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Porn Empire

With Hugh Hefner's death, the media has erupted in praise for his contributions to society through the pornography magazine he found...

venerdì 30 novembre 2012

Pakistan: studente segnala 780mila siti porno


Sono 780mila i siti porno che uno studente pakistano di 15 anni, Ghazi Muhammad Abdullah, ha segnalato all'Autorita' per le Telecomunicazioni di Islamabad con l'obiettivo di contribuire alla campagna messa in atto dalle autorita' per individuare e bloccare le pagine Internet a contenuto pornografico.

Parlando al sito di informazione 'ProPakistani', Abdullah ha detto di aver inviato la lista dei siti all'Autorita' per le Telecomunicazioni dopo aver scritto una lettera al ministero dell'Informazione tecnologica chiedendo che venisse bloccato l'accesso in Pakistan ai siti per soli adulti. In una campagna di controllo su Internet, la Magistratura e l'Autorita' per le telecomunicazioni hanno gia' bloccato o interrotto l'accesso a oltre 13mila siti nel Paese.

Pakistan: studente segnala 780mila siti porno ad Autorita' controllo 28 11 2012


giovedì 22 novembre 2012

Prostituzione, 42 milioni vittime della tratta


Sono circa 42 milioni le vittime del traffico mondiale della prostituzione che genera un giro di affari di decine di miliardi di euro. Lo denuncia nel suo rapporto annuale, la Fondazione francese Scelles. Globalizzata e sotto l'influenza del crimine organizzato, la prostituzione è sempre più un mercato "in forte espansione", afferma il documento "Sfruttamento sessuale: prostituzione e criminalità organizzata", presentato oggi a Parigi, che fotografa la situazione in 54 Paesi.

Le organizzazione criminali hanno strutturato il business secondo un "modello capitalistico", "una sorta di grande mercato globale dove la criminalità è particolarmente attiva", ha detto Yves Charpenel, presidente della Fondazione. E gli esempi non mancano: in Spagna è stata smantellata una rete di rumeni per lo sfruttamento della prostituzione; negli Emirati Arabi sono stati condannati cittadini del Bangladesh accusati di traffico di donne dal loro Paese d'origine; in Finlandia è stato arrestato e condannato un russo che era a capo di un'organizzazione per lo sfruttamento della prostituzione; in Australia è stata smantellata una rete cinese che sfruttava ragazze thailandesi, spiega il rapporto.

Le vittime del traffico "sono 'prodotti' economici di Paesi poveri, coinvolti in conflitti armati o guerre civili e 'importati' sui mercati dove i guadagni sono più alti", aggiunge il rapporto. "A volte, le ragazze, acquistate per pochi euro, fruttano fino a 150.000 euro all'anno" nei Paesi occidentali, sottolinea la Fondazione.

"Se moltiplichiamo questa cifra per 2,5 milioni, che è la stima delle Nazioni Unite sul numero delle vittime della tratta di esseri umani (di cui l'85% è vittima di sfruttamento sessuale), si capisce come il mercato attiri sempre di più la criminalità organizzata", afferma Charpenel aggiungendo che le cifre fornite dall'Onu sono "sottostimate" perché basaste sulle condanne per traffici di esseri umani. Secondo la Fondazione "le persone costrette a prostituirsi in tutto il mondo" superano i "42 milioni", aggiunge Charpenel.

Stando a quanto affermato dal rapporto, il fatturato dell'industria del sesso sarebbe di oltre 1,5 miliardi di euro in Grecia, più di 2 miliardi in Russia e fino a 18 miliardi di euro in Spagna.

Prostituzione, sono circa 42 milioni le vittime della tratta 21 novembre 2012


martedì 20 novembre 2012

Film porno in ufficio, un vizio per 60 milioni di persone


Alla faccia dei bonus produttività: ogni giorno 60 milioni di persone guardano film a luci rosse dal pc del posto di lavoro. I numeri li rivela una ricerca del dottore austriaco Christoph Ahlers, - riporta l'Huffington Post - presentata durante un congresso internazionale per lo studio di malattie e dipendenze sessuali. Un analogo sondaggio della Harris Interactive svela che 3 intervistati su 100 ammettono di consumare materiale video pornografico in ufficio.

Un fenomeno senza confini, che coinvolge tutta Europa e gli Stati Uniti, dove il Pentagono avrebbe persino emesso una circolare per diffidare i suoi dipendenti dal guardare film porno in orario di lavoro. Il professor Ahlers spiega: «Guardare il porno oggi non è più qualcosa che riguarda strani individui rinchiusi in piccole stanze davanti al video. E’ un fenomeno globale. Il secondo picco è quello dei visualizzatori da casa dopo la mezzanotte».

Film porno in ufficio, un vizio per 60 milioni di persone 20 Novembre 2012


Porno online è una droga per molti adolescenti

Il porno online è la nuova droga degli adolescenti, almeno secondo gli andrologi riuniti al X Convegno Nazionale della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità. I dati indicano che per un diciottenne su dieci la pornografia digitale è diventata una vera e propria ossessionePer l'occasione abbiamo deciso di attivare anche un sondaggio a fondo pagina.
Il gruppo di ricerca del prof. Carlo Foresta, docente di Endocrinologia dell'Università' di Padova, ha completato uno studio comparativo su 2mila adulti di età compresa tra i 20 e 35 anni e circa 2mila 18enni. Ebbene, se negli adulti la fruizione porno-digitale esprime un volontario e stimolante comportamento sessuale, nei giovani è vissuta come routinaria e nel 10% dei casi dipendenza ossessiva.
Gli esperti sostengono che sia una fenomeno allarmante poiché la frequentazione dei siti comporta una riduzione della ricerca della sessualità reale e un'importante attività onanistica che in alcuni casi assume caratteristiche patologiche. Sia per adulti che per giovani poi, le eventuali patologie della reazione sessuale si manifestano nel 25% dei casi con anoressia sessuale, turbe dell'orgasmo e disfunzione erettile.
Il progetto di prevenzione andrologica Androlife ha stabilito che circa il 60% dei ragazzi tra i 19 e i 25 anni, coinvolti in una ricerca sull'argomento, ha ammesso di essere fruitore abituale di siti pornografici. Il tutto con una frequenza che varia da 2 volte al mese fino a più volte alla settimana, con una permanenza media di 16 minuti davanti al monitor. Fra i più assidui (circa il 20%) le attività di autoerotismo diventano multiple nella stessa giornata.
Il 75% dei frequentatori trova il sesso online stimolante, il 14% si dice abitudinario, l'8% dichiara che la frequenza induce riduzione verso l'esterno e il 3% denuncia già una dipendenza.
Se si indaga sulle conseguenze si scopre che i non fruitori per l'83% hanno una normale attività sessuale, mentre gli altri si fermano al 70%. Per chi ha problemi si parla di calo del desiderio (il 13% dei fruitori vs 1% degli altri) e della precocità dell'orgasmo (13% dei porno-internauti vs 9%). 


Inferno on line: scoperto archivio con 5 milioni di foto pedopornografiche


Gli orchi si nascondevano in un sottolivello del web. Celati nell’anonimato garantito da quella zona grigia di Internet chiamata «Deep Web». Lì erano riusciti ad allocare un database pedopornografico da cinque milioni di file, tra immagini e video, forse il più corposo finora individuato. 

Documenti raccapriccianti, alcuni raffiguranti neonati sottoposti a violenze sessuali e torture, maltrattamenti che hanno addirittura fatto supporre agli inquirenti il decesso delle piccole vittime. 

Una vasta operazione, con la notifica di una decina di ordinanze di custodia cautelare e numerose perquisizioni è stata eseguita oggi dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni della Campania in sette regioni d’Italia, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Salerno. Dei dieci indagati, due sono finiti in carcere in Lombardia e in Umbria; sei ai domiciliari (in Lazio, Piemonte, Veneto e Campania), e due sono stati sottoposti all’ obbligo di dimora (in Liguria). 

Le attività investigative sono partite quasi per caso, dopo la denuncia di una giovane salernitana sicura di aver scaricato dalla Rete file musicali di Edith Piaf. Invece, quando li ha lanciati sul suo computer, si è trovata di fronte a decine e decine di immagini pedopornografiche

Gli agenti del gruppo investigativo della Polizia Postale di Salerno, nel corso dei mesi, con certosina pazienza, sono riusciti a infiltrarsi nel «deep web» e, spacciandosi per pedofili, hanno scoperto i video contenuti nel database, organizzati addirittura per categorie, per meglio agevolare le devianze più agghiaccianti. C’era la sezione «soft», con bambini nudi; «hard» con bimbi violentati; «hurtcore» con violenze sessuali e torture e, infine, «death» con bimbi violentati e apparentemente uccisi. 

«Immagini aberranti - ha sottolineato il Procuratore aggiunto di Salerno, Umberto Zampoli - che hanno scioccato anche gli investigatori». Nella rete sottotraccia venivano anche dati «utili» consigli per l’adescamento dei minori. Una sorta di vademecum per pedofili nel quale si consigliava, addirittura, di «ammorbidire» le piccole vittime somministrando loro sostanze stupefacenti. Nel corso dei dieci mesi di indagini, la Procura della Repubblica di Catania, che ha operato in sinergia con quella salernitana, ha indagato una donna che travestita da suora aveva abusato del proprio figlio di otto anni

Le indagini proseguiranno per tentare di fare luce sulla rete pedopornografica internazionale. Nelle abitazioni degli indagati, è stato sequestrato materiale pedopornografico utile ad allargare l’inchiesta in campo internazionale. «Il sistema utilizzato dalla Polizia Postale - ha detto il Procuratore di Salerno, Franco Roberti - sicuramente potrà essere utile a una riflessione da sottoporre alla Procura nazionale Antimafia, per indagini su altri tipo di reati, come il commercio internazionale di armi».  

Pedopornografia on line: 10 arresti Scoperto archivio da 5 milioni di foto 19/11/2012


giovedì 15 novembre 2012

Un supermercato della prostituzione alle porte di Vienna


Quindici milioni di euro messi a disposizione da due magnati del settore che si sono associati per dar vita al più grande bordello d’Europa. Il luogo è ancora tenuto segreto, ma la data d’apertura è già decisa: inizio del 2014.  

“Gli uomini avranno a disposizione da 80 a 120 ragazze 24 ore su 24”, annuncia il sito Internet della società 8Quadrat Development (poi oscurato per l’elevato numero di accessi). Il “Fun Motel”, che sarà costruito alla periferia di Vienna si aspetta di ricevere “oltre un migliaio di clienti al giorno” e prevede 350 posti macchini in una superficie “abbastanza ampia da rispettare ogni esigenza di privacy”. I media locali hanno suggerito che si possa trattare di frazioni come Klosterneuburg o Korneuburg, ma gli amministratori locali hanno seccamente smentito.  

L’idea del progetto si deve a Werner Schmuck, già creatore del centro Goldentime Saunaclub, qualcosa a metà tra un centro fitness e una casa di tolleranza. “Abbiamo fatto volontariamente circolare false indicazioni sul sito in cui sorgerà il Fun Motel per evitare di avere problemi con i comitati di quartiere prima che ci fossimo istallati - spiega Peter Laskaris, socio di Schmuck nell’impresa - Possiamo assicurare che il luogo che abbiamo scelto non darà fastidio a nessuno”.  

Birgit Hebein, portavoce dei Verdi viennesi e ascoltata dal quotidiano Standard, non nasconde un certo scetticismo di fronte al progetto: “Ci si ostina a voler delocalizzare la prostituzione dalla strada agli interni, ma non mi sembra questa la soluzione del problema”. La socialdemocratica Sandra Frauenberger, incaricata dei diritti delle donne presso l’amministrazione della capitale austriaca, sostiene invece che la creazione di un simile stabilimento permetterebbe alle prostitute di “lavorare in condizioni più sicure”. Sempre secondo la stampa austriaca, le autorità viennesi avrebbero rilasciato i permessi necessari all’attuazione del progetto.  

Un supermercato della prostituzionealle porte di Vienna 15/11/2012


mercoledì 14 novembre 2012

Violentata da una suora si uccide dopo anni di abusi

L’avrebbe vessata per anni, fino a condurla all’esaurimento psicologico, e infine al suicidio. Avance sessuali, atti persecutori, violenze, morbosità: una triste storia di pedofilia, maturata nel silenzio della più profonda provincia lombarda, fino al drammatico epilogo. Siamo a Busto Arsizio, ottantaduemila anime nel cuore del Varesotto. Qui la vittima – una ragazzina all’epoca minorenne, con qualche problema relazionale – frequentava l’oratorio della parrocchia. Ed è lì, tra i campetti di pallavolo, le aule per il catechismo e le sagrestie, che conobbe la sua persecutrice: una insospettabile suora, oggi cinquantaduenne, anche lei nativa di Busto Arsizio. 

Il primo incontro avvenne nel lontano 1997, quando la giovanissima parrocchiana aveva solo 12 anni. Di lì a poco iniziarono i tormenti: il rapporto tra la religiosa e la ragazzina «assunse presto connotazioni sessuali – come si legge in una nota diramata ieri dai dirigenti della questura locale -, sino a trasmodare nel tempo in veri e propri atti persecutori e crescenti violenze fino a quando, nel giugno 2011, la ragazza, in preda ad una profonda crisi morale e psicologica, si tolse la vita all’età di ventisei anni». Il suicidio avvenne per impiccagione, e avviò a una serie di indagini. Gli agenti del commissariato di Busto, coordinati dal pm Roberta Colangelo, cominciarono a esaminare gli oggetti personali della ragazza: il suo diario, le lettere, gli scritti, i file contenuti nel computer, le fotografie. Pian piano, da quella corposa mole di fogli dattiloscritti emersero i contorni della terribile vicenda: fatti, circostanze, episodi, luoghi, date. E poi, soprattutto, il nome e il cognome dell’inimmaginabile persecutrice. 

Negli ultimi mesi, grazie all’esame di questo materiale, le indagini hanno subito una rapida accelerazione, fino a culminare, nel pomeriggio di ieri, con l’incriminazione della religiosa: il gip di Busto Arsizio ha immediatamente disposto che la suora venga sottoposta a regime di sicurezza attraverso il ricovero in una casa di cura designata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, dove è stata scortata dai poliziotti di Busto Arsizio e della squadra mobile di Varese. La donna, nel corso degli ultimi anni, si era trasferita nel Milanese, dove dirigeva un centro di formazione professionale. 

Sottoposta a consulenza tecnica, è risultata pericolosa socialmente e affetta da un disturbo della personalità che incide parzialmente sulle sue capacità di intendere e di volere. L’accusa, nei suoi confronti, è di violenze private e atti persecutori. Un’imputazione gravissima, che ha immediatamente monopolizzato i titoli dei vari media locali.  

«Indagini shock»: strilla uno dei più quotati giornali online della provincia. Ci vorrà del tempo, prima che placida routine di questi sonnolenti paesotti tra il lago e la pianura torni a scorrere con la consueta calma. 

Violentata da una suorasi uccide dopo anni di abusi 14/11/2012

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