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"Three Girls" The 'Rape Squads' Of Britain #ThreeGirls

TV drama Three Girls was "extremely true to life" and "a landmark film", according to figures who were involved in...

sabato 30 novembre 2013

Apocalisse dello Stupro in Sudafrica

Il Sud Africa è sconvolto per il brutale stupro di un bambino di sei settimane a Kimberly.
L’uomo, di 24 anni, che è stato arrestato, è lo zio del bambino. Il bambino è in uno stato critico e si trova in ospedale nel reparto di terapia intensiva.
Bambini e donne sudafricane subiscono elevati livelli di violenza e soprusi. Si stima che 150 bambini vengano violentati ogni giorno in Sud Africa. Recenti statistiche di crimine hanno rivelato un aumento del 2,9% dei reati sessuali, ma si pensa che in realtà la percentuale sia molto più alta.
“La recente ondata di episodi di stupro delle gang, l’abuso domestico, stupri nelle scuole e negli asili confermano il decadimento morale della nostra società e la mancanza di rispetto per i diritti umani e la dignità”, ha dichiarato il capo della polizia.

Sud Africa: stuprato un bambino di 6 settimane 


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giovedì 28 novembre 2013

In Child Porn Crackdown, U.K.'s Internet Filter Strategy Ensnares ISPs

Revelations that late BBC TV host Jimmy Savile sexually abused hundreds of children have prompted soul searching across Britain over how his star power trumped years of suspicion. With constituents enraged, Prime Minister David Cameron has made restricting access to pornography, and especially stamping out images of children, a signature issue.
Cameron in April asked public Wi-Fi networks to filter explicit content in public settings such as coffee shops, train stations, and libraries. The six biggest providers have complied. Then in July the father of four threatened to require companies offering home Internet service to install filters that automatically block pornography; subscribers would need to “opt in” to view such material. Once again, the industry agreed; by early 2014, the filters will be on virtually all Internet accounts in Britain. Adults wanting to view explicit content will “have to have a discussion” with their spouse or partner, Cameron told BBC Radio on Nov. 18.
At a London conference that day, Google (GOOG) and Microsoft (MSFTannounced controls that limit child porn searches, initiatives Cameron threatened to enforce through legislation if not enacted voluntarily. The companies have introduced algorithms that block illegal content and have halted auto-complete on potentially abusive search terms, so typing “underage g…” doesn’t suggest the word “girl.” Google is implementing technology that brands child porn videos with a unique ID code, which will help authorities remove any copies of such material that are later reposted to the Web.
The government effort comes after reports that Savile, host of the much-loved TV show Top of the Pops for 20 years, abused children on BBC property, in hospitals, and elsewhere. Public anger escalated after two men convicted of murdering young girls in separate crimes were found to be purveyors of child porn online. Such cases, as well as Cameron’s initiatives, have boosted public awareness of the problem. Calls to a child abuse hot line run by the Internet Watch Foundation, an industry group that fights illegal porn, have climbed 40 percent in the past year.
Cameron’s strategy would be hard to replicate in other countries. In France and Germany, where nudity isn’t unusual on late-night television and in advertising, such broad restrictions might be considered overreaching. In the U.S., freedom of speech concerns would likely scuttle any broad effort to restrict access to such material. “Looking for online content is a very sensitive area, even though child porn is illegal,” says Carolyn Atwell-Davis, vice president for government affairs at the National Center for Missing & Exploited Children in Alexandria, Va.
The Index on Censorship, a London group promoting freedom of expression worldwide, says it’s studying Cameron’s measures. While restricting child pornography—which Britain also legally bans—is an admirable goal, says Padraig Reidy, a senior writer at the index, mandatory porn filters are “slightly worrying,” adding, “It should be an active choice to opt out of adult content, and the government isn’t making it so.”

In Child Porn Crackdown, U.K.'s Internet Filter Strategy Ensnares ISPs November 27, 2013


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Gang Rape: 17enne stuprata da 4 uomini

Ancora uno stupro di gruppo in India. L’ultimo caso riguarda una ragazza di 17 anni che, riportano i media locali, sarebbe stata violentata da 4 uomini a Borivali, zona periferica di Mumbai, lunedì notte. Tre di loro, dopo essere stati arrestati, oggi sono apparsi in tribunale e resteranno sotto custodia della polizia fino al 2 dicembre.

India – Mumbai, 17enne vittima di stupro di gruppo 26 novembre 2013


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mercoledì 27 novembre 2013

Violenta il figlio, lo vende ai pedofili e diffonde le immagini su Internet

"Si tratta di un fatto incomprensibile. Abbiamo davanti a noi un uomo malato", ha dichiarato lo psicologo Allan Guggenbühl in merito alla vicenda di due casi di pedofili approdati oggi in Tribunale.
Lo psicologo respinge la teoria che il bambino abbia potuto essere consenziente agli atti sessuali. E soprattutto respinge la tesi che avrebbe potuto rifiutarsi. "Pensare che che un bambino di sei anni possa essere consenziente a simili atti è del tutto assurdo - asserisce -. I bambini hanno bisogno di amore e protezione dai genitori".
I fatti - È in effetti una raccapricciante vicenda quella approdata oggi davanti al Tribunale distrettuale di Münchwilen riunito a Sirnach, nel canton Turgovia. In un processo a porte chiuse sono sono comparsi alla sbarra due uomini di 35 e 42 anni arrestati nel maggio del 2008 nell'ambito di un'operazione internazionale di polizia contro la pedofilia e la pornografia infantile su internet.
La pubblica accusa chiede nei loro confronti condanne di 10 e mezzo e rispettivamente 7 anni e mezzo di reclusione. La sentenza è attesa domani.
L'imputato principale è un cittadino tedesco oggi 35enne che all'epoca risiedeva nel canton Turgovia assieme al figlioletto di 7 anni. L'uomo è accusato di aver avuto ripetuti rapporti sessuali con il figlio che si sono protratti anche quando ha saputo di essere sieropositivo, di avere "venduto" il figlio a clienti pedofili e di avere diffuso le foto dei rapporti su internet.
Il tedesco ha ammesso la maggior parte delle accuse. Ha tuttavia negato - come sostiene invece l'accusa - di aver somministrato in alcune occasioni al figlio dell'ecstasy liquida, o "gocce del K.O.", per infrangere ogni sua resistenza.
La pubblica accusa ha richiesto nei suoi confronti 10 anni e mezzo di reclusione per le accuse di atti sessuali con fanciulli, coazione, sfruttamento della prostituzione, tentata propagazione di malattie e somministrazione a bambini di sostanze pericolose.
Ciò che ha fatto è "inimmaginabile", ha detto in aula il procuratore. Molti credono che chi si macchia di simili azioni debba essere rinchiuso per sempre, ma trattandosi di una persona senza precedenti penali il procuratore ha detto di non ritenere opportuno chiederne l'internamento. Il presidente del Tribunale non ha invece escluso una simile misura.
Il difensore del 35enne si è da parte sua battuto per una riduzione della pena a otto anni, affermando che il suo patrocinato ha a sua volta subito abusi sessuali da bambino e si è guadagnato da vivere come "callboy" e come attore di film porno omosessuali.
Fu attraverso una chat pedofila che il 35enne entrò in contatto nel 2007 con l'altro imputato: uno svizzero del canton Glarona oggi 42enne che ha avuto a sua volta rapporti sessuali con il figlio di 6 anni e ne ha diffuso le foto attraverso internet.
Nei suoi confronti la pubblica accusa ha chiesto una condanna a 7 anni e mezzo di prigione, mentre l'avvocato della difesa ha proposto una condanna a 7 anni e una misura stazionaria.
Entrambi gli imputati si trovano in stato di esecuzione anticipata della pena da cinque anni. Il terzo coimputato è stato dispensato dal partecipare al dibattimento: si tratta del compagno e coetaneo dell'imputato principale. L'uomo, che oggi vive a Berlino, è accusato di avere avuto rapporti omosessuali con il partner davanti al figlio. La pubblica accusa ha chiesto nei suoi confronti una condanna a 18 mesi di prigione con la condizionale.
Quello giudicato dal tribunale turgoviese è "un caso fra i più gravi a livello internazionale", ha detto all'ats durante una pausa del dibattimento Beat Burkhardt, il funzionario dell'Ufficio federale di polizia che coordina le azioni della polizia criminale federale contro la pedocriminalità. Si tratta inoltre delle uniche due persone incriminate in Svizzera in relazione all'operazione del 2008.

Padri pedofili: "Un caso fra i più gravi a livello internazionale" 26/11/2013


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lunedì 25 novembre 2013

“Casa do Menor – L’altra faccia del Brasile”

Nei prossimi due anni gli occhi del mondo sono puntati tutti sul Brasile, paese che ospiterà in un biennio che si preannuncia storico sia i Mondiali di calcio (2014) che le Olimpiadi (2016). Sempre nella terra verdeoro, appena qualche mese fa, si è tenuta la Giornata mondiale della Gioventù che è stata presieduta da Papa Francesco tra il 23 e 28 luglio. Tuttavia il Brasile, pur avendo davanti a sé l’organizzazione di eventi così prestigiosi a livello planetario, rimane un paese dalle profonde contraddizioni, in perenne ossimoro, capace di mostrare più volti.
In Brasile infatti sussiste il più grande mercato per prostituzione e criminalità minorile. Basti pensare che l’80% degli oltre 50.000 omicidi annui nel paese governato da Dilma Rousseff coinvolgono ragazzi fra i 14 e i 24 anni, in special modo nelle periferie di città come Rio de Janeiro, Fortaleza e San Paolo. A questo tema è stato dedicato ieri sera, in occasione della Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia, un documentario molto interessante andato in onda su Real Time. Si chiama “Casa de menor – L’altra faccia del Brasile” e l’ha firmato con grande sensibilità Davide Scalenghe, film maker molto apprezzato in giro per il mondo per i suoi lavori a Current Tv.

Il documentario racconta con intensità l’attività della ONG italiana fondata e diretta da Padre Renato Chiera. Attiva da 34 anni in Brasile, Casa Do Menor è diventata un punto di riferimento per il recupero dei ragazzi di strada dalle strade e dalle “cracolandie” brasiliane. L’obiettivo è quello di toglierli da realtà disagiate fatte di abusi (spesso da parte di membri della famiglia), dipendenze e sfruttamento, ospitandoli nella propria rete di case‐famiglia. Da qui, lavorando a stretto contatto con le istituzioni locali, si parte per un percorso di riscatto e reinserimento sociale in cui grazie all’accoglienza, alla scolarizzazione, all’insegnamento di professionalità, a programmi di reintegrazione, a ciascuno di questi minori viene data una seconda occasione di vita.
Il documentario “Casa de Menor” fa scoprire un’altra faccia del Brasile, mettendosi sulla scia di altre opere che hanno voluto mostrare come la nazione carioca non sia tutto calcio e samba. Si pensi ai documentari “Gli angeli del Brasile” di Pietro Orsatti, che racconta il turismo sessuale (500.000 visitatori all’anno) nel paese, e “Menino Joel”, che ricorda la morte di un bambino ucciso nel quartiere popolare nel nordest di Amaralina a Salvador durante delle controverse operazioni delle forze dell’ordine, o “A ponte”, in cui si ripercorre la storia dell’associazione no-profit a Casa dos Zezinho. Un'altra opera, scioccante per i suoi contenuti, è Hakani”, film di denuncia dell’inglese David Cunningham che racconta come molte tribù indiane del Brasile uccidano bambini con disturbi mentali o disabilità seppellendoli vivi.
Da non dimenticare poi “Carne osso”, un documentario realizzato da alcuni giornalisti della ONG Reporter Brasil che raccontano le condizioni di lavoro disumane a cui sono sottoposti i lavoratori brasiliani delle regioni meridiani del Brasile che si occupano della lavorazione della carne. Costretti a operare in celle frigorifere per ore e ore, senza ricevere assistenza o coperture previdenziali, in nome del business della carne che in Brasile porta ricavi annui intorno ai 13 miliardi di dollari.

Documentari Brasile, tra prostituzione minorile e criminalità: l'altro volto del Paese (FOTO, VIDEO) Alessandro Buttitta, L'Huffington Post  |  Pubblicato: 


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“Il cinguettio delle lucciole”: lo studio sulla cyber prostituzione via Twitter in Italia

In Italia, grazie a internet, ogni anno vengono vendute 4 milioni e mezzo di prestazioni sessuali, per un giro d’affari superiore al miliardo di euro. Una cifra che corrisponde circa a un quinto del valore dell’intero mercato della prostituzione. Sulla rete e sui social network ci sono spazi e possibilità infinite per favorire l’incontro tra ogni genere di domanda e offerta. Se ne sono accorti da tempo anche prostitute e clienti che sempre di più utilizzano il web per pubblicizzarsi e incontrarsi. Il gruppo di ricerca sulla criminologia elettronica “eCrime” del dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università degli studi di Trento, ha realizzato recentemente lo studio “Il cinguettio delle lucciole” da cui emerge in tutta la sua dimensione il fenomeno della cyber prostituzione.
I risultati della ricerca, condotta dal criminologo Andrea Di Nicola assieme ai ricercatori Andrea Cauduro e Vincenzo Falletta, hanno evidenziato che tramite Twitter ogni giorno in Italia vengono pubblicati in media 2676 annunci di prostituzione (quasi uno ogni 30 secondi). A farla da padrone sono le città del centro nord: Milano, Roma, Monza, Firenze e Torino. Completano la top tenitaliana Frosinone, Bologna, Varese, Padova e Bergamo. Restando nel campo dei cinguettii italiani, un annuncio ogni 76 minuti riguarda prostituzione gay, uno ogni 15 minuti quella trans e uno ogni 16 minuti la prostituzione escort (nel mondo la parola “escort”, nella sola accezione riferibile alla prostituzione, viene twittata una volta ogni 15 secondi).
Le stime minime dicono che sono in tutto 130mila i clienti italiani che si rivolgono alle 9750 prostitute che si pubblicizzano online e consumano in media 390mila prestazioni sessuali al mese. I prezzi non sono proprio economici. La fascia base è quella della mezz’ora d’amore che costa da 100 a 200 euro. Un’ora di sesso costa il doppio e si raggiunge il triplo della cifra per due ore in compagnia di una escort. Una cena con notte annessa vale da 600 a 1800 euro, 24 ore possono costare tra 1200 e 2700 euro, mentre il fine settimana rimane un lusso per pochi con tariffe che vanno da 2200 a 3500 euro. La spesa media mensile dei clienti delle prostitute pubblicizzate online va dai 600 ai 1200 euro, per un giro d’affari stimato (solo per l’Italia) tra 0,93 e 1,87 miliardi annui.
“Per capire perché la prostituzione si sta sviluppando online, è fondamentale partire dall’idea che è un mercato in cui domanda e offerta si incontrano, spesso facilitate da attori che fanno da intermediari – spiega Andrea Di Nicola, professore di criminologia e coordinatore scientifico dieCrime - Come ogni mercato anche internet risponde a principi di razionalità:  riduce i costi di promozione, amplia la platea dei clienti e garantisce meglio l’anonimato”. A completare il quadro ci sono anche altre caratteristiche, come rapidità di accesso e la possibilità di confrontarsi con community di clienti abituali. Entrambi rendono la rete il luogo ideale in cui promuovere la prostituzione.
Lo studio realizzato dai ricercatori dell’Università di Trento ha preso in considerazione i cinque principali portali di annunci per adulti (bbakecaibakecaxincontriadultixbakekazbakeca) che impiegano Twitter come strumento accessorio per diffondere i loro servizi. L’analisi dei tweet ha permesso anche di stilare l’elenco delle parole più utilizzate nella formulazione dei messaggi pubblicati dalle prostitute. Oltre ai nomi delle città, le parole chiave più ricorrenti sono quelle che riportano alla prostituzione di matrice asiatica. Aggettivi come “orientale”, “giapponese”, “taiwanese” o “cinese” sono molto frequenti, come anche “massaggio” e “centro”. Dai tweet emerge anche il valore attribuito all’italianità della prostituta, quindi l’aggettivo molto ricorrente “italiana”, che viene utilizzato come tratto distintivo e valorizzante rispetto alla prostituzione straniera. Molte poi le parole che riguardano la descrizione e la promozione del prodotto e del servizio offerto, dalle qualità estetiche (“bellissima”, “bella”, “stupenda”) all’età (“giovane”, “ragazza”), fino ad arrivare ad aggettivi che non lasciano molto spazio all’immaginazione (“sexy”, “calda”, “disponibile” e “porca”). La prostituzione escort, intesa come servizio d’alto bordo, è presente in misura molto ridotta rispetto al totale di messaggi per adulti. Si parla di circa il 3,25% del totale dei tweet di prostituzione. Tra le città più citate ancora Milano, Roma, Monza, Torino e Frosinone, ma rispetto alla classifica relativa alla prostituzione tout court compaiono nuove città come Verona, Rimini, Brescia, Pesaro eUrbino.

“Il cinguettio delle lucciole”: lo studio sulla cyber prostituzione via Twitter in Italia Alessandro Madron | 5 novembre 2013


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Sestri, zia e nipote prostitute nella casa pignorata

Avevano un bel giro di clienti (commercianticolletti bianchi) la zia maitresse, cinquantenne, e la nipote sulla trentina che si prostituivano in un appartamento pignorato, senza luce né acqua, scoperto dalla polizia in via Ciro Menotti, a Sestri.
Della casa, comprata da un sudamericano che poi era riuscito a pagarla per intero, aveva le chiavi un’amica dell’uomo il quale, nel frattempo, ha lasciato Genova e l’Italia: la donna, 44 anni, anche lei sudamericana, è stata denunciata per sfruttamento della prostituzione.
Per quei locali senza corrente elettrica né acqua, la quarantenne percepiva un affitto di 200 euro settimana. La zia e la nipote, quest’ultima costretta a prostituirsi per mantenere un bambino piccolo, avevano messo su un bel giro di clienti: ma proprio il via vai di persone all’interno dello stabile aveva insospettito i vicini che avevano segnalato la circostanza alla polizia.
A condurre le indagini e scoprire il “giro”, gli agenti del commissariato di Sestri Ponente, diretto dal vicequestore Valentina Carlini.

Sestri, zia e nipote prostitute nella casa pignorata 25 novembre 2013


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Guarda porno al pc, bambino di 10 anni violenta amichetta di 7

Guarda porno al pc, bambino di 10 anni violenta amichetta di 7

Guarda porno al pc, bambino di 10 anni violenta amichetta di 7

E' una storia terribile di violenza e degrado quella ci arriva oggi dal Galles. Un bambino di tredici anni è stato accusato di aver violentato per un periodo di oltre due anni, una bambina che adesso ne ha dieci.

Il giovane, con una storia di abusi fisici e psichici alle spalle, era fin da giovanissimo dipendente dalla pornografia online ma la madre, pur sapendolo, non è mai intervenuta. Gli inquirenti ritengano anche che la madre facesse sesso davanti al figlio. Turbato da tali esperienze virtuali e reali, il piccolo riteneva quindi normale di abusare della sua amichetta, che quando tutto iniziò ne aveva solo sette.
Al bambino non è stata applicata alcuna pena detentiva anche se ha ammesso le sue colpe. Sarà pertanto trasferito in un centro specializzato per sottoporsi a tre anni di riabilitazione.









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Gang Rape: in 10 violentano una 14enne

I carabinieri di Molfetta, in provincia di Bari, hanno arrestato quattro giovani con l'accusa di avere fatto parte di un branco di una decina di persone che violentarono più volte una 14enne. L'idea sarebbe nata da un falso profilo Facebook della ragazzina in cui lei si diceva "pronta a tutto". Gli arrestati sono ai domiciliari. Tre membri del branco sarebbero minorenni, mentre gli altri avrebbero tra i 18 e i 24 anni.

Il falso profilo Facebook - L'idea della violenza da parte del gruppo sarebbe nata, secondo gli inquirenti, da un falso profilo Facebook della 14enne, nel quale la ragazzina si diceva "disponibile a tutto". E il branco ha messo in pratica il proprio proposito tra la primavera e l'estate dello scorso anno, ma la vittima ha trovato il coraggio di denunciare le violenze solo tempo dopo, perché terrorizzata dalle minacce che subiva.

La prima violenza del branco in un anfiteatro - La ragazzina sarebbe stata violentata, la prima volta, alla fine dell'aprile 2012 in un anfiteatro all'aperto di Molfetta, dove ad aggredirla sarebbero stati dieci ragazzi tra i 18 e i 24 anni, che la conoscevano da tempo e avevano conquistato la sua fiducia. 

I carabinieri hanno accertato che la ragazzina sarebbe stata violentata più volte e minacciata perché continuasse a subire senza parlarne. Gli inquirenti ritengono di avere acquisito un quadro indiziario gravissimo a carico degli arrestati. Le indagini proseguono per individuare gli altri responsabili.

Aprono falso profilo Fb e violentano in 10 una 14enne: arrestati 4 giovani 25 novembre 2013


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sabato 23 novembre 2013

FEMEN contro la prostituzione

Dal 2008, quando FEMEN ha iniziato le sue attività, le sue militanti hanno cominciato a battersi contro la prostituzione, un tritacarne che aveva già inghiottito molte loro amiche e che avrebbe potuto inghiottire anche loro. Durante la campagna "l'Ucraina non è un bordello", FEMEN ha alzato la voce contro questo sistema devastante, prima nelle strade, poi a livello politico, presentando al governo un progetto di legge per la criminalizzazione dei clienti. Ma il progetto non è mai stato sottoposto al voto, e le donne ucraine si sono viste chiudere quello spiraglio che aveva appena cominciato ad aprirsi.
Alcuni detrattori del progetto erano semplicemente ignoranti (ignoranti delle sofferenze delle donne, come troppo spesso accade in questa parte del mondo), ma altri avevano interessi personali a difendere il sistema, perché erano i loro piccoli, luridi affari a venire attaccati! Oggi, le attiviste ucraine e francesi si uniscono per difendere un analogo progetto in Francia. FEMEN saluta con favore l'iniziativa del governo socialista e la fattiva volontà di affrontare il dramma della prostituzione.
Ci interroghiamo sul modo di gestire il tema della prostituzione: "Come farlo nel modo corretto?", "Come rendere la prostituzione accettabile?", "Quali sono i lati positivi e negativi della prostituzione?". Ma l'unica domanda che dobbiamo porci riguarda l'esistenza stessa della prostituzione! La società che vuole affrontare il problema deve prendere una posizione netta, legalizzare la prostituzione o vietarla, vivere in una civiltà patriarcale o in una civiltà egualitaria.
La posizione di FEMEN è inflessibile: la prostituzione è un traffico di esseri umani, è lo sfruttamento di un sesso ai danni dell'altro mediante la forza o l'inganno; la società deve proibirla con la massima severità. Legalizzare la prostituzione significa decretare la vittoria definitiva del sistema patriarcale nella guerra dei generi, significa legittimare una società in cui gli uomini si siedono a tavola sbavando e comunicano l'ordinazione alle loro serve sessuali.
Secondo il rapporto dell'associazione Nid de Femmes, l'80% dei clienti delle 20.000 prostitute attive in Francia sono uomini, e l'80% delle 20.000 prostitute attive in Francia sono sotto il controllo di trafficanti, magnacci o d'altro genere, per ragioni economiche o familiari. La prostituzione è una forma suprema di dominazione maschile. La regola non prevede alcuna reciprocità né uguaglianza nell'atto sessuale, perché assegna alla donna una posizione subordinata e la riduce a un puro strumento di piacere soggetto ai desideri del cliente pagante.
Nell'atto della prostituzione si fondono due forme di potere sociale, il sesso e il denaro, che agiscono in sinergia. In queste due forme (sessuale ed economica) gli uomini esercitano un potere sostanziale e sistematico sulle donne. Nella prostituzione, le due disparità nell'esercizio del potere si uniscono in un atto che riafferma lo status sociale ed economico dominante dell'uomo sulla donna.
L'Europa deve abbandonare la visione romantica della prostituzione come atto di scelta. Situazioni simili esistono, certo, ma in una percentuale minima, e non dovrebbero essere adottate come una scusa (comoda e vigliacca) per ignorare la sofferenza di milioni d'altre donne. Del resto, sarebbe un atto di onestà ammettere che, nella maggioranza dei casi, la prostituzione non è praticata da donne europee. A Parigi, ad esempio, nel quartiere di Belleville le prostitute sono asiatiche, a Barbès sono africane e a Pigalle sono slave. La prostituzione parigina è esercitata da donne che la intraprendono per garantirsi una sopravvivenza economica. Definitela una loro "scelta", se volete, ma dovete ammettere che non ne hanno molte altre (qui la tautologia è necessaria).

FEMEN rifiuta la prostituzione. La compravendita delle donne operata degli uomini deve essere vietata e punita. Noi rifiutiamo la legalizzazione del dominio maschile. Accettare legalmente l'esistenza della prostituzione significa sprofondare sempre più negli abissi del patriarcato, e perdere un'occasione cruciale per combatterlo. Accettare legalmente l'esistenza della prostituzione significa coltivare l'idea di una società arcaica nella quale le donne non sono pari agli uomini.

FEMEN depreca le argomentazioni dei promotori della legalizzazione che banalizzano il problema (in modo troppo grave) adducendo che "la prostituzione è il mestiere più antico del mondo"! Pensano forse che bisognerebbe legalizzare altre pratiche "vecchie come il mondo", a cominciare dallo stupro, dall'omicidio e dalla pedofilia? Allora rallegriamoci: la penalizzazione dei clienti delle prostitute sarà un nuovo passo verso l'abolizione di crimini ancestrali!
FEMEN sostiene il governo nel progetto che mira a criminalizzare i clienti delle prostitute per affrancare le donne vittime della prostituzione e pervenire a una vera parità tra i sessi. Se non c'è domanda, non c'è offerta.
No allo sfruttamento! No alla prostituzione!

Prostituzione: FEMEN dice "sì" alla penalizzazione dei clienti 23/11/2013


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CATTURATO LO STUPRATORE SERIALE: "È UN RAGAZZINO MAROCCHINO DI 15 ANNI"

Due donne stuprate in poche ore. E come se non bastasse se n'è anche vantato con i suoi amici. Tutto è successo a Franciacorta, in provincia di Brescia. 

Ma le forze dell'ordine sono riusciti a catturarlo: si tratta di un ragazzino di appena 15 anni, originario del Marocco: ora è rinchiuso nel carcere minorile 'Beccaria' di Milano.
 
Le due vittime sono una donna di 40 anni e una 29enne. La 40enne è stata avvicinata all'esterno di un locale e, minacciata con una pistola, l'ha obbligata a salire su un'auto e l'ha stuprata in una zona fuori dal centro abitato. Anche per la seconda violenza sessuale il ragazzino ha utilizzato una pistola per intimidire la vittima: l'ha fatta salire sulla sua auto e l'ha violentata brutalmente.

BRESCIA, CATTURATO LO STUPRATORE SERIALE: "È UN RAGAZZINO MAROCCHINO DI 15 ANNI" 23 Novembre 2013


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venerdì 22 novembre 2013

US sex trafficking

When Kery Rodriguez was arrested earlier this year during a drug sting in Florida, law enforcement agents discovered that heroine wasn’t the only thing that Rodriguez and his crew were trafficking.
According to detectives and informants, Rodriguez also sold young women whom he referred to as “fresh meat.”
“If you want them young, normally those we have to take by force,” Rodriguez said, according to an affidavit obtained by the Orlando Sentinel. “The key is to keep them drugged, and locked up, and have [them] at gunpoint.”
Agents conducting a drug investigation in April were tipped off that Rodriguez was running a suspected human trafficking ring out of an Orlando apartment, where agents say several young women were being offered up for sale.
Earlier this week, authorities announced that 16 additional arrest warrants were issued for members of Rodriguez’s crew. And by Thursday morning most of the suspected players in the case had been arrested, according to reports.
The Rodriguez case is not an isolated one, and according to organizations that fight human trafficking, Florida ranks among the states with the highest number of potential cases. Many of the victims are runaways, migrant workers and society’s most vulnerable.
Human trafficking is a crime that reaps high profits at low risk for traffickers,” said Bradley Myles, CEO of Polaris Project, which operates The National Human Trafficking Resource Center. Myles says human trafficking is nothing more than modern-day slavery.
On Thursday, the Polaris Project released a report that highlights just how staggering a problem human trafficking remains in the United States.
According to the report, the NHTRC has recorded more than 9,000 cases of potential human trafficking between 2007 and 2012. The suspected victims include women and men alike, many of whom are domestic, farm or sex workers. The top three victim nationalities are Mexican, Chinese and Filipino.
The NHTRC hotline has experienced a 259% increase in calls reporting trafficking cases since 2008.
“With hundreds of thousands of people forced to provide labor or commercial sex right here in the U.S., we are fundamentally working to preserve and restore freedom to exploited men, women, and children,” Myles said. “The information provided to the national human trafficking hotline by community members and victims is data that can then be used to make it harder for traffickers to operate. The more people understand they can be part of the solution, the more we are able to help victims reclaim their lives.”
The NHTRC received reports of 9,298 unique cases of human trafficking. Of those cases, 64% involved sex trafficking, 22% involved labor trafficking, nearly 3% involved both sex and labor trafficking. An additional 12% were unspecified.
More than 42% of reported sex trafficking cases were pimp-controlled prostitution, the most commonly referenced form of sex trafficking, occurring mostly in places like hotels, truck stops and street corners. And while more than 85% of sex trafficking cases involved women and girls, many involve men and transgender people.
The NHTRC report comes as lawmakers across the country are making the fight against human trafficking and sexual exploitation more of a political priority.
Several members of Congress have introduced a resolution titled, “Our Daughters Are Not For Sale.”
According to the FBI, the average girl becomes involved in sexual exploitation between 12 and 14, and that some 293,000 American youths are at risk of becoming victims of sex trafficking.
“This is slavery, pure and simple. We all know slavery is abhorrent to our basic democratic ideals and to our way of life. We fought a war 150 years ago to end this scourge in America for good, and yet it persists today — in many ways, because it can,” Reps. Rosa DeLauro, a Democrat from Connecticut and Ileana Ros-Lehtinen, a Republican from Florida, wrote in a joint op-ed in The Hill.
“Those who buy children in this fashion are rarely arrested and charged with statutory rape, child endangerment or sexual assault of a minor. For all we talk of getting tough on crime and protecting our kids, it is rarely the buyer—and much more often the trafficked girl—who is punished for what is essentially child abuse and child rape.”
State and local authorities in states like California, Florida and in major cities across the country are dedicating resources to protecting victims and potential victims of human trafficking.
Florida Attorney General Pam Bondi has called human trafficking “an unconscionable crime” and came out in support recently of an online training course for law enforcement officers that provides information on ways to identify suspected victims and information they might need to arrest perpetrators.
Earlier this year, when an undercover agent asked Rodriguez how he finds the girls he sells, Rodriguez laid it out plain: some he lures, some he takes by force.
“Well, I normally get working girls on the streets. Try to get them in the car, then I’ll bring them to you, and you take them. There are some you can lure to come with you, and others you have to take by force,” Rodriguez told the detective, according to a Metropolitan Bureau of Investigation report analyzed by the Sentinel.
When asked how long he normally keeps the girls, Rodriguez was equally blunt.
“Well, as long as they want to stay, and as long as you keep them drugged,” he reportedly said. “The harder ones to control are the ones who are addicted to crack.”
After his arrest, Rodriguez changed his tune, saying that he was in the drug business and not the business of selling women. He told investigators that he was a compulsive liar and not a kidnapper.
Rodriguez is currently serving 2 ½ years in prison on drug and human trafficking charges at Florida’s Walton Correctional Institution.
Myles, of the Polaris Project, said far too often human trafficking victims toil in the shadows and out of sight as many Americans assume the trade is a third-world issue. All the while, he says, a largely silent population of citizens is being exploited.
“Girls are forced by pimps to sell sex at truck stops. Domestic workers are abused by their employers. Men are isolated on farms with limited access to food and water,” he said. “We have identified potential cases of human trafficking in every state in the nation, and we are finding important trends that can help us stop this violence and exploitation.”

Staggering report exposes US sex trafficking Trymaine Lee 11/21/13


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