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venerdì 31 gennaio 2014

Pedofilia online, arresti in tutto il mondo „"Spettacoli per 16 euro al mese": ecco quanto costa una baby prostituta“

Pedofilia online, arresti in tutto il mondo

Pedofilia online, arresti in tutto il mondo

Il suo centro operativo era la Gran Bretagna ma i tentacoli di questa rete di cyber-pedofili arrivavano in tutto il mondo: Australia, Stati Uniti, Francia, Germania, Canada, Hong Kong, Olanda, Svezia, Norvegia, Taiwan, Danimarca e Svizzera. Dopo quasi due anni di indagini una vasta operazione congiunta delle polizie di Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia - ribattezzata "Endeavour" - ha portato alla scoperta di una rete internazionale di pedofili sul web che attingeva le sue vittime nelle Filippine. 

L'indagine, avviata nel 2012, ha condotto alla scoperta di un giro di pedofili che diffondeva immagini di abusi sessuali in diretta su internet. "L'osceno traffico" si legge sulla Bbc "è stato organizzato da un cittadino britannico, Timothy Ford, che condivideva le immagini con altri pedofili britannici. Ford già in passato, era stato condannato per lo stesso crimine".
Secondo quanto emerge dalle indagini l'uomo aveva intenzione di acquistare un internet cafè nelle Filippine e affittare delle camere a ore: "Per noi è un gioco" ha scritto Ford a un altro pedofilo con cui era in contatto "ma per loro c'è una differenza tra l'avere un pasto e non averlo". 
A far premere sull'acceleratore gli inquirenti l'ultimo business che stava per iniziare: l'uomo stava organizzando abusi con una donna nelle Filippine, la madre di alcuni bambini, che avrebbero dovuto eseguire quelli che lui definiva "spettacoli" per meno di mille pesos, circa 16 euro, al mese.  





"Spettacoli per 16 euro al mese": ecco quanto costa una baby prostituta Pedofilia online, arresti in tutto il mondo16 gennaio 2014





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Milano, violenta 4 ragazzini. I pedofili bazzicano perfino in oratorio!

Al giorno d’oggi non ci si può più fidare proprio di nessuno. Anche portare il proprio figlio all’oratorio è diventato un rischio.
Nell'hinterland milanese infatti, un quarantenne è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di aver violentato quattro ragazzini, di età compresa tra i 13 e i 16 anni, frequentanti la parrocchia nella quale, da tempo, l'uomo svolgeva l'attività di educatore.
Secondo quanto brevemente ricostruito dagli investigatori gliabusi sarebbero stati commessi al di fuori della sede, nel 2011, ma l’indagine sarebbe scattata soltanto dopo la denuncia sporta nel 2013 dai genitori di uno dei ragazzini che frequentava l’oratorio.
Proseguono comunque le ricerche sul caso, per accertare se altri bambini possano essere stati vittime del pedofilo, ora costretto a vivere ai domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico, dispositivo sperimentato per la prima volta a Milano.

Milano, violenta 4 ragazzini. I pedofili bazzicano perfino in oratorio! 31 gennaio 2014


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Ratzinger e lo scandalo pedofilia, in due anni 400 sacerdoti “spretati” da Benedetto

Quattrocento sacerdoti ridotti allo stato laicale da Benedetto XVI tra il 2011 e il 2012 perché accusati di pedofilia. Lo ha reso noto l’Associated Press in base a un documento nel quale il Vaticano ha pubblicato tutti i dati raccolti per difendersi davanti alla sede Onu di Ginevra che sta verificando l’applicazione della Convenzione sui Diritti del fanciullo. “L’accusa alla Santa Sede che avrebbe ostacolato l’attuazione della giustizia – ha affermato monsignor Silvano Maria Tomasi, osservatore vaticano presso l’Onu di Ginevra – mi sembra essere un po’ campata in aria: impedire il corso della giustizia, in qualsiasi Paese, a detrimento della sua legittima giurisdizione sarebbe un’interferenza indebita e ingiusta da parte di qualsiasi soggetto. La Santa Sede sostiene il diritto e il dovere di ogni Paese a perseguire ogni crimine contro i minori; quindi, non regge la critica per cui si cerca di interferire od ostacolare il corso della giustizia. Al contrario, si vuole, come Papa Francesco insiste, che ci sia trasparenza e che la giustizia abbia il suo corso”.
Non a caso il primo provvedimento suggerito a Bergoglio dal consiglio degli otto “saggi” cardinali che lo aiutano nel governo della Chiesa universale e nella riforma della Curia romana, è stato quello di istituire una commissione per la protezione dei minori. Incontrando i 120 superiori generali degli ordini religiosi, quasi due mesi fa, Papa Francesco aveva sottolineato il grande lavoro compiuto da Benedetto XVI per contrastare la pedofilia ecclesiale: “Ci deve servire da esempio per avere il coraggio di assumere la formazione personale come sfida seria avendo in mente sempre il popolo di Dio”. Negli otto anni di pontificato di Ratzinger, infatti, lo scandalo della pedofilia dei sacerdoti è scoppiato in modo impressionante.
Significativo fu il comportamento di Benedetto XVI con il fondatore dei Legionari di Cristo, padreMarcial Maciel Degollado, autore di numerosi abusi sui suoi seminaristi. Nel libro intervista “Luce del mondo” scritto con il giornalista Peter Seewald Ratzinger afferma: “Purtroppo abbiamo affrontato la questione solo con molta lentezza e con grande ritardo. In qualche modo era molto ben coperta e solo dal 2000 abbiamo iniziato ad avere dei punti di riferimento concreti. Era necessario avere prove certe per essere sicuri che le accuse avessero un fondamento. Per me, Marcial Maciel rimane una figura misteriosa. Da un lato c’è un tipo di vita che, come ormai sappiamo, è al di là di ciò che è morale: un’esistenza avventurosa, sprecata, stramba. Dall’altro vediamo la dinamicità e la forza con cui ha costruito la comunità dei Legionari”. Rispondendo alle domande dei giornalisti sul volo verso gli Stati Uniti d’America, nell’aprile 2008, Benedetto XVI disse: “Se leggo i resoconti di questi avvenimenti mi riesce difficile comprendere come sia stato possibile che alcuni sacerdoti abbiano potuto fallire in questo modo nella missione di portare sollievo, di portare l’amore di Dio a questi bambini”. E incontrando i vescovi americani Ratzinger non esitò a evidenziare che lo scandalo dei preti pedofili era stato “talvolta gestito in pessimo modo”. E aggiunse: “Ora che la dimensione e la gravità del problema sono compresi più chiaramente, avete potuto adottare misure di rimedio e disciplinari più adeguate e promuovere un ambiente sicuro che offra maggiore protezione ai giovani”.
Nell’omelia della Messa celebrata a Washington Ratzinger affermò con forza: “Prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha provato come conseguenza dell’abuso sessuale dei minorenni. Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore e il danno recati da tale abuso”. Durante il viaggio negli Stati Uniti, il Papa incontrò privatamente nella Nunziatura di Washington cinque persone vittime delle molestie sessuali da parte di sacerdoti americani. In quell’occasione, l’arcivescovo di Boston, diocesi dove scoppiò lo scandalo nel 2002 e che vide il trasferimento a Roma dell’allora arcivescovo, il cardinale Bernard Francis Law, consegnò simbolicamente a Benedetto XVI un libretto con i nomi di un migliaio di vittime. Parole e gesti analoghi furono ripetuti da Ratzinger durante numerosi viaggi internazionali.

Ratzinger e lo scandalo pedofilia, in due anni 400 sacerdoti “spretati” da Benedetto  18 gennaio 2014


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giovedì 23 gennaio 2014

India: condannata a stupro di gruppo dagli anziani del villaggio

Ancora violenze contro le donne in India. Questa volta uno stupro di gruppo è stato ordinato come "punizione" contro una ragazza per aver frequentato un giovane di un'altra comunità tribale. Una ventenne è stata violentata da una decina di uomini in West Bengala, nell'India orientale. La donna è in ospedale in gravi condizioni, ma ha avuto il coraggio di denunciare i violentatori che sono stati arrestati. A ordinare la violenza il consiglio degli anziani La decisione scioccante di far stuprare la giovane donna è stata presa dal consiglio degli "anziani" ("Khap") di un piccolo villaggio rurale nel Birbhum, dove vige un rigido codice di condotta. Lo scorso lunedì la ragazza è stata sopresa in casa con un amico e i responsabili della comunità, dopo aver sequestrato la coppia, si sono subito riuniti per punire il disonore. Dopo essersi consultati hanno deciso una "multa" di 25mila rupie (circa 300 euro). In seguito al rifiuto dei due di pagare l'enorme cifra, il leader del villaggio ha ordinato lo stupro. L'orribile 'punizione' La giovane è stata portata in un luogo appartato e violentata ripetutamente per ore da diversi uomini più anziani che fino al giorno prima erano i suoi "zii", come i ragazzi chiamano in India le persone adulte del vicinato. Al mattino è stata riportata dalla sua famiglia che però ha deciso di ribellarsi all'orrore. I genitori sono scappati dal villaggio e dopo averla portata all'ospedale sono andati a presentare denuncia al commissariato. La polizia ha finora arrestato 13 persone su indicazione della vittima.     I casi precedenti  Non è il primo caso di violenza contro le donne nel West Bengala. Di recente un'adolescente è morta, stuprata due volte da un "branco" e poi bruciata viva, in un distretto vicino a Calcutta. Nella zona di Birbhum, luogo di origine del presidente della Repubblica, Pranab Mukherjee, vivono diverse comunità tradizionali che hanno rigidissime regole sociali. Quattro anni fa in questo distretto, una ragazza era stata costretta a sfilare nuda in strada come punizione per una un sua storia con un ragazzo di un altro villaggio.
India: condannata a stupro di gruppo dagli anziani del villaggio  23 gennaio 2014

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martedì 21 gennaio 2014

Cina: Stupro e omicidio di donne-schiave.

Le autorità cinesi hanno giustiziato oggi un uomo condannato per aver tenuto in schiavitù sei donne e averne uccise due. Li Hao, 36 anni, è stato messo a morte per "omicidio, stupro, detenzione illegale, sfruttamento della prostituzionevendita di materiale pornografico", stando a quanto precisato dall'agenzia di stampa Xinhua.

Un funzionario della corte della provincia di Henan ha confermato alla France presse che l'uomo "è stato giustiziato oggi".

Nel 2009 Li aveva ricavato una "cella" nel suo seminterrato in cui aveva tenuto prigioniere sei donne per periodi dai due ai 21 mesi, "stuprandole più volte". Le vittime avevano dai 16 ai 23 anni e una di loro rimase incinta. L'uomo avrebbe anche costretto tre di loro a uccidere due loro compagne di prigionia: una morì strangolata, l'altra per le percosse.

L'uomo venne catturato nel settembre del 2011 dopo che una delle donne era riuscita a fuggire, denunciandolo alla polizia.

giustiziato 36enne in Cina 21 gennaio 2014


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sabato 18 gennaio 2014

BORN TO FUCK

In the sprawling, rough-and-tumble Sonagachi shantytown in Calcutta, India, crushing poverty is forcing thousands of girls barely into their teen years to sell their bodies for less than $2 a day. 
London-based photographer Souvid Datta has traveled to Sonagachi - one of Asia's largest red-light districts - to capture the young sex workers plying their trade on the dangerous streets of their filthy makeshift town.  
Datta, a 21-year-old Mumbai native who moved to the UK when he was 8, said in a statement that Sonagachi is effectively an illegal network run by street gangs and sex traffickers.

Outsiders, including reporters, are not welcome in the slum where an estimated 12,000 girls under the age of 18 are prostituting themselves to put food on the table, the site Design Taxi reported.   
The photographer explained that he decided to shine a spotlight on the shadowy world of the Kolkata sex trade and put a human face on the abstract concept of prostitution after witnessing years earlier a little girl being led into an alleyway by a middle-aged man. 
As a teenager, Datta returned to Kolkata as a volunteer for a non-governmental organization. Entering Sonagachi, Datta remembered being struck by the corruption of complicit politicians and police brass, and the daily injustices endured by the town's destitute families.

The infamous hub of prostitution and crime was also the subject of the 2004 Oscar-winning documentary Born Into Brothels, which profiled the children of prostitutes living in Sonagachi. 
As Datta's series of striking photographs shows, little has changed in the 10 years since the release of Ross Kauffman and Zana Briski's poignant film despite efforts by various NGOs operating in Kolkata.
Datta said that most children drop out of school at a young age to help their families, with many girls falling into the flourishing sex trade and boys joining street gangs.    

The photographer has admitted that his powerful images offering an unflinching look at the lives of those unfortunate enough to call Sonagachi their home are not likely to affect immediate change or put an end to the sex trade.
However, Datta continues to believe in the power of the image, and he hopes that his project will start a dialogue and spur real action by giving voice to the voiceless - the little girls with crudely painted faces who are being denied a chance to rise above their circumstances. 





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mercoledì 15 gennaio 2014

Molestie ai ragazzini all’oratorio Agli arresti il fonico dei Modà

All’oratorio, con il leader Kekko, ha cofondato ed è stato il tastierista e corista dei primi anni della band di rock melodico Modà, «era il 2000-2001 ed era una serata di beneficenza, Kekko era lì con la sua band, io invece ero in rotta con la mia... Il nome lo cambiammo in Modà più tardi, in onore di una discoteca di Erba». E sempre all’oratorio fece il primo concerto dei Modà, «eravamo all’oratorio e venne giù il diluvio universale, eppure riuscimmo a radunare circa 500 amici e conoscenti», rievocava Paolo Bovi nel 2011 su «Il Giorno». Ma adesso dall’oratorio arriva anche un arresto, con l’accusa di molestie sessuali su minori, per l’ex tastierista uscito nel 2005 dal sestetto sul palco della band dopo la prima partecipazione a Sanremo, ma rimasto dietro le quinte a fare tutt’ora il fonico del gruppo vincitore nel 2011 del «disco di diamante» per le 300.000 copie dell’album «Viva i romantici» e classificatosi terzo all’ultimo Festival di Sanremo e secondo (con la cantante Emma) nell’edizione 2011 vinta per un soffio da Roberto Vecchioni.

Proprio al ruolo di animatore in una parrocchia nel 2011, infatti, risalgono alcune delle accuse di molestie sessuali su quattro ragazzini fra i 13 e i 16 anni che il gip milanese Luigi Gargiulo ora muove al musicista, e per le quali i pm Daniela Cento e Lucia Minutella hanno chiesto gli arresti domiciliari in un centro dell’hinterland milanese che qui non si indicherà (al pari della parrocchia) per non consentire l’identificazione dei minori: misura cautelare eseguita ieri a Milano per la prima volta con il braccialetto elettronico da quando nel dicembre scorso il decreto Cancellieri, legge non ancora entrata in vigore, ha molto ampliato l’utilizzo da parte dei magistrati di questo strumento, che sinora con la normativa del 2001 era stato ben poco usato (appena 55 applicazioni su 2.000 disponibili).
Il braccialetto elettronico (che in realtà è una cavigliera, tarata per resistere a 70 gradi di temperatura e 40 chili di trazione, in un ambiente domestico «mappato» da una apposita centralina collegata con le forze dell’ordine) è dunque scattato per l’ipotesi di reato di «violenza sessuale», nella fattispecie però della «lieve entità» che ormai da anni assorbe e ricomprende anche i casi (come appunto questo) non di rapporti sessuali consumati, ai quali i ragazzi non sarebbero per fortuna mai arrivati, ma di toccamenti nelle parti intime, di finti massaggi andati oltre, di molestie mascherate da «penitenze» in giochi a sfondo sessuale: l’ipotesi accusatoria individua le vittime in quattro ragazzini conosciuti dal musicista in parrocchia, anche se i fatti in contestazione sarebbero avvenuti sempre fuori dall’oratorio, in un caso durante un campeggio in montagna.
Le denunce dei familiari dei ragazzini hanno attivatonel 2013 l’indagine sul musicista, ma già parecchio prima la parrocchia lo aveva allontanato come animatore, dopo che uno dei ragazzini aveva accennato a un prete comportamenti che il sacerdote aveva ovviamente ritenuto inappropriati in una educatore a contatto con i ragazzi. Per quanto è sinora possibile ricostruire, dalla parrocchia non era partita una segnalazione formale all’autorità giudiziaria: tuttavia un prete, che aveva celebrato il sacramento della confessione e che dunque non poteva ovviamente violarne il segreto neppure davanti all’autorità giudiziaria, quando è stato interrogato come testimone ha comunque dato conto di uno scritto che aveva indirizzato al musicista e che, in alcuni passaggi, tra i quali l’invito pressante ad affidarsi a cure di esperti, ha comunque permesso alle indagini di progredire (insieme ai racconti dei ragazzi e alle intercettazioni) sino alla misura cautelare di ieri.


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India, stupro di gruppo su una turista danese di 51 anni

Una turista danese di 51 anni è stata violentata e rapinata ieri vicino alla stazione di New Delhi da un gruppo di sconosciuti cui aveva chiesto informazioni per tornare in albergo, secondo quanto scritto oggi dal Times of India.
Sulla base del racconto della donna, la polizia ha arrestato sei persone, definite «vagabondi».
Arrivata in India una settimana fa, la donna aveva visitato Agra, città che ospita il celebre Taj Mahal, ed era poi arrivata a New Delhi per vedere il Museo Nazionale. Al termine della visita avrebbe cercato di trovare la strada per il sui hotel, ma si sarebbe è persa nella zona della stazione: qui sarebbe stata avvicinata da alcune persone che l’avrebbero praticamente sequestrata, stuprandola a rapinandola.

India, stupro di gruppo su una turista danese di 51 anni 15 gennaio 2014


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giovedì 2 gennaio 2014

India: Teenage Girl 'Raped Twice and Burned Alive in West Bengal'

A new rape victim in the Indian state of
West Bengal has reportedly been 
burned alive by her attackers after 
authorities failed to act on her initial 
complaint.
Police reports show that the victim, 
daughter of a taxi driver from the 
neighbouring state of Bihar, was raped twice by a local gang before being
 set on fire by her attackers.
The girl received 65% burns and died on New Year's Eve. Her case, which comes 
12 months on from the Delhi gang rape, has sent shockwaves through 
India, which recently amended laws to ensure tougher penalties for crimes against 
women.
It is alleged that police lied about the circumstances of the girl's death, claiming
she set herself on fire, while the Communist Party of India has alleged that
the government of Mamata Banerjee denied justice to the victim and even helped 
the attackers.
The girl's father, a member of the trade union affiliated to the party, was allegedly 
even pressured by the police authorities to leave the state and return to his home 
state of Bihar with the daughter's body.
Horrifying chain of events
The girl and her mother went to police in the town of Madhyamgram after the first 
rape. However the victim's father subsequently claimed that police made them
wait several hours before registering their complaint, and dissuaded the family 
from taking the legal route.
While returning from the police station, the girl was raped for the second time by 
the gang, ostensibly seeking revenge for her visit to the police.
"We went back to the police station but they took our signature on a statement
written in Bengali, which we could not read. We realised later that it did not 
mention the second rape but stated my daughter had been molested," 
the father told the Indian Express newspaper.
The girl had named Sanjib Talukdar, Palash Debnath and three others in her 
complaint. The police arrested the duo, but this only set off a chain of 
events which led to the gruesome murder.
After the arrest of Talukdar, who had reportedly campaigned for the ruling 
Trinamool Congress party, his associates put pressure on the family to 
withdraw the complaint, threatening them with violence.
"Everywhere, I was insulted and they raised questions about my daughter's 
character," the girl's father said, according to the paper.
Fearing for their safety, the family moved to an area near Kolkata's 
Dum Dum airport, but the attackers chased them down. On 23 December, they 
came to the family's rented home, repeating the threats and demanding they 
withdraw the complaint.
The girl's mother ran out of the house to telephone her husband, who was out 
working. But when she returned the house was ablaze with her daughter inside.
'Police officials threatened me'
The girl's father claimed that prompt and efficient treatment was denied to her at 
the government-run R G Kar Hospital, which did not have a burns unit. The family
wanted the girl to be moved to another government-run hospital with a burns 
unit, but the doctors allegedly refused the request.
Police said the girl had attempted to immolate herself and initial media reports 
said it was a suicide, but it was revealed later that the girl had said in her dying 
declaration that she was set on fire by two men.
"In her dying declaration before Dr Sudipta Singh and investigating officer 
Saidullah Sana at the hospital, she said Ratan Sil and Minta Sil, who were 
accused in the rape case, set her on fire," Nimbala Santosh Uttamrao,
additional deputy commissioner of police, told the Hindustan Times.
The victim's father added: "The police officials threatened me and asked me to 
leave the state and return to Bihar with the body. The police officials and 
some local toughs also threatened that if I did not they would stop me from driving
my taxi."
The dispute over the cremation of the girl's body has led to clashes between the 
workers of the ruling party and the opposition.
However the ruling Trinamool Congress has denied giving any assistance to 
the attackers and said the opposition was trying to tarnish its image.

India: Teenage Girl 'Raped Twice and Burned Alive in West Bengal' January 2, 2014


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