riusciva facilmente a plagiare le «coetanee» che, anche senza averlo mai visto dal vivo, acconsentivano ad atti sessuali davanti alla webcam.

I carabinieri di Corsico, che hanno svolto le indagini coordinate dal pm Giovanni Polizzi, hanno accertato una dozzina di contatti avviati su internet, che si concretizzavano in atti sessuali che le ragazzine compivano davanti alla webcam per lui, che dava loro istruzioni su cosa fare.
Mascherpa era stato arrestato nel 2005 in seguito a un’indagine della procura di Firenze che aveva accertato rapporti sessuali a pagamento con bambini «venduti» dai genitori e che assistevano anche agli incontri. Era stato scarcerato nel 2010 dopo aver scontato la condanna inflittagli dai tribunali di Firenze e Genova. Come pena accessoria, i giudici gli avevano proibito di svolgere attività che prevedessero contatti di istruzione con minori, ma Mascherpa aveva semplicemente ignorato il divieto che le società sportive che frequentava ovviamente non potevano conoscere.

Dopo il suo arresto, la Federazione italiana pallavolo, la Fipav, ha escluso che l’istruttore fosse tesserato: ma agli inquirenti risulta che lo fosse stato e che avesse in corso le procedure per il rinnovo della tessera. Ad ogni modo, nell’ultimo anno allenava una squadra di pallavolo femminile minorile a Trezzano e stava seguendo un corso per ottenere un tesserino che lo avrebbe abilitato a cambiare la categoria.
Ieri mattina davanti al gip Donatella Banci Bonamici Mascherpa ha sostanzialmente ammesso le accuse, riconoscendo la propria «malattia» e chiedendo di poter essere curato con la castrazione chimica, terapia ormonale non prevista che di tanto in tanto qualche politico leghista invoca come pena per pedofili e violentatori.

L'allenatore pedofilo choc: "Chiedo la castrazione chimica" 12 marzo 2012


Anonymous all'attacco contro il porno on line:


Dopo YouPorn anche gli utenti di Digital Playground, noto sito hard, hanno visto i loro dati spiattellati sulla Rete. Il sito porno Digital Playground è stato vittima di un attacco informatico e i dati di oltre 73mila iscritti sono stati rubati dagli hacker. I dati, riporta la Bbc online, includono nomi, indirizzi e-mail e password degli utenti del sito. Si tratta del secondo attacco andato riuscito contro un sito gestito dalla società Manwin: a rivendicarlo è stata l’organizzazione “Th3 Consortium”, dichiaratamente affiliato ad Anonymous e LulzSec .
Manwin ha promosso un’indagine sulla vicenda mentre, pur restando online, ha temporaneamente bloccato le nuove iscrizioni e messo offline l’area riservata ai membri. I cracker di Consortium hanno pubblicato i dati rubati sul web e hanno spiegato che la policy di sicurezza del sito era piena di falle: per questo è stato impossibile resistere alla tentazione dell’attacco.
Nel precedente attacco i danni erano stati limitato ai dati personali degli iscritti alla chat di YouPorn, attacco per il quale lo stesso sito hard, che non gestisce il servizio, aveva indicato una grossa responsabilità di Manwin nell’avere predisposto misure di sicurezza risibili. L’immoralità, secondo gli hacker, non è nella mercificazione sessuale, ma nella trascuratezza con cui certi siti gestiscono i dati personali dei loro utenti.

Dopo YouPorn attacco a Digital Playground. Rubati i dati di 73 mila user 12 marzo 2012


giovedì 8 marzo 2012

Golgota, viaggio segreto tra Chiesa e pedofilia


C'è la testimonianza emblematica della violenza subita da Fabio. E c'è don Sergio, che sogna l'amore e scrive messaggi deliranti a persone che non conosce. La sua inquietudine, il suo vivere da internato dentro la Chiesa. Il suo calvario di solitudine. Il racconto arriva a scavare nel cuore e nell'animo dell'uno e dell'altro, non da giudice ma da testimone. Storia esemplare di due tragedie umane, senza dimenticare chi è la vittima e chi l'orco. Una tessera di un mosaico. 4500 casi di pedofilia nella Chiesa degli Stati Uniti, con 2,6 miliardi di dollari di risarcimenti pagati fino a oggi, 1700 preti accusati di abusi in Brasile, 1000 in Irlanda chiamati a rispondere di 30.000 casi di abuso, 110 preti condannati per abusi in Australia. In Italia si parla ufficialmente di 80 casi e 300 vittime: quelli taciuti sono certo molti di più, ma la Conferenza episcopale italiana non ha mai comunicato dati ufficiali.

L'elenco delle Chiese travolte dallo scandalo della pedofilia copre i cinque continenti. "Nel corso dell'ultimo decennio sono arrivati all'attenzione della Congregazione oltre quattromila casi di abusi sessuali compiuti da ecclesiastici su minori" ha recentemente dichiarato il cardinale William Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l'ex Sant'Uffizio. "Un drammatico aumento". I processi realmente istruiti sono molto meno. E se si comincia finalmente a prendere coscienza della dimensione del fenomeno, si fatica enormemente a comprenderne e a riconoscerne la natura e le cause. «Golgota, viaggio segreto tra Chiesa e pedofilia» (Piemme) di Carmelo Abbate è tutt'altro che un elenco di numeri. È una rete di incontri: da Roma a New York, da Parigi all'Africa. Di confessioni inquietanti. Di testimonianze. Rivelazioni sconcertanti. Documenti svelati in una solida indagine da «undercover reporter». Una sconvolgente inchiesta su tutto quello che nessuno, a partire dai vertici della Chiesa, potrà mai più dire di non sapere. E che ribalta molti luoghi comuni. Innanzi tutto l'atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche nei confronti della pedofilia e il diverso approccio che ha caratterizzato il papato di Giovanni Paolo II rispetto a quello di Ratzinger.

Il libro è, senza ironia, dedicato a Benedetto XVI, considerato erroneamente dai più come un Papa conservatore e immobilista. Non è così. E infatti, nella ricostruzione di Abbate emerge come il vero Pontefice riformatore nel tentativo coraggioso di reazione, correzione e contenimento del fenomeno della pedofilia all'interno della Chiesa. Don Sergio è un sacerdote. Ha più di cinquant'anni e il suo nome vero è un altro. Abbate non può rivelare la sua nazionalità, la diocesi a cui appartiene. Don Sergio ha commesso dei crimini. Nel senso che in passato, almeno così dice lui, ha fatto sesso più volte con ragazzini di età inferiore ai sedici anni. Lui è convinto di essere solo omosessuale. E di essere malato. Pensa che l'omosessualità sia di per sé una malattia. Ma non ha la benché minima coscienza del fatto che avere rapporti sessuali con minori è un reato punito dalla legge. Tutti i vescovi che hanno avuto a che fare con lui, compreso quello attuale, conoscono benissimo la sua situazione e i fatti di cui si è reso protagonista. Eppure, nessuno di loro ha mai pensato di denunciarlo alle autorità di pubblica sicurezza.

Certo, i porporati che lo hanno avuto nelle loro diocesi gli sono stati vicino, nel senso umano e cristiano del termine. Si sono presi cura di lui e lo hanno pure internato in uno di quei centri dei Padri Venturini specializzati nel trattamento e nel recupero dei sacerdoti con grossi problemi legati alla sfera sessuale. Don Sergio ci è rimasto due anni. È uscito. È tornato a contatto con i fedeli e ha ripreso a celebrare messa. Lui dice che non ha più avuto rapporti con minorenni. Eppure, scrve Abbate, "durante uno dei nostri incontri mi parla delle fantasie che gli suscita un chierichetto di undici anni". Patrick Wall è un ex monaco benedettino, esperto in teologia e diritto canonico, che lavora da decenni come consulente nei casi di abuso sessuale da parte di esponenti della Chiesa. Insieme a Richard Sipe e Thomas Doyle, tra i maggiori esperti al mondo in materia, è coautore di un libro che viene considerato un caposaldo sull'argomento: Sex, Priests, and Secret Codes ("Sesso, preti e codici segreti").

Dal 2002 , dopo 12 anni di esperienza nel mondo clericale, Wall lavora per uno studio legale. Dall'inizio della sua carriera "civile", diventa consulente specializzato in storie di violenza su minori da parte di sacerdoti e religiosi, gli studi legali di tutto il mondo (Roma compresa) lo chiamano per chiedere il suo aiuto. Patrick spiega che dentro la Chiesa cattolica il modo di pensare è diverso da quello in vigore nel mondo esterno: l'istituzione viene prima di tutto il resto. Il colpevole si confessa sempre con qualcuno, spesso con un suo superiore: in questo modo, inconsciamente, si sente meno responsabile. È l'esatto opposto di quello che fa la vittima, che si chiude nel silenzio e si sente in parte colpevole pur essendo innocente. I sacerdoti colpevoli sono invece convinti che, se le loro azioni fossero davvero sbagliate e malvagie, i loro superiori non li lascerebbero continuare. Ecco perché si sentono al sicuro e senza rimorsi. I responsabili degli abusi, quando viene data loro la possibilità di parlare, non si vergognano di raccontare nel dettaglio le loro azioni, nella convinzione di essere innocenti.


Golgota, viaggio segreto tra Chiesa e pedofilia 6/03/2012

Social network pedopornografico


C'era un italiano dietro alla rete internazionale di pedopornografia online che ha scoperto il Nucleo interforze investigativo telematico (Nit) di Siracusa. Sarà bene ricordarlo, perché come ha più volte ribadito Telefono Arcobaleno bisogna davvero fare di più per questo incubo. A distanza di un anno dalle prime denunce giunte alla ONLUS, che dal 1987 si batte per la difesa dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, ora le indagini sembrano essere giunte al termine.
Sono in corso perquisizioni in Italia (Lombardia, Lazio, Veneto, Valle d'Aosta, Friuli, Toscana, Sicilia e Puglia), Francia e Portogallo, mentre sono già state eseguite con ottimi risultati in Belgio e negli Stati Uniti, in Texas, California, Illinois, Washington, Missouri, Virginia e Ohio. Si parla di 14 italiani coinvolti, fra cui il creatore della rete residente a Milano, e altri 112 indagati. Le accuse sono gravissime: associazione per delinquere finalizzata alla produzione e diffusione di materiale pedopornografico.
Per comprendere la portata dell'operazione è sufficiente ricordare che sono state coinvolte le Procure di Firenze, il Nit e anche unità anti-crimine statunitensi. La dinamica delle indagini è stata complessa poiché il traffico dei materiali pedopornografici avveniva tramite uno speciale social network creato ad hoc dall'organizzazione. Qualcosa di davvero raccapricciante che prevedeva persinomodalità di iscrizione con generalità personali, account di posta elettronica e liberatoria con tanto di documento di identità. Insomma, come se si trattasse di un comune servizio dove ci si prende ogni responsabilità per il traffico generato.
Dopodiché si aprivano le porte dell'Inferno, con foto e video di bambini fino a 11 anni - anche neonati. Questa la cruda realtà che frequentavano quotidianamente i 700 utenti sparsi in tutto il mondo, anche in paesi come Arabia Saudita, Messico, Cile, Argentina, Qatar e Israele. Ma la cupola era italiana e il reclutamento di nuovi adepti proseguiva di pari passo con quello dei materiali - spesso auto-prodotti. 
E così migliaia di foto e centinaia di video venivano condivisi, spediti, forse anche commentati sfruttando una serie di server situati in Texas. Il tribunale di San Diego (California), in collaborazione con il Nit e la Procura di Firenze, ha ordinato una prima serie di perquisizioni che hanno portato alla luce una serie di dati chiave per mettere nel sacco il network internazionale. Dopodiché è partita la retata, forte anche dell'individuazione di ogni singolo indirizzo IP usato dagli utenti.
Non sarà il disgusto a fermare i pedofili online (e offline) bensì leggi e controlli, nonché i riflettori dei media. In Italia la questione è ancora più delicata poiché secondo i dati di Telefono Azzurro, in barba ai benpensanti, il 60% delle violenze si concentrano in famiglia. I mostri si chiamano per lo più padri, cugini, zii... fa male, ma è la realtà. Dietro a una foto o un video c'è sempre una storia di violenza.

Social network pedofilo internazionale, con mente italiana 8 marzo 2012


giovedì 1 marzo 2012

La suora che stuprava i bambini


Lo scandalo dei preti pedofili ha occupato le prime pagine di buona parte della stampa mondiale – con l’eccezione dell’Italia – negli anni scorsi. Ma non solo i sacerdoti si sono resi colpevoli di abusi sessuali nei confronti di minori. Una testimonianza di un pittore tedesco conferma che anche alcune suore molestavano i ragazzini, distruggendo così la loro vita.
LA SUORA MOLESTATRICE – Reiner Baldau è un pittore di cinquant’anni che è stato vittima di abusi sessuali da parte di religiosi. L’orco nel suo caso non era però un prete o un frate, ma una suora, che Bild chiama Rafaela, indicando però che si tratta di un nome di fantasia. “Suor Rafaela era una sadica. Mi picchiava continuamente e tormentava in modo sistematico. Baldau ha scritto una lettera alla religiosa per chiederle come i suoi comportamenti fossero compatibili con la sua fede e le sue prediche. “In particolare mi interrogo su come gli abusi e le violenze sessuali che lei ha esercitato su di me siano giustificabili alla luce di quello che la religione insegna”. La suora non ha mai risposto a queste domande, lasciando un’ulteriore ferita alla sua anima tormentata da simili abusi. Le molestie sessuali sono cominciate quando aveva soli otto anni.
LA SERA NELLA STANZA DELLA SUORA – “Sono stato dato in adozione da piccolissimo e sono finito in un collegio cattolico. Lì è iniziato il mio inferno”. Per tre lunghi anni il piccolo Reiner è stato costretto a recarsi una sera ogni settimana nella stanza di suor Rafaela. “Mi dovevo spogliare di fronte a lei. Lei indossava una camicia da notte ed era senza copricapo. Dovevo toccarle i seni e leccare i suoi capezzoli, mentre lei mi masturbava e faceva anche sesso orale. Avevo paura di lei, e provavo disgusto allo stesso tempo”. Reiner non era solo, perché insieme a lui c’erano sempre altri bambini nella stanza della suora sadica e molestatrice. Anche gli altri piccoli subivano lo stesso trattamento. Nel 2010, dopo che è esploso lo scandalo delle molestie compiute dai membri della Chiesa, Reiner ha denunciato il suo caso. La suora direttrice le ha chiesto scusa, mentre sorella Rafaela ha negato tutte le accuse. Le molestie però sono state riconosciute, e la Cei tedesca ha dato a Reiner 13 mila euro come risarcimento danni.

La suora che stuprava i bambini1 marzo 2012




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