Post in evidenza

Porn Empire

With Hugh Hefner's death, the media has erupted in praise for his contributions to society through the pornography magazine he found...

domenica 28 ottobre 2012

Scandalo pedofiia, arrestato Gary Glitter


Il primo arresto nel caso che sta sconvolgendo la Gran Bretagna, gli oltre trecento abusi nei confronti di minori addebitati a Jimmy Savile, ex icona nazionale della radiotelevisione britannica, caduta fragorosamente nella polvere. Ebbene è una vecchia conoscenza del dj, defunto nel 2011, l'uomo fermato domenica mattina: la fu popstar Gary Glitter.
DUE VOLTE IN CARCERE - Protagonista della scena glam inglese di marca'70, il cantante era già finito all'indice per diversi scandali di natura sessuale: quattro mesi di carcere negli anni'90 per aver detenuto materiale pedopornografico e poi espulso dalla Cambogia nel 2002 per aver intrattenuto rapporti con minori, prima di finire ancora in galera in Vietnam per lo stesso motivo.
TREMANO IN TANTI - Savile che conosceva Glitter fin dagli anni'70, in un documentario di qualche anno fa, l'aveva difeso, riguardo alla prima detenzione «Cos'ha fatto di male Gary? Ha soltanto guardato dei film ambigui, ma non ha fatto male a nessuno». Ora tremano in tanti, tra le celebrities di Gran Bretagna: il pr Max Clifford, amico di molti vip, viene continuamente tempestato da telefonate: «Sono spaventati a morte, vogliono sapere se sono implicati nello scandalo. Molti dicono: "negli anni'70, non chiedevamo la carta d'identità ai nostri partner".

Caso Savile, primo arresto: fermato il cantante Gary Glitter 


venerdì 26 ottobre 2012

Jimmy Savile ha abusato di 300 bambini


Jimmy Savile, da idolo delle masse a mostro cattivo, molestatore di bambini per circa 40 anni. Sarebbero fino a 300 le possibili vittime del presentatore pedofilo, secondo le ultime stime di Scotland Yard, che oggi ha reso noti alcuni passi avanti della propria inchiesta su Savile, morto nell’ottobre scorso all’età di 84 anni. Peter Spindler, il commissario incaricato, ha dichiarato che si è arrivati ad una “svolta” nelle indagini ed ha lodato giornali e televisioni per aver finalmente mostrato Savile “per quello che era”, ovvero “senza alcun dubbio” uno dei pedofili più attivi della storia recente. Uno scandalo che ha dato un potente scossone alla Bbc, della quale il dj-presentatore era stato per anni un volto notissimo, dopo le accuse di aver bloccato un’inchiesta con testimonianze chiave sulla condotta di Savile. Oltre agli interrogativi su ‘chi sapeva’ nel corso degli anni. “Uno tsunami di sporcizia”, lo ha definito il presidente dell’emittente, Lord Patten, che ha travolto il neo direttore generale dell’emittente, George Entwistle, nei giorni scorsi chiamato a fare chiarezza anche davanti alla Commissione cultura in parlamento. “Un battesimo di fuoco – ha detto Patten prendendo le difese di Entwistle - “questo grande tsunami di sporcizia si e’ abbattuto su di lui solo 11 giorni dopo essersi insediato”. Non c’é dubbio che la vicenda, ha sottolineato ancora il presidente della Bbc, ha provocato “un terribile danno” alla reputazione dell’azienda. Le prove presentate dalle 130 vittime che gli agenti hanno già interrogato lo mostrerebbero chiaramente. Una di queste è Caroline Robinson, pronipote del presentatore e Dj della Bbc, che lo ha accusato di averla molestata da quando aveva 12 anni. “Dobbiamo credere a quello che dicono perché dicono la stessa cosa indipendentemente tra loro”, ha detto Spindler. Il leader laburista Ed Miliband ha ribadito oggi la richiesta di un’inchiesta indipendente sull’accaduto, ma il capogruppo ai Comuni Andrew Lansley ha dichiarato di volere aspettare il termine delle indagini della polizia e delle due inchieste indipendenti della Bbc. L’indagine della polizia, chiamata Operazione Yewtree, ha ora identificato 300 potenziali vittime, 200 in più della settimana scorsa, e sta esaminando 400 piste. Tutte le vittime a parte due sono donne. Scotland Yard ha detto di aver trascorso nove ore ad interrogare Karin Ward, una delle prime vittime fattesi avanti confessando gli abusi al documentario di ‘Newsnight’, poi cancellato. La sua testimonianza - che riguarda gli abusi subiti mentre si trovava in un collegio del Surrey - è andata in onda domenica scorsa nel corso di un altro programma. La polizia sta indagando su tre tipi di crimine: abusi commessi da Savile da solo, da Savile insieme ad altri e da altre persone completamente. Spindler ha respinto l’idea di un giro di pedofili con al centro la star della Bbc, ma ha tuttavia definito le persone implicate - alcune delle quali ancora in vita - degli “opportunisti” che hanno facilitato Savile, hanno partecipato alle molestie o contribuito ad insabbiarle. Tra gli indagati vi sarebbe anche un pedofilo arrestato 20 anni fa, Peter Righton, che secondo quanto affermato ieri ai Comuni dal deputato laburista Tom Watson, avrebbe avuto a che fare con un giro di pedofili con contatti con “Downing Street e il Parlamento”.

SAVILE,BBC E PEDOFILIA. SI ALLARGA SCANDALO,300 VITTIME


giovedì 25 ottobre 2012

Virgins Wanted: vendesi verginità on-line

Una studentessa brasiliana di 20 anni ha venduto, attraverso un’asta on-line, la sua verginità per 780.000 dollari (circa 600.000 euro). Lo hanno annunciato i promotori di questa controversa operazione precisando che la ragazza si concederà a un “acquirente” giapponese.

Catarina Migliorini, di origine italiane, che aveva confidato alla stampa brasiliana di voler sponsorizzare in questo modo i suoi studi in medicina in Argentina, ha ricevuto offerte da India, Stati Uniti, Brasile e Giappone.

Un ragazzo russo di 21 anni, Alessandro, coinvolto nella stessa operazione, e che offriva la sua illibatezza, ha ottenuto “appena” 3.000 dollari da una signora brasiliana.
“L’asta dei vergini in Australia sono terminate”, ha annunciato il sito internet virginswanted.com.au che ha pubblicato foto di “Catarina” e “Alexander” con la scritta “venduti”. Secondo i media australiani, Catarina Migliorini si incontrerà con il suo acquirente a bordo di un aereo, poi la ragazza si “concederà” in un luogo tenuto segreto. Alla gara hanno partecipato 15 uomini da India, Brasile, Usa e Giappone.
“Catarina è estremamente contenta. Ha parlato con la sua famiglia in Brasile ed erano tutti felici per lei”, ha spiegato la regista australiana Jason Sisely che ha organizzato la vendita all’asta per realizzare un documentario.

“E’ solo un lavoro”, ha affermato la ragazza alla stampa brasiliana, “in questo modo riesco a viaggiare, a girare un film e a guadagnare denaro. E poi se lo si fa una sola volta nella vita non divento mica una prostituta”.

Il contratto tra Catarina e il suo acquirente, identificato con il nome “Natsu”, stiabilisce che quest’ultimo dovrà utilizzare un profilattico e si sottoporrà ad analisi mediche, ha sottolineato Sisely.

Asta online a luci rosse: Brasiliana 20enne vende la verginità a un giapponese 25 ottobre 2012



mercoledì 24 ottobre 2012

Su Twitter incontri dieci pedofili al minuto


Nel 2005, il regista britannico David Slade firmava un film  piuttosto controverso, che raccontava la storia di una ragazzina che adescava un sospetto pedofilo in una chat online e, una volta incontratolo, lo torturava con spietata lucidità fino a fargli confessare lo stupro e l’omicidio di una ragazza scomparsa tempo prima. Interpretata da una giovanissima Ellen Page, l’aguzzina con il viso da bambina si muoveva in un mondo in cui i social network cominciavano appena a muovere i loro primi passi, e Internet faticava a scrollarsi di dosso l’infamante marchio di “covo di pedofili e malintenzionati”.
Il film si chiama Hard Candy ed è ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto in Giappone, dove un gruppo di ragazze attirava in trappola utenti sospetti delle chat room per poi sfogare la propria rabbia contro il presunto “lupo cattivo”.
Tralasciando la parte della tortura, è la stessa tecnica usata oggi dal dottor Mark Williams-Thomas, un criminologo inglese esperto nella protezione dei minori, che si è finto un pedofilo per dimostrare l’incontrollato traffico di contenuti pedo-pornografici sul social network del momento: Twitter.
Tra i milioni di cinguettii di politica, cronaca e gossip che vengono inviati ogni giorno esiste anche un inquietante sottobosco di utenti che si scambiano foto, video e indirizzi di siti Web che hanno come oggetto minorenni coinvolti in prestazioni sessuali di inimmaginabile violenza. Su Twitter tutto ciò è facilitato dal notevole traffico di dati che rende più difficoltosi i controlli, nonché una policy più labile per quanto riguarda il monitoraggio degli utenti e dei post pubblicati.
L’inchiesta di Williams-Thomas è stata pubblicata sul Mirror e va dritta al nocciolo della questione: basta dimostrare di sapere la giusta terminologia per venire letteralmente inondati di persone che chiedono (e offrono) materiale illegale che ha come oggetto i ragazzini:
Williams-Thomas ha cominciato a investigare creando un finto profilo, pieno di quelle stesse keyword che i pedofili usano più di frequente su Twitter. È stato immediatamente seguito da un altro utente che si descrive ‘un totale pervertito senza morale’. In un messaggio privato questo utente scrive: ‘Che succede oggi? Sono a casa da solo e mi sto arrapando guardano immagini di cosine giovani’. Williams Thomas gli risponde, presentandosi come un insegnante di danza e chiedendogli che età preferisce. L’utente risponde semplicemente: ‘ 3-12 anni’. E aggiunge: ‘Ho poche immagini e qualche video’. Per dimostrare di conoscere la terminologia dei pedofili ed essere credibile agli occhi del suo interlocutore, Williams-Thomas scrive: ‘Segui i siti NN, che di solito sono i migliori per arrivare ai siti Nde’.
Non è necessario essere un pedofilo per intuire il significato dell’ultimo messaggio dell’investigatore: con NN si intendono quei siti non-nude che, generalmente, dichiarano di offrire materiale perfettamente legale ma che dietro l’home page si trasformano in distributori di immagini e video di carattere pedo-pornografico.
In poco più di due minuti, conclude il Sunday Mirror, nelle reti dell’adescatore hanno abboccato ben venti utenti sospetti, che sono diventati duecento nel giro di un’ora.
La ricognizione di Williams-Thomas ha portato alla denuncia di tutti i sospetti e all’arresto del presunto pedofilo di cui sopra, oltre che a un messaggio ai vertici di Twitter per informarli del dilagare di questo disgustoso traffico. Ma questo non serve a rassicurare nessuno perché, come spiega il criminologo, per ogni account segnalato e sospeso ne rinascono immediatamente altri dieci: una falla nel sistema che potrebbe essere chiusa soltanto con una policy più rigida da parte degli amministratori della piattaforma:
Twitter sta fornendo una piattaforma aperta per i pedofili e gli amministratori hanno la responsabilità professionale e morale di fare qualcosa. Questi individui comunicano e si scambiano informazioni relative all’abuso sui minori al di sotto dei radar del sito: se parliamo di policy e monitoraggio dei contenuti, Twitter è cinque anni indietro rispetto a Facebook. Non è abbastanza sospendere un profilo quando arriva un reclamo: costoro possono semplicemente aprire un altro profilo.
Tra i 500 milioni di utenti di Twitter, sono sempre di più i giovanissimi che lo usano per seguire i propri idoli e tenersi in contatto tra loro: molto spesso si tratta di ragazzini che non sono coscienti degli eventuali rischi, e che potrebbero venire adescati in qualsiasi momento.
L’inchiesta di Williams-Thomas ha scioccato la Gran Bretagna e, di fronte a una tale denuncia, dal quartiere generale di Twitter a San Francisco è arrivata, pronta, la replica di Del Harvey, direttore della sicurezza su Twitter:
È una questione molto importante e cercheremo di andare a fondo il più velocemente possibile. Quando riceviamo un report e lo identifichiamo come verosimile, agiamo immediatamente: potete trovare la nostra policy sul sito. Questa cosa non è soltanto una priorità per la nostra azienda: ho passato gli ultimi 10 anni a combattere la diffusione di questo tipo di contenuti e comprendo la necessità e lo scopo di una policy più severa.
 LEGGI ANCHE: "Mai più scout pedofili"

Su Twitter incontri dieci pedofili al minuto 9 ottobre 2012

Twitter paedos exposed: Vile perverts using social networking site to find victims and trade intelligence 12 Aug 2012


Scandalo Savile, accuse di pedofilia mettono in crisi BBC e Governo


Uno scandalo senza precedenti sta travolgendo in questi giorni la Bbc e il governo britannico. Il presentatore storico dell'emittente Jimmy Savile avrebbe abusato di centinaia di donne, tra cui molte minorenni e disabili, approfittando del suo ruolo e degli studi televisivi. Per capire la portata della sconcertante scoperta bisogna capire il ruolo che ha avuto come personaggio e uomo nella cultura del paese: scomparso nel 2011 all'età di 85 anni, Savile ha rappresentato la storia della musica britannica via etere (ha presentato per vent'anni Top of the Pops, programma teen per eccellenza, a cui partecipavano moltissime ragazzine) diventando una figura iconica di una generazione, la stessa che ha vissuto in pieno i tumultuosi anni '70. In età matura non sono mancate le frequentazioni con i Reali, l'attiva partecipazione a iniziative benefiche a fianco di Margaret Tatcher e la sua opera come volontario presso l'ospedale psichiatrico di Broadmoor per quarant'anni. Ed è proprio qui che si sarebbero consumati gli altri abusi ai danni delle pazienti disabili.
Per verificare le accuse di cinque vittime presenti nel documentario privato dell'emittente ITV, da cui è scaturito il caso, e delle altre centinaia che si sono aggiunte una volta scoppiato lo scandalo è stata aperta un'indagine da Scotland Yard, che potrebbe coinvolgere Bbc, ma anche Governo e ministero della Salute britannico. Una vicenda "molto, molto preoccupante" anche secondo lo stesso primo ministro David Cameron, che ha dichiarato: "Devono spiegarci cos'è successo, se è successo, e, nel caso, com'è stato possibile che sia successo. Sicuramente qualcuno dovrà assumersi le sue responsabilità". E qualcuno lo ha fatto rassegnando le dimissioni: Peter Rippon, direttore del programma d'inchiesta "Newsnight", a cui lo scorso anno era stato proposto un servizio sulla doppia vita di Sevile che decise di non mandare in onda per "motivazioni giornalistiche". Difficile credere, alla luce delle ipotesi fatte finora, che all'interno delle rete nessuno sapesse e che la vicenda sia stata taciuta così a lungo. "Bisogna arrivare al fondo di quanto è accaduto, si tratta di questioni serie: la nazione è sbigottita, siamo tutti senza parole per le accuse a Jimmy Savile, che sembrano peggiorare ogni giorno", incalza Cameron. 

Scandalo Savile, accuse di pedofilia mettono in crisi BBC e Governo 23 ott 2012


Padri di famiglia, 40enni, insospettabili: i predatori del web


Una battuta di caccia. Meglio, di pesca. Trovare il pedofilo web che molestava due bambine napoletane con messaggi e fotografie ha richiesto mesi di appostamento. Alla fine i carabinieri del reparto analisi criminologiche Racis - comandati dal tenente colonnello Giorgio Stefano Manzi - si sono trovati davanti l'uomo che non ti aspetteresti. L'uomo che potresti incontrare e frequentare, magari fra i genitori di tuo figlio. Un uomo normale, mezza età, vita senza scosse, una famiglia normale, un uomo risvegliato alle sue pulsioni dalla sensazione di impunità e distanza che un computer comunica. Farlo abboccare all'amo ha richiesto esche, tempo e pazienza. Soprattutto tanta pazienza.

Al reparto analisi criminologiche, comandante a parte, sono quasi tutte donne. Non è stata una scelta ma quasi un'aggregazione naturale di capacità e talenti necessari nella caccia a questo genere di criminali, convinti, tra l'altro, di non fare nulla di male. se non, addirittura, di avere una missione folle, di liberazione sessuale. 

Questo genere di criminali, spiega il comandante Manzi, costruisce, o cerca di costruire, una rete di solidarietà pedofila che li convinca della necessità e della giustizia di quel che fanno. «Il paragone che spiega la loro mentalità - aggiunge - è quello con il terrorista. Magari non riuscirebbe mai a massacrare decine di estranei se non avesse una motivazione ideologica a sostenerlo e a neutralizzare i suoi sensi di colpa. Il pedofilo tipo, che spesso ha a casa figli dell'età dei bambini che molesta, magari non riuscirebbe a molestare un bambino senza la barriera di un filtro. O senza una motivazione che lo assolva dalla coscienza di fare qualcosa di ripugnante».

E' così che i pedofili tendono ad unirsi in branchi. A darsi giustificazioni, incoraggiamenti, assoluzioni. Molti fra loro producono documenti, scrivono, cercano contatti ed incontri fuori e dentro il web.

Ed è anche per questo che l'Italia, ratificando la convenzione di Lanzarote con il voto del Parlamento, si è messa, in questo, all'avanguardia. Nel nostro paese è ormai un reato, di tipo associativo, la cosiddetta pedofilia culturale. Non è necessario commettere atti di pedofilia. Basta associarsi a chi li commette, li esalta o si organizza per farlo. Perchè la frontiera davvero indisiosa di questa odiosa piaga sociale è la sua pretesa di capovolgimento della realtà: loro sarebbero la normalità, noi - intesi come famiglie, scuola e forze dell'ordine - i persecutori che li obbligano ad associarsi di nascosto per perseguire l'obiettivo.

Un motivo in più per ricordare che la sorveglianza dei più deboli sul web non è un'opzione ma un dovere. 

Padri di famiglia, 40enni, insospettabili: i predatori del web si muovono in branco 


Facebook e la pagina dei pedofili


Gira purtroppo in queste ore una pagina Facebook che ha raggiunto oltre 2mila like che trasmette immagini pedopornografiche. La sezione è in lingua spagnola e come immagine di copertina ha il motto: “La legge dice 5 anni in più, la biologia dice di andare, la Scienza vince”. Nonostante le critiche di molti utenti Facebook, la pagina risultava ancora attiva fino a pochi minuti fa, mentre ora pare irraggiungibile.  Eppure sembra nata questo 20 settembre, quindi è rimasta per più di un mese sul social network.
PROVOCAZIONI – L’amministratore della pagina continua a provocare gli utenti lasciando intendere di non aver paura dei commenti: “Criticate, faccio un buon lavoro come admin di questa pagina… commentate” e poi “Chi vuole un altro album?” C’è chi inoltre sfrutta lo spazio sotto i like per diffondere annunci in cerca di minori, lasciando perfino la propria mail. Invitiamo, se incappate nella pagina a denunciare.
COME DENUNCIARE – Si può segnalare sia su Facebook nel tasto in alto a destra (vedi foto), chiedendo esplicitamente l’opzione “Segnala su Facebook”. Anche se il sito è di provenienza straniera è utile segnalare alla polizia postale a questo link, specifico per questo tipo di reato. In questo caso le segnalazioni sono servite e la pagina è stata chiusa. Ma con la stessa facilità potrebbero arrivarne di nuove. Sapere cosa fare è meglio che non fare niente.

Facebook e la pagina dei pedofili sulle bambine 23/10/2012


“Sesso con il polpo”: condannato per video e foto “estremi”


Immagini e video di pedopornografia. Trentacinque foto e 79 video di sesso con animali, tra cui capre, cavalli…e un polpo. Un americano di 31 anni, Robert Peter Moore, si è dichiarato colpevole. Il giudice Colin Burn si è rifiutato di visualizzare le immagini in aula in quanto “parlano da sole”. Nonostante si sia dichiarato colpevole del reato di possesso di materiale pedopornografico, Moore non accetta di ammettere di avere una devianza sessuale.
La polizia ha trovato 82 immagini indecenti di bambini o video sul suo hard disk: lui ha sostenuto di essersi imbattuto in quello foto per caso mentre cercava materiale porno tra adulti. Il suo avvocato ha aggiunto: “Questo è un caso insolito in quanto non vi è stato alcun tentativo di cercare pornografia infantile. Queste immagini sono state scaricate per errore nel tentativo di raccogliere materiale porno per adulti”. Moore è stato condannato a sei mesi di carcere sospesi per due anni e dovrà completare 180 ore di lavoro socialmente utile non retribuito.

“Sesso con il polpo”: condannato per video e foto “estremi” 23 ottobre 2012



Cocaina a minorenni per girare film porno


Ragazzini e ragazzine filmati mentre compiono atti sessuali anche fra loro, foto di minorenni che fanno sesso con animali, la cocaina come “ricompensa” per l’orrenda partecipazione a quei video, un materiale pedopornografico a dir poco cospicuo sequestrato dai carabinieri nell’abitazione di un insospettabile impiegato reggiano di 42 anni e per di più catalogato con orribile precisione, indicando l’età dei protagonisti (adolescenti fra gli 11 e i 15 anni) di quelle oscenità.
E’ un bilancio terribile quello sin qui stilato dall’Arma come conseguenza dell’arresto effettuato nella tarda serata di domenica. I militari hanno bussato a quella porta domenica intorno alle 15, sulla scia di alcune segnalazioni. E la perquisizione ha lasciato di stucco gli stessi inquirenti – coordinati dal pm Maria Rita Pantani – che non solo mai avrebbero pensato di trovare un così copioso materiale pedopornografico, ma soprattutto si ritrovano ora impegnati a dare un’identità a quei corpi nudi adolescenziali e per non pochi genitori reggiani sarà davvero un duro colpo scoprire che i propri figli erano finiti in un “giro” simile.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’impiegato non solo scaricava foto orrende da Internet da almeno quattro anni, ma produceva anche video in cui filmava gli adolescenti durante gli atti sessuali e a volte lui stesso “recitava” in quell’improvvisato “set” all’interno della casa degli orrori. Sono anche emersi pagamenti – per quelle prestazioni a luci rosse – in dosi di “polvere bianca”, ma solo in queste ore i militari stanno cominciando a dare un nome ai non pochi minorenni reggiani immortalati in quelle scene di sesso.
«Coinvolti centinaia e centinaia di adolescenti» – viene specificato dagli inquirenti – e non sarà facile dare un volto a tutti quei minorenni. Di alcuni si sa che non sono della nostra provincia, perché appaiono immortalati in filmati e foto scaricati da Internet oppure “frutto” di viaggi nel Sud-Est asiatico dove da anni impera il prostituzione, con i minori come vittime dei più disparati abusi. Nelle mani dei carabinieri numerosi dvd, cd , la memoria esterna ed il computer dell’impiegato arrestato. Da capire se tutto questo materiale fosse o meno oggetto di commercio da parte del 42enne.


venerdì 19 ottobre 2012

Perversion Files


L’associazione dei Boy Scout statunitensi ha coperto 20 anni di abusi sessuali su minori.
L’accusa è contenuta in un dossier di 14mila pagine, reso pubblico per ordine del tribunale dell’Oregon.
In alcuni casi, dal 1965 al 1985, i molestatori – oltre 1200 secondo il documento – sono stati allontanati, in altri, sono stati reintegrati dopo un periodo di sospensione.
“L’obiettivo di questa decisione è che le organizzazioni capiscano come operano i pedofili – spiega il procuratore Paul Mones – come i molestatori di bambini si infiltrano nelle organizzazioni giovanili”.
I Boy Scout Usa si difendono, spiegando che il documento contiene una black-list di volontari non idonei, ma molti gli episodi non sono mai stati denunciati: “Ai genitori dico di giudicarci dai nostri programmi e di non giudicare il passato, ma il presente – replica il presidente Wayne Perry – qualsiasi paragone con le altre organizzazioni giovanili nel mondo mostra che i bambini qui sono più al sicuro che altrove, probabilmente più al sicuro che a casa”.
I documenti riservati dell’associazione hanno il nome di Perversion Files. In numerosi casi – sostiene la giustizia statunitense – le autorità locali hanno aiutato a coprire abusi sessuali su bambini di tutte le età.

Pedofilia: Boy Scout Usa coprirono abusi sui minori 19 10 2012







martedì 2 ottobre 2012

IL Re del Porno


Si chiama Fabian Thylmann, è un tedesco timido e riservato di 34 anni: è il “re del porno”, Il “Mark Zuckerberg della pornografia”, come lo chiamano nell’ambiente, un personaggio schivo e misterioso, il cui profilo è raccontato da Welt am Sonntag, che gli ha dedicato un lungo reportage.

Non ama parlare alla stampa e neanche farsi fotografare. Una delle poche foto di lui disponibile lo mostra tranquillo e paffuto, occhiali da nerd, e addosso un maglione col cappuccio. Dicono di lui che veste così, cappuccio e jeans, anche in incontri d’affari. Ha creato e possiede lui la Manwin, la più grossa azienda della pornografia online in tutto il pianeta.
Il fatturato dell’impresa, che dà lavoro a un buon migliaio di dipendenti fissi, è stimato a oltre 100 milioni di euro l’anno, e tendenzialmente è in crescita. È sparsa con sedi, uffici e filiali in tutto il mondo: le più grosse  sono quelle di Montreal in Canada e di Amburgo, uffici più piccoli sono a Los Angeles, Londra e Cipro.
Alla sua Manwin, appartengono nel frattempo i siti porno più cliccati del pianeta. Da Youporn a Pornhub a My dirty hobby. E non è tutto: possiede anche la licenza di Playboy, per cui commercializza tutte le attività e produzioni online e televisive del marchio della storica rivista per soli uomini fondata da Hugh Hefner.
Le “attrici” ingaggiate dalla Manwin pare guadagnino fino a 15mila euro al mese. Lavorano soprattutto in Germania, ma le paga la filiale dell’azienda a Cipro. Le ragazze sono professioniste del ramo, per i film porno gli uomini sono invece reclutati piuttosto tra i dilettanti.
Pochi giorni fa,  il re del porno ha portato a termine un nuovo colpo grosso: ha rilevato Reality kings, l'azienda americana che era finora il suo rivale principale sui mercati globali. Così ha acquistato d'un colpo i diritti su almeno altri settemila film pornografici da scaricare a pagamento sulla rete, e su innumerevoli links per webcams pornografiche o altri servizi del genere. 

Thylmann non concede volentieri interviste, per cui i media tedeschi hanno fatto ampio ricorso allo investigative reporting per saperne di più sul suo conto. È l'imperatore globale d'un mercato che in tutto il mondo coinvolge le almeno 55 milioni di persone che ogni giorno cliccano un sito pornografico. Secondo Florian Flade e Lars-Marten Nagel, quel taciturno nerd alla periferia di Bruxelles fa fortuna in un mercato dove i clic sono fino a 1,3 miliardi al giorno

I suoi mille dipendenti gli procurano ovunque i filmetti più interessanti, i link con le spogliarelliste online più gettonate. Vedere le ragazze che si spogliano e chattano online col cliente facendo davanti alla telecamera tutto quello che lui chiede costa da 1 euro a 5,99 euro al minuto. 

L'azienda è tutt'altro che trasparente, fa sorgere seri interrogativi. Welt am Sonntag l'accusa di fare di tutto per pagare il meno tasse possibile. Ci sono domande e dubbi anche sui crediti: in aprile, Manwin si è procurata un investimento di 362 milioni di dollari, offrendo il valore dell'azienda intera come garanzia. Thylmann disse che l'investitore era un fondo di Wall Street, invece si trattarebbe di un'azienda di servizi finanziari nello Stato del Delaware, considerato un paradiso fiscale. 

Il porno online è un affare immorale tra tanti, e solo in pochi Paesi, come in Germania, i sistemi elettronici per verificare l'età dell'utente proteggono i minorenni da quella spazzatura. Spazzatura ad alto rating: se contiamo i visitatori online medi quotidiani, Pornhub e Youporn sono superati solo da Facebook, Wikipedia e Amazon. 


ShareThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...