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Porn Empire

With Hugh Hefner's death, the media has erupted in praise for his contributions to society through the pornography magazine he found...

lunedì 29 luglio 2013

Letzgo Hunters, Cacciatori di Pedofili


Usare internet, spacciarsi per minorenni per incastrare possibili pedofili online. E' quello che fanno i cosiddetti 'vigilantes cacciatori di pedofili', una figura nata in Gran Bretagna e molto discussa perché secondo la polizia comprometterebbe il corso delle indagini.


I vigilantes fanno capo a un'organizzazione di nome
Letzgo e hanno permesso l'arresto di dieci uomini consegnando alla polizia file e materiale video. "Tutti questi uomini, dice Jamie - o 'Scumm Buster' come ama essere chiamato - sono pedofili che adescano ragazze minorenni in chat e sui social network o su siti di incontri come 'Badoo' e 'tagged.com'... Siamo attualmente in contatto online con circa 30 uomini del genere, che parlano con noi in un modo sessualmente esplicito.

L'ORGANIZZAZIONE 'Letzgo Hunters' è nata nel Leicestershire nel mese di gennaio, si serve di 80 profili fake di ragazze su circa 20 siti web e di circa una mezza dozzina di persone motivate ma non addestrate. Nella maggior parte dei casi si tratta di genitori. "Faccio questo perché io sono un padre - racconta uno di loro - La polizia interviene soltanto quando c'è una vittima, noi non attacchiamo queste persone. Noi consegniamo le nostre informazioni a chi di dovere".


Dopo i primi contatti in rete si incontra il sospetto e si registra tutto per poi avere prove a sufficienza. La polizia, tuttavia, sostiene che le azioni di questi gruppi possano 'seriamente' influenzare le probabilità di una condanna del tribunale. Il capo della polizia Dave Whatton, della Associazione dei capi di polizia, è altrettanto preoccupato: "rivelare l'identità di sospetti pedofili dà all'indagato la possibilità di distruggere le prove prima che la polizia possa indagare".


'CACCIATORI DI PEDOFILI': SI SPACCIANO PER MINORENNI E REGISTRANO GLI INCONTRI 29 Luglio 2013


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venerdì 26 luglio 2013

Child Commercial Sex Exploitation

Child commercial sex exploitation is a devastating and pervasive problem. According to World Vision over ten million young children are caught up in the sex industry-prostitution, pornography and sex tourismUNICEF reports another one million children enter the sex industry each year. These are some of the disturbing statistics that Joseph B. Haggerty Sr., Retired Vice Detective, Metropolitan Police Department, Washington D.C. gave to the audience of the Public Safety Writer’s Association annual conference earlier this month. Haggerty Sr. has interviewed over 5,000 prostitutes and hundreds of pimps. He has learned the culture and the language. He is also the author of Shame: The Story of a Pimp. After his presentation, I felt compelled to follow-up to share how law enforcement officers could learn from his experience and assist in reducing this tragedy.
Haggerty Sr. began with some statistics, “There is an estimated 100,000 to 300,000 children that are reported missing each year.  Many return home within a short time period, but too many end up on the street under the watchful and exploitive eye of a pimp. An estimated 30-50% of the women working as prostitutes on the street are under the age of 18. According to the National Center for Missing and Exploited Children the average age of the juvenile prostitute is 14.” Vulnerability is a key factor in the sex trade and children are never willing participants. Pimps seek out runaway and homeless youth. Many children are leaving abusive and traumatic home situations and most head to the nearest city where they will become sex slaves within an average of 30 days. These children are dependent on their pimps to provide basic necessities such as food, clothing, shelter and protection. Pimps are experts at isolating them, controlling them and convincing them that the helpers, law enforcement, either work for them or are the bad guys. Victims can be either gender, from the United States or abroad. 

Child Commercial Sex Exploitation JULY 23, 2013


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Maestro d'asilo confessa: “Ho stuprato 7 bambine, anche una di 18 mesi"

La confessione choc di un maestro d’asilo ha suscitato orrore e rabbia in Svizzera e non solo. L’uomo, che è in carcere dal marzo del 2011, lavorava in un asilo a Volketswil, non lontano da Zurigo. Asilo che adesso dopo la terribile vicenda è stato  chiuso. Il giornale svizzero Zuecher Oberland scrive che l’uomo ha ammesso di aver violentato non quattro bambine come si credeva all’inizio delle indagini ma sette, tra cui una piccola di appena 18 mesi. L’identità dello stupratore non è stata rivelata.

La polizia è arrivata al suo arresto dopo essere stata avvisata dalla cellula di coordinamento nazionale della lotta contro la criminalità su internet, che era in possesso di filmati pornografici che avevano come protagonisti dei bambini. Inizialmente il maestro d’asilo aveva ammesso di aver abusato di una bimba di due anni e mezzo, di aver scattato alcune foto e girato dei video ma poi, durante le indagini, ha confessato gli altri orribili stupri, raccontando che regalava caramelle e piccoli doni affinchè le bimbe non raccontassero a nessuno quello che succedeva.

Maestro d'asilo confessa: “Ho stuprato 7 bambine, anche una di 18 mesi" 26-07-2013


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martedì 23 luglio 2013

Giro di prostituzione minorile: arrestato un ex parroco

Nuovi guai giudiziari per don Aldo Nuvola, ex parroco della chiesa Regina Pacis di Palermo arrestato dai carabinieri con l'accusa di prostituzione minorile e induzione alla prostituzione. Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari, il sacerdote sarebbe stato uno dei più assidui frequentatori di un giro di prostituzione omosessuale minorile, in un contesto di degrado in cui lo scorso 24 aprile era maturato anche l'omicidio di un uomo, Massimo Pandolfo, ucciso da un sedicenne.

Nuvola, già condannato in primo grado per molestia o disturbo alle persone, e pregiudicato per "atti osceni", è finito nell'inchiesta sull'omicidio a seguito dell'analisi dei tabulati dell'omicida, che testimoniano un costante scambio di messaggi e telefonate tra i due; scambio che avvenne anche nelle ore immediatamente successive all'assassinio. I titolari delle indagini sono i pm Calogero Ferrara e Diana Russo coordinati dal Procuratore aggiunto Maurizio Scalia.

I ragazzi scelti da Nuvola generalmente sono provenienti da ambienti degradati di Palermo, adolescenti soliti trascorrere le loro nottate fuori casa e che accondiscendono a vendersi in cambio di denaro o altra utilità: il sacerdote pianificava giornalmente appuntamenti con i "suoi" ragazzi per consumare rapporti sia all'interno della propria vettura che nella sua abitazione. In altre occasioni è stato documentato l'approccio occasionale dalla propria automobile, direttamente sulla strada, di giovani prostituti sconosciuti.

Nuvola, infatti, gravitava in orari notturni, nelle aree di Palermo più frequentate dai giovani, che spesso accettano di avere rapporti sessuali dietro pagamento di denaro o altra utilità. È stato inoltre documentato come, a seguito dei rapporti, non manchi mai il pagamento che avviene sotto forma di piccole donazioni in denaro contante (20-30 euro), ricariche telefoniche oppure l'acquisto di cibo e bevande.

Si evidenzia infine che i giovani con cui si rapporta il Nuvola sono a conoscenza della sua posizione sociale e culturale che viene costantemente ribadita dal sacerdote. Gli stessi, peraltro, sembrano rimanere affascinati dalla sua figura e dai suoi modi di proporsi e sono soliti rivolgersi a lui chiamandolo "Padre Aldo". L'arrestato, è stato rinchiuso nel carcere Pagliarelli di Palermo.

Palermo, giro di prostituzione minorile: arrestato un ex parroco 23 luglio 2013


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lunedì 22 luglio 2013

Online pornography to be blocked

Every household in the UK is to have pornography blocked by their internet provider unless they choose to receive it, David Cameron has announced.

In addition, the prime minister said possessing online pornography depicting rape would become illegal in England and Wales - in line with Scotland.
Mr Cameron warned in a speech that access to online pornography was "corroding childhood".
The new measures will apply to both existing and new customers.
Mr Cameron also called for some "horrific" internet search terms to be "blacklisted", meaning they would automatically bring up no results on websites such as Google or Bing.
He told the BBC he expected a "row" with service providers who, he said in his speech, were "not doing enough to take responsibility" despite having a "moral duty" to do so.
He also warned he could have to "force action" by changing the law and that, if there were "technical obstacles", firms should use their "greatest brains" to overcome them.
'Innocence'
In his speech, Mr Cameron said family-friendly filters would be automatically selected for all new customers by the end of the year - although they could choose to switch them off.
And millions of existing computer users would be contacted by their internet providers and told they must decide whether to use or not use "family-friendly filters" to restrict adult material.
The filters would apply to all devices linked to the affected home Wi-Fi network and across the public Wi-Fi network "wherever children are likely to be present".
Customers who do not click on either option - accepting or declining - will have filters activated by default, Tory MP Claire Perry, Mr Cameron's adviser on the sexualisation and commercialisation of childhood, told the BBC.
Other measures announced by the prime minister included:
  • New laws so videos streamed online in the UK will be subject to the same restrictions as those sold in shops
  • Search engines having until October to introduce further measures to block illegal content
  • Experts from the Child Exploitation and Online Protection Centre being given more powers to examine secretive file-sharing networks
  • A secure database of banned child porn images gathered by police across the country will be used to trace illegal content and the paedophiles viewing it
Mr Cameron also called for warning pages to pop up with helpline numbers when people try to search for illegal content.
He said: "I want to talk about the internet, the impact it is having on the innocence of our children, how online pornography is corroding childhood.
"And how, in the darkest corners of the internet, there are things going on that are a direct danger to our children, and that must be stamped out.
"I'm not making this speech because I want to moralise or scaremonger, but because I feel profoundly as a politician, and as a father, that the time for action has come. This is, quite simply, about how we protect our children and their innocence."
But former Child Exploitation and Online Protection Centre boss Jim Gamble told BBC Radio 4's Today programme it was important to "get to the root cause" of illegal pornography, by catching those responsible for creating it.
He added: "You need a real deterrent, not a pop-up that paedophiles will laugh at."
But Ms Perry argued filters would make a difference, saying that the killers of schoolgirls April Jones and Tia Sharp had accessed legal pornography before moving on to images of child abuse.
She added: "It's impossible to buy this material in a sex shop... but it's possible to have it served up on a computer every day."
In his speech, Mr Cameron said possession of online pornography depicting rape would be made illegal.

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The coalition government has pledged to prevent abuse of women and girls, so tackling a culture that glorifies abuse is critical for achieving this”
Holly DustinDirector, End Violence Against Women Coalition
Existing legislation only covers publication of pornographic portrayals of rape, as opposed to possession.
"Possession of such material is already an offence in Scotland but because of a loophole in the Criminal Justice and Immigration Act 2008, it is not an offence south of the border," Mr Cameron said.
"Well I can tell you today we are changing that. We are closing the loophole - making it a criminal offence to possess internet pornography that depicts rape."
The move has been welcomed by women's groups and academics who had campaigned to have "rape porn" banned.
Holly Dustin, director of the End Violence Against Women Coalition, said the group was "delighted".
"The coalition government has pledged to prevent abuse of women and girls, so tackling a culture that glorifies abuse is critical for achieving this," she said.
"The next step is working with experts to ensure careful drafting of the law and proper resourcing to ensure the law is enforced fully."
'No safe place'
Mr Cameron, who has faced criticism from Labour over cuts to Child Exploitation and Online Protection Centre's funding, insisted the centre's experts and police would be given the powers needed to keep pace with technological changes on the internet.
"Let me be clear to any offender who might think otherwise: there is no such thing as a safe place on the internet to access child abuse material," he said.
A spokesman for Google said: "We have a zero tolerance attitude to child sexual abuse imagery. Whenever we discover it, we respond quickly to remove and report it.
"We recently donated $5m (£3.3m) to help combat this problem and are committed to continuing the dialogue with the government on these issues."
According to some experts, "default on" can create a dangerous sense of complacency, says BBC technology correspondent Rory Cellan-Jones.
He says internet service providers would dispute Mr Cameron's interpretation of the new measures, insisting they did not want to be seen as censors.

Online pornography to be blocked by default, PM announces 22 July 2013


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VIOLENTATA E PICCHIATA DALLA POLIZIA

Kiev (Ucraina) - Il suo stupro ha provocato una rivolta popolare, perchè gli artefici della violenza sono stati proprio coloro che dovrebbero evitarla, due poliziotti.

Irina Krashkova è una mamma single di 29 anni che ha deciso di raccontare l'orrore vissuto dall'ospedale dove si trova ricoverata. La donna era uscita la sera e stava tornando a casa dopo una serata in discoteca quando due poliziotti si sono avvicinati, l'hanno costretta a salire in macchina, portata in un bosco, picchiata fino a fratturarle la scatola cranica e infine l'hanno violentata ripetutamente alternandosi.
La donna ha detto di essere stata strangolata, picchiata e insultata dai poliziotti. Il popolo è insorto a tali testimonianze a cui si aggiungono gli scatti della donna visibilmente sotto choc e tumefatta al volto e in testa.
Probabilmente, sono in molti a pensare, che se non si fosse accesa la rivolta popolare il poliziotto sarebbe rimasto impunito. Ad oggi non ha ancora subito condanne ufficiali o provvedimenti e quello della corruzione e dell'illegalità della polizia russa rimane una piaga del paese, denunciano in molti.

IRINA, 29 ANNI, VIOLENTATA E PICCHIATA DALLA POLIZIA: "MI HANNO UMILIATA IN OGNI MODO" 21 Luglio 2013


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sabato 13 luglio 2013

Rapita e stuprata 60 volte

Un incubo lungo sei settimane: una turista olandese di 21 anni fu sequestrata in Australia da una coppia che la violento’ una sessantina di volte, sottoponendola a ogni tipo di vessazioni e torture. E’ quanto emerso al processo a Melbourne contro il 46enne Alfio Anthony Granata e la 32enne Jennifer Peaston, che tra il novembre e il dicembre scorsi tennero prigioniera la giovane in un piccolo albergo locale.
I FATTI - La ragazza, secondo quanto riferisce l’Herald Sun, aveva incontrato la coppia a una festa. Durante la sua segregazione viveva nell’incubo di essere picchiata ogni volta che contrariava i suoi aguzzini. Fu anche minacciata di morte se avesse tentato di fuggire. Oltre alle violenze sessuali, dovette subire torture e sevizie con un mattarello, un aspirapolvere e una lampada a gas, fino a quando, ormai preda di turbe psichiche, il giorno di Natale accoltello’ Granata nel sonno e tento’ il suicidio. Fu solo a quel punto che la coppia, presa dal panico, chiamo’ un’ambulanza e mise fine all’abominio. 
La polizia ha riferito che le sevizie venivano regolarmente filmate e nelle perquisizioni furono trovati video di 450 ore, oltre a catene e vari corredi sado-maso.

La turista rapita e stuprata 60 volte

di 13/07/2013


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venerdì 12 luglio 2013

India: stuprano 17enne e poi gli tagliano la lingua

Ancora un drammatico caso di violenza contro le donne si è consumato in India. La vittima, una ragazza di appena 17 anni, era stata violentata nel gennaio scorso nel villaggio dell'Uttar Pradesh, da un uomo che è stato successivamente arrestato.
L'udienza si sarebbe dovuta tenere presso il Tribunale locale il prossimo 24 luglio. Ma mercoledì sera i parenti dell'aggressore hanno aggredito nuovamente la giovane con il tentativo di tagliarle la lingua e impedirle così di testimoniare al processo. La ragazza è stata ricoverata con diverse ferite da coltello e un taglio profondo sulla lingua. Stando alla ricostruzione dei fatti riportata da The Times of India, la giovane vittima da tempo subiva pressioni da parte dei familiari del suo violentatore.
I tre aggressori ora sono ricercati dalla polizia.

India. Stuprano 17enne e poi tentano di zittirla tagliandole la lingua 12 Luglio 2013


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giovedì 11 luglio 2013

Le donne in TV sono solo bersagli sessuali

Il Parents Television Council prosegue nella sua campagna per depurare da qualsiasi asperità i prodotti televisivi.

Quand’è che va bene ridere dello stupro o del traffico di esseri umani?” Così si è chiesto retoricamente il presidente del PTC Tim Winter, che sembra davvero puntare alla "bassa" comicità come a un male da estirpare per proteggere i giovani spettatori delle sitcom.
LA RICERCA - Hanno esaminato 238 tra sitcom e serie televisive in un periodo di 4 settimane nel 2011 e nel 2012, trovando che in un terzo di queste il contenuto “arrivava al livello di abuso sessuale” dei personaggi femminili. E le ragazze sono più facilmente oggetto di battute o scherzi a fondo sessuale delle più anziane, il 43 per cento contro il 33 per cento.
IL RIFERIMENTO - Importante è capire come si è giunti a questi dati, che sembrerebbero fotografare una situazione tragica. La definizione di abuso sessuale e presa dalla quella data dall’ONU come “l’abuso di una posizione, di una vulnerabilità, potere o fiducia per fini sessuali, incluso trarne profitto economicamente, socialmente o politicamente”. ll problema è sempre il messaggio che si veicola ai giovani, non può essere “confuso” mostrando abusi sessuali sulle giovani e meno giovani in una chiave di normalità

Le donne in tv? Sono solo bersagli sessualii 10/07/2013


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giovedì 4 luglio 2013

Abusi sessuali su animali

Uno dei sospetti sul traffico dei randagi è che vengano utilizzati per pratiche maniacali e nei video porno. Si chiama zooerastia, in Germania si vorrebbe proibire, in Svezia sarà ammessa fino all'anno prossimo

ROMA - I bordelli dove si pratica sesso, anche estremo, con gli animali, proliferano a quanto pare in Germania, tanto che l'inverno scorso il Parlamento tedesco ha discusso la possibilità di proibire tali pratiche, sempre più diffuse. La normativa vietava infatti i film porno in cui siano coinvolte altre specie, ma non le pratiche dirette. L'eventualità di nuovi provvedimenti è stata però accolta dalla ribellione di alcune associazioni dedite alla zooerastia, cui sono dedicati pure "zoo erotici" dove i clienti possono abusare di lama, pecore, cavalli, cani. La bestiality sembra radicata anche in altri paesi europei, come Belgio e Danimarca. Decisa la Svezia, che a giugno ha messo al bando il sesso con animali (il provvedimento entrerà in vigore nel 2014) giudicando inaccettabile sottoporre creature inermi a sofferenze gratuite, motivate dal diletto personale. Finora la legge svedese aveva ammesso simili accoppiamenti purché gli animali non soffrissero, ma segnalazioni e verifiche seguitavano a portare alla luce vittime di soprusi, creando tra l'altro preoccupazione circa l'entità del fenomeno. Fra tutte le specie i cani, leali nei confronti dell'uomo, sono i più addestrabili o comunque quelli che maggiormente si sforzano di sopportare orrende sevizie.

"Gli antropologi ci spiegano che il sesso con animali è un fenomeno antico, ma la scienza lo classifica come parafilia, ovvero manifestazione patologica", dice lo psicologo Giorgio Nardone, fondatore con Paul Watzlavick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo. "Il vero problema è che nel corso di tali esercizi, il più delle volte crudeli, c'è una vittima: l'animale. Evidenze di ricerca non troppo divulgate dimostrano che questo genere di parafilie non comporta semplici manie ossessive, ma si lega a un grave disturbo della personalità. Chi fa queste cose è di solito disposto a farne altre".

In Italia la zooerastia non è mai uscita alla luce del sole, con l'eccezione di qualche episodio. Dappertutto però, attraverso Internet, si può  accedere a video pornografici in cui il malessere degli animali è lampante. Drogati, rincitrulliti, incapaci di reagire, alani o meticci sopportano sodomie, se non stanno infelicemente sdraiati su un fianco mentre c'è chi ne utilizza e martirizza il membro quasi fosse un oggetto a sé. Si tratta di abusi inequivocabili, eppure tollerati dalla comunità internazionale più evoluta. Nessuno si pone inoltre il problema della provenienza degli animali, di certo non concessi per l'uso da proprietari amorevoli. Chi rifornisce i bordelli, il cinema porno, di sempre nuovi esemplari? Alle indagini animaliste, poche e rese difficili da una fitta omertà, seguono sempre immagini sconvolgenti. Cani incaprettati, torturati, evirati, uccisi per divertimento.

Il sesso con gli - altri - animali è una fantasia che accompagna l'uomo fin dalle origini; ce lo racconta la mitologia a partire da Giove che si trasforma in toro o cigno per sedurre Europa e Leda, ritroviamo accoppiamenti interspecifici negli antichi bassorilievi. Le moderne consapevolezze non sembrano aver dissuaso i nostri simili, al contrario capaci di trasformare la perversione in attivo mercato. "A vario titolo la zooerastia si pratica in Nordafrica, Oriente, Europa", dice Nardone. "Un mio vecchio amico, durante i lavori di ristrutturazione di un casale, scoprì che i suoi operai stranieri violentavano a turno, ogni sera, la scrofa di un vicino. Ne rimase sgomento e dovette pure risponderne".

Sesso con gli animalil'ultima frontiera dell'abuso 02 luglio 2013


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martedì 2 luglio 2013

42 sacerdoti accusati di abusi sessuali su bambini


Sbatti il prete pedofilo in prima pagina. Anzi, in homepage. Il Vaticano procede a colpi di trasparenza e spinge le sue sedi locali a fare altrettanto. Le mosse di papa Francesco cercano di arginare i tanti, troppi scandali che continuano ad attraversare l’universo cattolico. Leggi alla voce Ior. Anche per questo – ma come esito di un’ordinanza del giudice, a dire il vero - l’ arcidiocesi di Milwaukee, nel Wisconsin, ha reso pubblici ieri migliaia di documenti legati allo scandalo degli abusi sessuali commessi dai propri preti sui minori nel corso degli ultimi decenni. Sono disponibili sul sito ufficiale dell’arcidiocesi. Una sorta di VatiLeaks fai-da-te

Abusi sessuali di cui sono cominciate a fioccare denunce nei primi anni Duemila e che s’intrecciano a strani movimenti finanziari. Per esempio, fra i file – oltre 6mila pagine – spuntano fuori anche quelli relativi al cardinale Timothy Dolan, al momento arcivescovo di New York e presidente della Conferenza episcopale americana ma fra 2002 e 2009, all’epoca di alcuni dei fatti contestati, nella stessa posizione proprio a Milwaukee. Pare che abbia spostato quasi 57 milioni di dollari in un fondo fiduciario per la manutenzione dei cimiteri spingendo di fatto la sua sede verso la bancarotta. Per Jeff Anderson, avvocato di 500 vittime di abusi, Dolan avrebbe messo al sicuro quei soldi per evitare eventuali problemi e questioni legali. Non a caso, nel 2011 l’arcidiocesi ha dichiarato fallimento, come altre sette sedi nel resto degli Usa, bloccando di fatto ogni risarcimento. In una lettera datata 2007, lo stesso capo dell’arcidiocesi chiese al Vaticano il permesso di spostare quel denaro, per fornire “ una maggiore protezione di questi fondi da ogni rivendicazione e responsabilità legale”. Permesso accordato un mese dopo. 

Un resoconto impietoso dei passaggi oscuri dell’ arcidiocesi statunitense i cui vertici degli ultimi vent’anni sono accusati di aver spostato preti altrove (è il caso di Daniel Budzynski o di Raymond Adamsky) e aver appunto messo al sicuro più fondi possibili, preferendo sfasciare i conti e affidarsi al famoso Chapter 11 della legge fallimentare a stelle e strisce piuttosto che lasciare denaro a disposizione di eventuali condanne di risarcimento. I fatti ruotano intorno alle vicende che riguardano ad esempio uno dei più noti preti pedofili statunitensi, il reverendo Lawrence Murphy, sospettato di aver abusato di 200 ragazzi in 25 anni d’insegnamento alla Scuola di San Giovanni per sordi di San Francis in Wisconsin. Ma anche il suo collega Sigfried Widera, sotto processo per 42 capi d’imputazione per pedofilia sia in Wisconsin che in California. Per la cronaca, entrambi sono morti. 

Dati, quelli rilasciati ieri e valutati con un certo sollievo da parte di vittime e loro legali, che arrivano fino a ottant’anni fa e includono fascicoli personali di 42 sacerdoti accusati di soprusi su bambini. Ma non mancano deposizioni legali (dello stesso Dolan, in un altro ex arcivescovo, Rembert Weakland, e di un vescovo ausiliare in pensione, Richard J. Sklba) e, a quanto pare, una valutazione su tutte: Dolan avrebbe tentato in ogni modo di coprire gli scandali spingendo i sacerdoti accusati a lasciare l’abito in cambio di soldi ed evitando accuratamente di dare seguito alle indicazioni che arrivavano da San Pietro, tuttavia anche quelle piuttosto lente. È il caso delle dimissioni del reverendo John O’Brien, spinto a dimettersi in cambio di alcune decine di migliaia di dollari. C’è anche da dire che fra i dati figurano alcune lettere, firmate dall’ex arcivescovo, nel quale egli chiede al Vaticano, quasi in un sussulto di indignazione, pene più severe per i preti accusati di pedofilia. Insomma, un atteggiamento altalenante portato alla luce dalla clamorosa quantità di numeri e informazioni. 


Pedofilia, i dati dell’arcidiocesi di Milwaukee vanno online 02 luglio 2013


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